Innanzitutto, complimenti al Cagliari: salvo di pomeriggio, dopo il rocambolesco pari fra Benevento e Crotone, ha giocato a San Siro una partita piena, seria, come non sempre capita in fondo ai nostri campionati. Il Milan, da parte sua, veniva da un dieci a zero complessivo: 3-0 alla Juventus, 7-0 al Toro. Con lo 0-0 di ieri ha buttato via un clamoroso match-point. La vittoria gli avrebbe riaperto le porte di quella Champions che lo aspetta dall’11 marzo 2014: 4-1 per l’Atletico, a Madrid, nel ritorno degli ottavi (andata 0-1).
Due posti sono già assegnati: Inter e Atalanta. Ne restano altrettanti. La classifica recita: Napoli e Milan 76, Juventus 75. Domenica si chiude, così: Napoli-Verona, e non penso che per Rino Gattuso ci saranno problemi. Occhio al resto: Atalanta-Milan e Bologna-Juventus. E non è tutto qui. Mercoledì sera, a Reggio Emilia, va in onda la 'bella' di Coppa Italia che coinvolge proprio Atalanta e Juventus, quando si dice il destino. Alzi la mano chi avrebbe immaginato un epilogo così romanzesco. In pratica, sarà ancora Milan contro Juventus 'via' Atalanta. Paradossalmente, Madama si accinge a contendere la coppa a colei che, quattro giorni dopo, si occuperà della sua Champions. Al Milan, in teoria, un punto potrebbe non bastare.

Duvan Zapata e Paulo Dybala - Atalanta-Juventus Serie A 2020-21

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Ma cos'è successo? Semplice (o Semplici, Leonardo, se vogliamo, come sarebbe corretto, applaudirne i lavori di restauro): credo che il Diavolo si aspettasse una pratica meno complicata. Ha giocato lento, senza guizzi, il braccino corto e la qualità nascosta fra le pieghe degli schemi; facile preda delle trincee sarde, tambureggiante solo nell'ultimo quarto d’ora. Mancava Zlatan Ibrahimovic, acciaccato e imbronciato. Avevo appena scritto che, in futuro, sarebbe stato prezioso ma non più indispensabile. Ne azzeccassi una. Gira e rigira, le parate più impegnative (due, sulle zuccate di Leonardo Pavoletti e Diego Godin, grande) le ha compiute Gigio Donnarumma. Non è la prima volta che la squadra di Stefano Pioli dovrà rialzarsi: l'ha sempre fatto, sinora, a fronte delle sette sconfitte che ne zavorrano la classifica.

La delusione di Davide Calabria - Milan-Cagliari Serie A 2020-21

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Le partite della vita, ormai, non si contano più. Troverà una Dea raggiante che mira al secondo posto, mai raggiunto nella storia, e con una finale nelle gambe (e, in base al risultato, chissà come e chissà quanto nella testa). Per la cronaca, il Milan di Pioli, subentrato in corsa a Marco Giampaolo, nacque proprio a Bergamo, il 22 dicembre 2019, sotto la valanga di un mortificante 5-0. Arrivarono Ibra, Simon Kjaer e Alexis Saelemaekers, la musica cambiò. In bilico fra delusione e reazione, l'ostacolo si profila più psicologico che tecnico o atletico. Cancellare l'occasione buttata, recuperare 'quel' Milan che attorno al Totem svedese e alla sua tribù - Franck Kessié, Ismael Bennacer, Hakan Calhanoglu - seppe costruire uno splendido sogno. Non v'è dubbio che meriti la Champions e la Juventus no. O comunque più della Juventus. Ma sono lì.
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