Due sole giornate di campionato per decretare che la famigerata maledizione della maglia numero 9 rossonera può andare in soffitta, e solleticare l'ipotesi di una convivenza in attacco con Zlatan Ibrahimovic in luogo di quella che nasce in origine come una semplice esigenza di alternanza. Olivier Giroud ci ha messo davvero poco a prendersi il mondo Milan e a far germogliare in molti, anche dentro Milanello, l'idea di sfruttare pienamente la fisicità, la tecnica di base e l'esperienza dei due totem d'attacco. Tanto più al termine di un mercato che ha portato tanti rinforzi e tante novità, ma non un trequartista puro in grado di surrogare la partenza di Hakan Calhanoglu, passato sull'altra sponda del Naviglio.

Soluzione d'emergenza

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Intanto quella del doppio attaccante può essere fin da subito una soluzione d'emergenza, qualora la squadra ne avesse necessità. Per esempio per sbloccare o rimontare una gara nell'ultima mezzora, quando si inizia fatalmente a cercare di scavalcare il centrocampo, ed una coppia Ibra-Giroud può assicurare appoggio e nel contempo alzare tangibilmente il grado di pericolosità offensiva. Fino all'anno scorso, per situazioni del genere, Pioli poteva contare sul solo Leao (o Rebic) da affiancare a Ibra. Ora ha un Giroud in stato di grazia e con una conoscenza del ruolo ed un bagaglio di esperienza internazionale nemmeno paragonabili a quelli del giovane portoghese.

Olivier Giroud esulta dopo un gol - Milan-Cagliari Serie A 2021-22

Credit Foto Getty Images

Nodo trequartista

Il vero problema tattico è l'aver perso il trequartista, Calhanoglu, senza che dal mercato sia arrivato un rimpiazzo ideale del turco. Si è tentato fino in fondo per il francese Faivre del Brest, ma alla fine si è ripiegato su Junior Messias, che ha più caratteristiche da esterno di destra che rientra sul piede mancino che non da classico fantasista. A galleggiare dietro le punte, per indole tecnica, c'è soprattutto Brahim Diaz. Sulla cui crescita fisica e tecnica il club punta moltissimo - tanto da scegliere di responsabilizzarlo con la maglia numero 10 - ma sulle cui spalle non può essere scaricato tutto il peso di un ruolo così delicato.

Brahim Diaz in azione in Milan-Cagliari Serie A 2021-22

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Cambio modulo

Perché è evidente che la via più logica per lavorare sulla coppia Ibra-Giroud sarebbe stata quella di approfittare di un centrocampo arricchito sia sul piano tecnico che, soprattutto, su quello fisico, impostando un 4-3-1-2 di ancelottiana memoria. Un centrocampo 'forte' a tre e non più a due, in cui sfruttare Kessie, Bakayoko e Bennacer (o Tonali), in modo da poter sostenere la mezzapunta e i due attaccanti senza troppe ripercussioni sull'equilibrio tattico. Ma con il solo Brahim Diaz nel ruolo di suggeritore, in attesa di inquadrare meglio Messias, sembra una soluzione percorribile in caso di bisogno, ma non ancora una scelta di carattere strutturale.

Soluzione 4-4-2

E allora ecco che un classico 4-4-2 sembra poter essere il compromesso migliore per schierare Ibrahimovic e Giroud insieme. Anche se l'abbondanza di esterni d'attacco rischierebbe di uscirne mortificata. Una squadra disegnata così, Con Kessie e Bennacer (Bakayoko e Tonali le alternative) in mezzo, richiederebbe infatti due esterni tatticamente affidabili, come Saelemaekers a destra e magari un Theo Hernandez alzato a sinistra, sebbene siano in molti a sostenere che il terzino francese renda meglio quando può partire da lontano piuttosto che da ala pura. Ma certo avrebbe una discreta praticabilità, con la possibilità di rendere eventualmente più offensivi gli esterni coi cambi in panchina.

Zlatan Ibrahimovic e Franck Kessié - Milan-Cagliari Serie A 2021-22

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Bisogno di elasticità

Dato per scontato che l'impianto base resterà comunque il 4-2-3-1 dello scorso anno, Pioli ha già lasciato intendere in più di un'occasione che al Milan ora servono soluzioni alternative, e la capacità di saper cambiare pelle anche a partita in corso. Il 4-4-2, in questo senso, sembra l'alternativa maggiormente pronta all'uso, e del resto il tecnico lo ha già proposto in un paio di amichevoli estive. Ma Pioli vuole iniziare a lavorare anche sul centrocampo a tre, perché in un prossimo futuro - anche qualora partisse Kessie - sembra il modo migliore per dirigere il traffico che si affaccia nella zona mediana. Arrivato almeno per i prossimi due anni Bakayoko, infatti, non si dimentichi l'altro francese Adli, pronto a sbarcare a gennaio o il prossimo giugno. E che nelle prossime sessioni Maldini e Massara torneranno con ogni probabilità a cercare un trequartista puro. Perché questo Milan ora ha una precisa identità tecnica e tattica, ma vuole poter cambiare aspetto laddove le circostanze lo richiedano. Anche con le doppie punte.

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