Ogni post giornata, analizziamo tutto quello che è successo e proviamo a stilare un Pagellone della partite appena andate in archivio. Chi è stato il protagonista principale? Quale squadra si è confermata con un trend positivo? E chi invece ha tradito qualche difficoltà e ha deluso le aspettative? Oppure chi l'ha combinata grossa, mettendo in difficoltà la propria squadra? Ecco il meglio e il peggio di ciò che ha prodotto nella 19a giornata di Serie A.

Voto 10...all’Atalanta e allo show di Josip Ilicic

Wow. La Dea è tornata ad offrire il suo calcio paradisiaco. I bergamaschi hanno vinto in modo netto e convincente anche a San Siro contro il Milan capolista. Un 3-0 a che li porta in quarta posizione, appaiati alla Juventus e a meno sette dalla vetta. Un bel balzo in avanti, che tiene aperto il campionato per la truppa di Gasperini, squadra in grado di mettere in difficoltà chiunque e non solo in Italia. Dopo “il caso Gomez” il gruppo si è ricompattato e ha ritrovato brillantezza. Se Ilicic mantiene questi standard di rendimento e crescono i vari Pessina, Malinovskyi, Miranchuk, e magari rientra anche Pasalic, aumentano le chances di vedere l’Atalanta in corsa fino alla fine per il bersaglio più grosso. Sognare non è affatto impossibile.
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Voto 9...al Verona di Juric e a Davide Ballardini

I veneti, pur avendo incassato gol dopo soli nove secondi contro il Napoli, hanno reagito, pareggiato e rimontato, imponendosi per 3-1 e salendo a quota 30 punti in classifica. Un gran girone d’andata per la formazione di Juric, nonostante infortuni, Covid e problemi vari. La rivoluzione estiva, con le partenze di Amrabat, Rrhamani, Kumbulla, Pessina, Verre, Borini non è pesata. Un sistema che ormai funziona alla grande e che rende l’Hellas una mina vagante per chiunque. Mina vagante che è diventato anche il Genoa, grazie a Davide Ballardini. Il tecnicolo romagnolo ha risollevato le sorti del Grifone, riportandolo in zona salvezza. Due vittorie nelle ultime tre gare, +4 sulla terz’ultima e la consapevolezza di poter fare un ottimo girone di ritorno.
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Voto 8...alla Juventus, che accorcia sulle milanesi

La Juventus ha colto l’attimo. Una settimana fa il brutto ko contro l’Inter sembra precludere i sogni del decimo Scudetto consecutivo per la Vecchia Signora. Poi la vittoria in Supercoppa, gli stop delle due milanesi nel sabato di campionato e questo successo sul Bologna, che tiene i bianconeri a meno sette dalla cima della classifica con una partita ancora da recuperare. Il 2-0 sugli emiliani certifica dei progressi generali per la squadra di Pirlo che, pur concedendo qualcosina dietro, crea tanto davanti e ha trovato in Weston McKennie l’incursore ideale per creare superiorità numerica all’interno dell’area di rigore avversaria. Il girone d’andata non è stato entusiasmante, ma ci sono motivi per guardare al ritorno con fiducia.
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Voto 7...alla Roma brava a reagire e alla Lazio tornata in corsa

Sommersa dalle polemiche, dopo il derby perso e l’eliminazione in Coppa Italia con annesso errore sul sesto cambio. Senza Dzeko, Mkhitaryan e Pedro, cioè il tridente che finora l’aveva tenuta in alto. Colpita nel finale dal 3-3 dell’ex Verde su errore di Smalling. Eppure la Roma di Fonseca, a un passo dal baratro, ha avuto la forza di rialzarsi e di vincere con lo Spezia. Un 4-3 fondamentale, per il momento e per il modo in cui è arrivato. La formazione giallorossa è terza in classifica e non partiva certo favorita per una qualificazione alla prossima Champions League. Proverà a rimanere in alto, vedendosela anche con i concittadini biancocelesti. Sí, perché la Lazio di Inzaghi ha ripreso la sua marcia e con la quarta vittoria consecutiva è tornata a ridosso delle prime, a soli due punti dal quarto posto. Sarà un girone di ritorno avvincente.
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Voto 6...al Torino e alla reazione di Benevento

La doppietta del redivivo Zaza permette al Torino di strappare un punto importante in casa del Benevento. La prima di Nicola è stata contraddistinta da un fatto inedito in questa stagione: il Torino non ha subito una rimonta nel finale, ma ha riacciuffato un avversario proprio quando tutto sembrava perduto. Un 2-2 che non toglie i granata dai bassifondi della classifica, ma che dà morale in vista del prossimo impegno casalingo contro la Fiorentina. Servirebbe una vittoria per rilanciare le ambizioni di questo Torino.
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Voto 5...all’Inter di Udine, un po’ sottotono

Un punto in trasferta, a maggior ragione contro una squadra organizzata e tosta come l’Udinese, non è da buttar via. Semmai il cruccio è che l’Inter ha fallito il possibile aggancio al Milan e ha perso due punti dalla Juventus, salita virtualmente a meno due (realmente a meno cinque) dai nerazzurri. Un pareggio nervoso e che crea un attimo di apprensione in vista del derby di Coppa Italia proprio contro i cugini rossoneri. Poi Benevento in casa. Fiorentina fuori, Lazio in casa e derby di campionato contro il Milan. Si decide qui la stagione della squadra di Conte. Ecco per il tecnico dell'Inter e per Oriali, espulsi dall'arbitro Maresca, il voto é sicuramente piú basso.
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Voto 4...al Milan, campione d’inverno, ma travolto in casa

Il girone d’andata dei rossoneri andrebbe valutato nel complesso con un voto molto alto (tra il 9 e il 10), ma la gara contro l’Atalanta ha rimesso a nudo i limiti di una rosa che qualche problemino può averlo. Pioli deve innanzitutto recuperare due pilastri come Bennacer e Calhanoglu e poi avrà il tempo di reinserire Rebic e di inserire i nuovi arrivati Mandzukic, Meité e Tomori. La classifica sorride ancora al Diavolo, che nelle prossime giornata avrà in calendario Bologna, Crotone e Spezia: un trittico invitante, per rifarsi da subito, cancellare questa debacle e rimanere ancorato in vetta al campionato.
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Voto 3...alla difesa del Crotone

Altri due gol subiti, con errori di posizionamento gravissimi come sul raddoppio di Vlahovic. Utimo posto per la squadra di Stroppa, con 43 reti incassate in 19 giornate e un infortunio a Messias che preoccupa l’intero ambiente. Per tentare l’impresa chiamata salvezza bisognerà trovare un assetto migliore dietro e soprattutto un terzetto titolare, visto che in questa prima parte di campionato si sono ruotati i vari Golemic, Magallan, Marron, Djidji, Cuomo e Luperto.
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Voto 2...a Gattuso e al suo Napoli, ancora immaturo

Questo ko pesa più di altri. Perché arriva dopo la sconfitta in Supercoppa, perché odora di occasione sprecata visto lo stop del Milan, perché si concretizza dopo aver segnato al 1’ minuto di gioco ed esser passato in vantaggio contro una squadra ostica come il Verona. Un Napoli che non trova mai la giusta maturità, che non fa mai quel salto di qualità e che adesso si vede agganciato dalla Lazio al sesto posto della classifica, a nove punti dalla prima, pur con una partita da recuperare. Gattuso avrà le sue meditazioni da fare. La sensazione é che si possa fare molto meglio.
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Voto 1...a un Parma sprecone e a un girone d’andata da incubo

Chiudere un primo tempo sotto di due reti dopo aver colpito due pali e aver costretto Audero a diversi interventi importanti. La fino ad ora disastrosa stagione del Parma è racchiusa in quei primi 45 minuti del posticipo domenicale. Una squadra che avrebbe anche grandi mezzi e diversi giocatori di indubbio spessore ed esperienza (Gervinho, Kucka, Kurtic, Bruno Alves ecc), ma che vive imprigionata nelle sue paure, per una situazione inaspettata. Unica buona notizia? Fare peggio dei 13 punti fino a qui ottenuti é pressoché impossibile e, quindi, si può solo migliorare.
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Voto 0...al Cagliari e al rinnovo di Di Francesco

Qua siamo nello psicodramma. Settima sconfitta di fila includendo la Coppa Italia, terz’ultimo posto in coabitazione con il Torino, squadra totalmente allo sbando e senza punti di riferimento. E al tempo stesso il rinnovo di contratto dell’allenatore Eusebio Di Francesco fino al 2023, per cancellare qualsiasi voce su un possibile esonero. Il Cagliari vive un momento difficilissimo e non può, con giocatori come Godin, Nainggolan, Joao Pedro, Simeone, Nandez rischiare addirittura la retrocessione in B. La prossima gara con il Sassuolo diventa fondamentale, almeno per cercare l’attesa svolta in un campionato che pare maledetto.
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