Un tentativo di truffa sarebbe stato messo in atto utilizzando i nomi di Bernard Arnault e del Milan. Lo riporta La Repubblica, spiegando che gli inquirenti stanno valutando un’ipotesi di reato a carico del mediatore finanziario D.V., 62 anni, bresciano, ex funzionario di banca.
Il nome di Arnault viene legato al Milan per la prima volta nel luglio 2018, ma fu lo stesso Arnault in persona a raffreddare le speranze dei milanisti a gennaio 2020, in occasione del report annuale di LVMH. Nel frattempo però, durante l’emergenza Coronavirus, il giallo stava per vivere la sua fase più ambigua, che sarebbe finita sul tavolo della Procura milanese.

L'inserimento dell'intermediario bresciano

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19/05/2021 A 06:39
Già nell’estate 2019, il più veloce a cavalcare l’onda delle notizie di un possibile interesse da parte di Arnault per il club rossonero era stato l’intermediario bresciano D.V. Si era dichiarato uomo di fiducia in Italia di Bernard Arnault e suo interlocutore privilegiato nella trattativa per l’acquisizione del Milan.
D.V. sosteneva di essere stato incaricato da Arnault in persona della parte più operativa del progetto: mettere in piedi il team italiano che avrebbe dovuto gestire il futuro Milan francese, dal direttore generale al responsabile dei rapporti internazionali, dal direttore sportivo all’ufficio legale. Le riunioni del team erano iniziate subito, con la presentazione degli ipotetici piani per il calciomercato e per il nuovo stadio e con l’ingresso sulla scena di nuove figure.

La parola fine sulla trattativa

Inoltre, un fantomatico Arnault aveva preannunciato dal suo indirizzo di posta elettronica personale l’imminente accordo e fissava l’appuntamento decisivo, che si sarebbe tenuto al più presto in Francia o in Inghilterra. L’incontro però non avvenne mai, e la parola fine sulla "trattativa fantasma" la mise l’estate scorsa il vero braccio destro di Bernard Arnault, il direttore generale di LVMH Antonio Belloni, rispondendo in modo lapidario dall’indirizzo di posta elettronica (questo sì autentico) alla mail piena di dubbi del team italiano, sempre più sconfortato: "Non conosco nessuna delle persone di cui parlate". E’ così che nel 2021 il caso è finito alla Procura milanese. Che adesso ha affidato le verifiche ai Carabinieri e sta valutando l’ipotesi del tentativo di truffa.

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