Inter-Atalanta è diventata, da tempo, un classico della nostra letteratura. Sabato, ore 18: la squadra campione e la provinciale tre volte terza. Simone Inzaghi ha ereditato una portaerei, Gian Piero Gasperini ha trasformato i suoi in un’orda di pirati capaci di svaligiare i tesori di molte isole. Di solito, soffriva le partenze. Sin qui, ne ha persa una sola - in casa, con la Viola - e ha saputo domare persino quelle che, sul campo, le stavano sfuggendo: a Torino con il Toro, a Salerno.
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La scorsa stagione finì 1-1 a Bergamo e 1-0 a San Siro, pugnalata di Milan Skriniar. Era l’Inter di Antonio Conte. C’erano Achraf Hakimi e Romelu Lukaku, ci saranno Denzel Dumfries ed Edin Dzeko. Un altro modo, non necessariamente un altro mondo. Dall’archivio affiora un’edizione del marzo 1990 che produsse la bellezza di nove reti, Inter-Atalanta 7-2. Protagonista assoluto, Aldo Serena: «Contribuii, complessivamente, a lavorarne sei, inclusa la mia, di scavetto». L’avvocato Gianni Agnelli lo definì «Il miglior centravanti dalla cintola in su». La Dea non ha più la fantasia elettrica del papu Gomez e i rostri affilati di Cristian Romero. Sta crescendo, ma non è ancora travolgente. Ci ha abituato troppo bene, ogni pagliuzza ci sembra una trave. Per Serena, gli uomini chiave saranno Lautaro Martinez e Robin Gosens. Una punta tosta, di lotta e di tocco; un terzino-ala pronto a cogliere l’attimo, come documentano gli 11 squilli dell’ultimo torneo.
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Zappacosta esulta per il gol in Atalanta-Sassuolo - Serie A 2021/2022

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A Firenze l’Inter ha remato per metà gara, salvo venire fuori alla distanza, di forza. Incassa un gol a partita (5), ma ne realizza quasi quattro (18). Più strani e più umani, in rapporto al luna park di fresca tradizione, i numeri dell’Atalanta: 6 a 4. La classifica recita: Napoli 15, Inter e Milan 13, Roma 12, Atalanta 10. Traduzione, dopo la fuga di Cristiano e il ritardo della Juventus: Napoli contro Milano. L’Inter resta la mia favorita per lo scudetto, obiettivo per il quale competono, a pieno titolo, i bergamaschi. In attesa che il derby di domenica spogli le ambizioni di Lazio e Roma, di Maurizio Sarri e José Mourinho, il fascino della teoria opposto al ghigno della pratica.
La Champions incombe - l’Inter in Ucraina, con lo Shakhtar; la Dea al Gewiss Stadium con lo Young Boys - e i risultati del primo round, soprattutto in orbita inzaghiana (alludo allo 0-1 con il Real), un po’ di tensione la trasmettono. Eppure non credo alla metafora degli scacchi, una mossa qua una là: alla sesta, si può rischiare. I quattro assist di Nicolò Barella costituiscono una superba polizza, non meno della regia di Marcelo Brozovic. Inoltre, se Simone attende, paziente, il meglio da Hakan Calhanoglu, Gasp è sempre lì che aspetta lo Josip Ilicic di Valencia e il Marten De Roon delle guerre puniche.

Inter v Real Madrid, Champions League football, Milano, Italy Milano, Italy. 15th, September 2021.

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Gli esterni godono di uno strameritato ritorno di fiamma: e di coccole. Il Sassuolo, tanto per restare in tema, l’hanno demolito Gosens e Davide Zappacosta, pescato fra le pieghe del mercato. L’ordalia si annuncia al dente, piena di agguati, ed è facile indicare proprio nelle fasce il settore in cui, probabilmente, si deciderà. Buone notizie arrivano dai portieri: Samir Handanovic reattivo al Franchi, Juan Musso provvidenziale nella tana del Villarreal. Inzaghi è mare accigliato, Gasperini mare in tempesta: non si amano, se le sono sempre date di santa ragione.
Il capitano Achab a caccia di Moby Dick. Pronostico: Inter.
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