"La mia carriera da dirigente c'è solamente perchè c'è il Milan. Quando ho smesso di giocare mi sono preso il mio tempo per entrare in questo ruolo nel momento giusto. Da dirigente devi sempre calcolare di avere una squadra giovane a cui dare tanta fiducia. In questi tre anni abbiamo detto tante cose ai giocatori che si sono verificate. Abbiamo avuto idee credibili". Il direttore dell'area tecnica del Milan, Paolo Maldini, commenta così ai microfoni di DAZN il 19esimo scudetto della storia del club rossonero, il suo primo da dirigente: "Da calciatore è diverso perchè sfoghi buona parte della tua energia in campo. Da dirigente non puoi farlo, la famiglia ti deve sopportare a casa".
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Maldini-Massara: rinnovo in settimana, ma quanti dubbi
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Sulla rinascita del Milan

"Non ripeterei alcune cose che ho detto in passato, quando diventi dirigenti capisci tante cose. Sarei dovuto essere più rispettoso verso le persone che hanno fatto tanto per il Milan. Nella vita si sbaglia, l'importante è imparare. Il Milan è un club particolare, ci mettiamo meno a fare certe cose. Abbiamo un dna e dei tifosi speciali, non ci abbattiamo mai".

Sullo scudetto

"Questa è la festa dei ragazzi e del mister. Anche noi siamo contenti. Io faccio da poco il dirigente, c'è ancora tanto da imparare. Abbiamo spinto i ragazzi a dare di più, a volte hanno solo bisogno di fiducia. E questo è quello che cerchiamo di fare io e Massara".

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