Giorni particolari per Simon Kjaer. Il difensore centrale danese del Milan, la cui stagione è finita dopo il grave infortunio al ginocchio rimediato lo scorso 1 dicembre a Marassi durante la sfida di campionato contro il Genoa, è stato nominato calciatore del 2021 dal Guardian. Ed è proprio al tabloid britannico che Kjaer confida le proprie sensazioni. Partendo da una premessa, per nulla scontata: l'infortunio per lui rappresenta un'opportunità. "È solo la mia gamba ed è solo calcio, anche se entrambe le cose sono piuttosto importanti per un calciatore - scherza il difensore milanista -. Preferisco vederla come un'opportunità positiva e rara. Ho spesso pensato a come sarebbe stato passare due o tre mesi lontano dalle partite, sia per essere creativo nell'ottimizzare il mio gioco che per rendere il mio corpo più forte. Normalmente questo non è mai possibile in una carriera. Avrei preferito non essere infortunato ma devo accettarlo, lavorare per superarlo e uscirne con una versione più forte di me stesso".

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"Sono onorato e grato per gli attestati di stima, ma ripeto sempre che la mia reazione è stata impulsiva e così quella di tutti. Abbiamo agito da squadra, non sarei stato in grado di mantenere la calma se non avessi avuto qualcuno a cui appoggiarmi. Christian non è un collega, è anzitutto un nostro amico. Questo ha reso tutto molto più intenso. Non credo che ci si possa preparare a qualcosa di simile. Parlo molto con lui, è stata la mia terapia. Se Christian e la sua famiglia stanno bene, allora mi sento bene anch'io. È lì che trovo la mia pace e questo mi basta".
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"Sono ancora inc... per il rigore (in semifinale contro l'Inghilterra, ndr) e per non essere arrivato in finale. Ma alla fine era secondario e il calcio è diventato secondario per me. Non è così importante come lo era prima. Quando succedono cose come quella capitata a Christian, le porti con te per il resto della tua vita. Ma si impara da questo e forse mi permette anche di giocare un calcio migliore di prima. Mi diverto, ma sono più rilassato. Amo giocare a calcio, è sempre stato così, ma davanti a me non ho altri 10 anni e quindi devo apprezzare il tempo che mi rimane".

La fiducia nei propri mezzi

"Nella mia mente sono un ragazzo che è cresciuto in una piccola città e i miei piedi sono solidamente piantati a terra. Ma a volte devi essere un po' arrogante, un po' ignorante sulle tue capacità perché ti spingerà un po' di più. Se stai giocando contro Messi o Ronaldo, probabilmente sono migliori di te. Ma se sai che ogni giorno ti fai il c..., puoi convincere te stesso di essere il migliore. Devo crederci. Altrimenti non lo sarò mai, e non darò mai il 100%".

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