Aurelio e Luigi De Laurentiis avevano presentato ricorso contro la nuova legge sulla multiproprietà, in vigore dal 1° ottobre 2021, relativo alla modifica dell’art. 16 bis NOIF. Ovvero all'impossibilità di un soggetto di partecipare in più società nel mondo professionistico, stesso discorso che vale per il suo coniuge o un parente affine entro il quarto grado. Nello specifico parliamo del patron del Napoli e di suo figlio presidente del Bari (che quest'anno è anche tornato in B). Stando a questa riforma, quindi, prima della stagione 2024/2025, per chiedere l'ammissione al campionato di competenza, la famiglia dovrà possedere un solo club. I De Laurentiis avevano presentato ricorso alla Corte Federale d'Appello della FIGC dopo un primo no del Tribunale Federale Nazionale del 4 maggio scorso, ma anche la Corte d'Appello, presieduta da Mario Luigi Torsello, ha rigettato tale ricorso.

Atteso un nuovo ricorso da parte dei De Laurentiis

La Corte Federale d'Appello, ora, depositerà le proprie motivazioni entro il 25 giugno e, dopo questa data, i De Laurentiis, assistiti dall'avvocato Mattia Grassani, potranno presentare un nuovo ricorso al Collegio di Garanzia del CONI. In una lunga trafila che può prevedere il ricorso anche alla Giustizia amministrativa con il TAR e il Consiglio di Stato. Se non arriverà una sentenza favorevole entro il 30 giugno 2024, quindi, De Laurentiis sarà costretto a cedere uno dei due club in suo possesso.
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