Soddisfatto Antonio Conte per la vittoria e la prestazione del Bentegodi. Non per mettere pressione al Milan, non per il dato statistico del 7° successo consecutivo, ma per essere riusciti a vincere su un campo ostico come quello del Verona. Per aver detto qualcos'altro di sé e aver provato a migliorare. “Una vittoria che può dare certezze per il futuro” ha aggiunto Conte che quando si parla di Scudetto non si tira indietro. E poi su Eriksen chiarisce come l'hanno vissuto in società.

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Verona-Inter: le pagelle: Lautaro c'è, che papera Handanovic
23/12/2020 ALLE 20:36

Importante vincere a Verona

Era importante vincere prima di tutto per noi, per dare continuità. Ottenere la 7a vittoria consecutiva in questo mese e mezzo dev'essere un attestato di stima verso noi stessi. Non era semplice, il Verona ha preso punti a tutte le grandi ed è difficile affrontarli. Penso sia stata una prova di maturità da parte nostra. L'anno scorso non l'avremmo vinta? Ribaltammo il risultato e alla fine pareggiammo. Al di là dei tre punti, la partita può darci certezze per il futuro. Il Verona è una squadra ostica, è sempre particolare giocare prima delle vacanze. Ci prendiamo tutto quello che c'è di positivo

Si può parlare di Scudetto?

Penso che per la sua storia l'Inter dovrebbe partire di base ogni anno per cercare di vincere dei titoli. Poi magari ci sono periodi in cui sei al top e vinci e altri in cui vedi più buio. Ma squadre come Inter, Milan e Juventus partono a prescindere per provare ad essere competitive e cercare di vincere. Non dimentichiamo che quest'anno ci sono squadre importanti come ad esempio il Napoli, o Roma, Lazio e Atalanta. Ci sono sette squadre che possono darsi fastidio. Ma l'Inter a prescindere deve provare ad essere competitiva

Si aspetta qualcuno nel ruolo di Eriksen?

C'è da fare gli auguri a Christian e alla moglie. Mi ha chiesto stanotte di andare in Danimarca ed era giusto che le stesse vicino per un evento così importante per la sua vita. Poi si fanno delle valutazioni, vedo che si scinde, si mette l'allenatore da una parte e l'Inter dall'altra. Questo mi dispiace, perché tutte le cose vengono decise di comune accordo tra me e la società. Dopo che si fanno delle valutazioni le portiamo alla proprietà, che poi dice sì o no, com'è accaduto quest'estate, che ha detto no. Quindi si fa di necessità virtù. Tante volte sembra che io venga messo in una posizione e il club in un'altra, ma non è così

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