A 4 punti dallo scudetto dopo il colpo contro il Verona al Bentegodi, il Milan si gioca tanto (tantissimo) domenica pomeriggio a San Siro contro l'Atalanta di Gasperini, una squadra che per Stefano Pioli non può certo essere considerata come tutte le altre. Perché il suo Milan, quello che oggi vediamo forse un po' a sorpresa in testa alla classifica a due giornate dalla fine, nacque proprio da una partita contro la Dea. Era il 22 dicembre 2019, poco prima della pandemia, e il Gewiss Stadium aveva fatto da cornice a uno dei punti più bassi della storia recente del Diavolo: l'incredibile successo per 5-0 della Dea, inflitto a una squadra senza capo né coda, aveva convinto la dirigenza a voltare pagina e a iniziare una piccola, grande rivoluzione già a partire dal mercato di gennaio. Via Piatek e Suso, due terzi dell'attacco, dentro Ibrahimovic, Kjaer (oltre allo sconosciuto Saelemaekers) e virata definitiva verso il cambio modulo. In pratica era nato il Milan di Pioli, come lo stesso allenatore ha confermato domenica sera dopo il 3-1 sul Verona.
Questo Milan è nato da quel 5-0 contro l'Atalanta: è stata una giornata negativa ma da lì abbiamo capito cosa ci serviva [Stefano Pioli @DAZN]

Il tabellone del Gewiss Stadium di Bergamo con il risultato finale di Atalanta-Milan del 22 dicembre 2019

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Da Bergamo a Bergamo: la Champions ritrovata

L'associazione di pensiero Atalanta-incubo, nella testa dell'allenatore, dei giocatori e dei tifosi, è durata complessivamente un anno e mezzo prima di essere spazzata via in un colpo solo il 23 maggio 2021. È il giorno in cui, in un Gewiss Stadium stavolta desolatamente vuoto a causa delle restrizioni sanitarie, i rossoneri blindano la qualificazione aritmetica in Champions League all'ultimo respiro (dopo 7 anni di attesa) grazie al 2-0 firmato da Kessié dal dischetto. Dal punto più basso alla nobiltà europea ritrovata nello spazio di 18 mesi: ancora una volta a Bergamo, la città del destino.

I giocatori del Milan esultano dopo il successo sull'Atalanta del 23 maggio 2021

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Di nuovo l'Atalanta, stavolta per lo scudetto

Pronosticare che in un periodo di tempo così breve il Milan sarebbe passato dall'anonimato alla lotta per il titolo fino all'ultima giornata era letteralmente impossibile. La risalita del Diavolo, invece, ha bruciato le tappe a dispetto della giovane età e dalla poca esperienza della stragrande maggioranza dei suoi titolari. Il penultimo ostacolo sulla strada che conduce al sogno più grande è - guarda caso - ancora una volta l'Atalanta. Non più a Bergamo, stavolta, ma in un San Siro sold out. Non è difficile immaginare come in questa febbrile settimana di attesa Pioli abbia speso qualche minuto per ricordare ai suoi giocatori dove tutto è cominciato. E per chiedere loro di provare, in tutti i modi, a chiudere un cerchio.

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