Inter-Juventus, match valido per la 9a giornata di Serie A, si è concluso con il punteggio di 1-1. Decisive le reti di Dzeko nel primo tempo e di Dybala su calcio di rigore all'89', concesso dopo il richiamo del VAR dall'arbitro Mariani. Un risultato che mantiene i nerazzurri al terzo posto a 7 lunghezze dalla coppia di capoliste formate da Napoli e Milan mentre la Juventus mantiene i 10 punti dalla vetta. Vediamo insieme l'analisi del match in cinque punti.

1) L'Inter ha un problema nella gestione del match

Nove punti persi da situazione del vantaggio, meno del solo Verona (10) in questa Serie A. Stesso copione recitato contro la Lazio: un ottimo primo tempo, una ripresa in calando, dal vantaggio alla rimonta subita. A Roma erano arrivate tre reti della squadra di Sarri, qui la beffa finale con il rigore di Dybala. In generale la gestione del match da parte dell'Inter di Inzaghi però continua a non convincere. Nella prima frazione un atteggiamento perfetto, la squadra corta e aggressiva, la rapidità nelle seconde palle, le verticalizzazioni per Dzeko. Nel secondo tempo il calo, il baricentro che si abbassa, le ripartenze che non arrivano. Insomma, i nerazzurri devono lavorare su questo aspetto, perché il potenziale resta di altissimo livello.
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2) Juventus a due facce, ma crea troppo poco

La Juventus ha ritrovato una sua solidità difensiva e non sembrano esserci dubbi. Anche nella serata di San Siro ha concesso pochissimo all'Inter e, pur andando subito in svantaggio non si è disunita. Nel primo tempo, però, il predominio nerazzurro è stato evidente, come è stata lampante la difficoltà tecnica di alcuni giocatori bianconeri. Meglio nella ripresa, con gli innesti di Chiesa e Dybala. La sensazione rimane comunque quella delle ultime uscite: la Juventus fatica troppo a creare occasioni da gol e spesso rinuncia ad attaccare per evitare di scoprirsi. Allegri sa bene che se vuole avere qualche speranza di rimonta in campionato questa squadra deve migliorare la fase offensiva.

Paulo Dybala esulta dopo il rigore che ha regalato il pari alla Juventus, Inter-Juventus, LaPresse

Credit Foto LaPresse

3) Rientra Dybala, è lui il faro della Juventus

Ha portato la luce, oltre che la Joya finale. Paulo Dybala, al rientro dall'infortunio, ha guidato la Juventus verso la rimonta sull'Inter, sigillando con il suo penalty, poco prima dei minuti di recupero, l'1-1 definitivo. In generale l'ingresso dell'argentino ha svegliato la Juve, è aumentata la qualità della manovra bianconera e le linee sono sembrate più legate tra loro. Per il modo di giocare che ha la squadra di Allegri, il vero faro resta lui. Se ritroverà condizione e fiducia, ne gioverà tutta la Juventus.

4) Barella e Brozovic, le due certezze dell'Inter in mezzo

Tra i migliori ancora una volta nell'Inter i due centrocampisti. Le due certezze della squadra di Inzaghi, due che per Conte erano pilastri. Nicolò Barella a tutto campo, in pressione avanzata, mobile e determinato, Marcelo Brozovic ad orchestrare nel mezzo, nonostante la pressione di Kulusevski. Con due giocatori così forti e completi sulla linea mediana, è difficile ipotizzare un crollo dell'Inter, che ha ancora ampi margini per recuperare terreno su Milan e Napoli.

Nicolò Barella con Manuel Locatelli

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5) Edin Dzeko da record, ma sta giocando tantissimo

35 anni e non sentirli. Edin Dzeko ha timbrato il cartellino anche contro la Juventus: fanno sette gol nelle prime nove giornate di campionato, che unito a quello allo Sheriff portano a otto le sue marcature nerazzurre in questo inizio di stagione. Un impatto devastante per il bosniaco con il mondo Inter, un rendimento da record, assimilabile in termini realizzati a quello del primo Ronaldo brasiliano.
L'unico neo, se tale si può chiamare, è la sua usura. Sempre presente, sia in Serie A che in Champions League, con 12 partite già nelle gambe, che sommate alle quattro con la Nazionale portano a 16 gare nei primi due mesi stagionali. Va calmierato il suo utilizzo, perché un Dzeko del genere, così trascinatore, serve integro per tutta la stagione.

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