Juventus-Milan, match della 4a giornata della Serie A 2021-2022 andato in scena all'Allianz Stadium, si è concluso col punteggio di 1-1. A segno Alvaro Morata e Ante Rebic. Un pareggio che tiene il Milan, in attesa di Udinese-Napoli, in testa alla classifica al pari dell'Inter mentre la Juventus in zona retrocessione con appena 2 punti e zero vittorie dopo le prime 4 partite. E i punti di svantaggio dalle prime dopo quattro giornate sono già 8. Qui di seguito le 5 verità che ci ha lasciato il match di Torino.

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Juve-Milan 1-1, pagelle: Morata e Rebic letali. Male Theo
19/09/2021 A 20:55
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Juventus, la benzina dura poco

La classifica della Juventus, senza vittoria nelle prime quattro giornate di campionato per la prima volta dal 1961/62, inizia a essere inquietante. Il distacco dalla vetta resta di 8 punti, che potrebbero diventare 10 qualora il Napoli vincesse contro l’Udinese. E pensare che nei primi minuti la Signora sembrava ritrovata: ritmo devastante, verticalità, interessanti movimenti coordinati senza palla. Tanto che il Milan era alle corde, a un passo dal crollare. Poi? Lo svantaggio minimo ha alimentato le speranze dei rossoneri, che dopo l'intervallo hanno trovato un’avversaria che andava alla metà. Nemmeno i cambi hanno dato la scossa alla Juve, nel finale sfilacciata e vicina anche a perdere la partita. Il problema principale sembra questo: la tenuta nei 90’. Anche mentale, come dimostrano i numerosi errori di distrazione nell’ultimo quarto di partita: il gol di Rebic è emblematico.

Il pallonetto di Alvaro Morata con cui beffa Maignan e sblocca Juventus-Milan, Getty Images

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Dybala-Morata la nota lieta per Allegri

Per Allegri non è però tutto da buttare. Scavando oltre il risultato e la brutta classifica, il tecnico può trovare fonti di positività. La nota più lieta per il tecnico (e per tutti i tifosi) è la prova della coppia Dybala-Morata: intesa importante nel primo tempo, il gol dello spagnolo ne è l’immagine più luminosa. Con i due attaccanti in palla, per la Juve si aprono scenari diversi. Non è un caso che la rottura della coppia (al 66’ per uscita dal campo dell’ex Real Madrid) è coincisa con la fine, di fatto, della partita bianconera, fino a quel momento tutto sommato in controllo.

Milan, problema infermeria

La presenza dal 1’ di Maignan, in dubbio fino all’ultimo, ha consentito al Milan di partire senza un handicap ancora più evidente. L’altra faccia della medaglia, però, ha impresso il volto di Simon Kjaer, costretto ad abbandonare il campo al 36’. “Ho sentito tirare”: frase che nessun allenatore vorrebbe sentire. Le condizioni dell’eroe danese sono da valutare, ma intanto l’infermeria rossonera si riempie di un altro pezzo da novanta. L’attacco a disposizione di Pioli è orfano di Ibrahimovic e Giroud, sono fuori anche Bakayoko, Krunic e Calabria (tanto che Tomori è partito a destra, prima dell’ingresso di Kalulu): in un periodo così intenso, i numerosi infortuni potrebbero essere pesanti da gestire.

Simon Kjaer a terra per un problema muscolare: l'ennesimo infortunio di un big che deve fronteggiare Pioli in questo avvio di stagione

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Carattere e cuore per il Diavolo

Collegato al punto precedente c’è anche il grande cuore del Milan, squadra che ha stretto i denti e che ha anche “rischiato” di sbancare l’Allianz Stadium. Perché oltre alle premesse complicate, i rossoneri si sono trovati subito sotto: una possibile mazzata. La Juve ha avuto le palle gol per raddoppiare, ma ha sbattuto contro Maignan, ancora una volta super positivo. Il Diavolo non è caduto e ha trovato dentro di sé la forza per riconquistare piano piano terreno, per sopperire all’assenza di un perno là davanti. Ha circondato la Juve, non potendola assalire con palle alte. E poi ha colpito proprio così, con un colpo di testa di Rebic. Pioli sarà sicuramente soddisfatto di questo punto, figlio di una grande prova di carattere. E non solo.

Lazio-Liverpool-Juve: Pioli supera il crash test

È troppo presto per tirare le prime somme, ma un bilancio parziale è lecito farlo. Soprattutto per quanto riguarda il Milan, reduce dalla settimana di fuoco iniziata contro la Lazio e terminata in casa della Juve, con in mezzo i brividi della trasferta di Liverpool. Un trittico che avrebbe dovuto dare risposte a Pioli e avrebbe potuto regalare ai tifosi nuove ambizioni. Com’è andata? Una vittoria, un pareggio e una sconfitta. Una partita dominata e due di carattere, resistendo e tornando in partita su campi complicati e contro avversarie di assoluto livello. La strada è lunga, ma quello che è certo è che il Milan non esce ridimensionato dal crash test. Tutt’altro.

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