L'abbiamo scritto tante volte, ma a scanso di equivoci lo ripetiamo ancora: il 2020-21 di Federico Chiesa, tra Juventus e Nazionale, è stato praticamente perfetto. In maglia bianconera, dopo essere planato a Torino tra mille dubbi, ha rappresentato la scossa in una formazione che, spesso e volentieri, è sembrata troppo piatta per fare la differenza. E all'Europeo, dopo mezz'ora in campo nelle prime due partite del girone, si è preso la titolarità fino alla finale di Wembley. Ha messo insieme 17 gol (tra tutte le competizioni) in 3605 minuti, ha dominato qualsiasi duello invididuale e ha lasciato una gigantesca sensazione di "wow" tra la gente.
In America, più precisamente in NBA, per sottolineare un'annata come questa c'è un premio. Si chiama "most improved", e finisce nelle mani del giocatore che ha fatto i miglioramenti più ampi rispetto all'anno precedente. È un premio che sottolinea una crescita, ma che implica anche un cambiamento dello status. Chi lo vince passa da giovane di belle speranze a giocatore di livello, e la prestazione mediocre - che prima veniva perdonata - non è più concessa. Giannis Antetokounmpo, per fare un esempio preso dalla NBA, ha vinto il "most improved" nel 2016-17, e dalla stagione successiva tutta l'NBA gli ha chiesto di vincere il titolo.
Serie A
Juventus-Milan: probabili formazioni e statistiche
16/09/2021 A 15:34
  • I numeri di Federico Chiesa nella Serie A 2020-21 con la Juventus (fonte fbref.com)
Presenze30 (28 da titolare)
Minuti giocati 2227'
Gol8
Assist8
Media gol/minuti1 ogni 278'
Gol+assist per 90'0,65
Tiri totali x 90'2,44
% passaggi completati77,5
Dribbling completati35
Dribbling tentati62
% Dribbling completati56,5
Expected Goals Plus/Minus+24,6

La nuova Juventus

La Juventus 2021-22, tornata nella mani di Massimiliano Allegri, si è affacciata sulla stagione della "rinascita" con un ritmo particolarmente lento. In 4 partite tra Campionato e Champions, i bianconeri hanno vinto contro il Malmoe, pareggiato con l'Udinese e perso contro Empoli e Napoli. Prendendo in esame tutte le partite giocate finora (anche se quella di Napoli fa poco testo per l'assenza di tutti i sudamericani), è palese come Allegri sia ancora alla ricerca della soluzione giusta per disporre i suoi giocatori.
Tra 4-4-2, 4-3-3 e 4-3-1-2, la formazione che ha reso meglio è stata indubbiamente quella scesa in campo mercoledì sera in Champions. Sia per i giocatori in campo - la centralità di Locatelli, de Ligt titolare, Cuadrado e Dybala - che per le idee di gioco (in fase di possesso la Juve si muoveva usando un 3-5-2 - Danilo scalava a fare il braccetto di destra e Alex Sandro occupava l'ampiezza a sinistra - mentre in fase difensiva veniva adottato un 4-4-2).

Max Allegri a colloquio con Federico Chiesa durante la sfida persa contro l'Empoli

Credit Foto Getty Images

Dove verrà utilizzato?

Presa per buona l'ultima uscita, si presume che il mister livornese prosegua su quella strada. E quindi, con il rientro di Federico Chiesa, la domanda sorge spontanea: l'ex Fiorentina, nel nuovo contesto, dove potrebbe giocare?
Sulla carta potrebbe rubare il posto a Cuadrado, ma il colombiano si è dimostrato (quasi) imprescindibile negli ultimi anni. Potrebbe giocare nei due d'attacco, ma questo implicherebbe il sacrificio di Dybala (che Allegri ha definito "centrale nel progetto") o Morata (che è l'unica punta di ruolo insieme a Kean e ha segnato due gol consecutivi). Oppure potrebbe fare l'esterno a sinistra, ma in fase offensiva bisognerebbe ristrutturare tutta la manovra. Insomma, Allegri deve ragionarci su.
In linea generale, viene da pensare che una squadra come la Juventus, che deve crescere nelle prestazioni e migliorare i tanti ragazzi in squadra, non possa privarsi del talento di Chiesa (top3 in squadra). Però, allo stesso tempo, con la pressione che diventa insostenibile e la tenaglia dei risultati sempre più stretta, Allegri potrebbe anche pensare al classe 1997 come una super-sub (praticamente il sesto uomo, per tornare sul paragone con il basket). Attendiamoci degli sviluppi.

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