Smaltita la sbornia delle nazionali e riposti i tricolori, ci si toglie la mano dal cuore e si torna a cantare di pancia. Riecco il campionato (e, a seguire, l’incipit europeo). Subito due partitissime: sabato Napoli-Juventus, domenica Milan-Lazio. Tre squadre a punteggio pieno e una, l’ex tiranna, là in fondo, le briciole di un pari fra Udine (2-2) e l’Empoli (0-1). Insomma: giusto dare del matto all’esperto che fin da settembre si picca di pontificare, ma qualcosa i risultati potrebbero lasciare.
LE PROBABILI FORMAZIONI DELLA 3ª GIORNATA DI SERIE A

Napoli-Juve tra infortuni e conferme

Serie A
Probabili 10a: Kessié e Arthur dal 1', Vidal e Correa recuperano
UN' ORA FA
Cominciamo dall’ordalia del "Diego Armando Maradona". Le formazioni - quella juventina, soprattutto - sono ostaggi dei sudamericani dispersi, Paulo Dybala e Juan Cuadrado in testa, e degli infortuni: persino il flessore di Federico Chiesa. Ciò premesso, il cantiere rimane confuso più di quanto si aspettasse Massimiliano Allegri. Specialmente a centrocampo: e, dunque, non solo per la fuga di Cristiano Ronaldo. Le buone notizie arrivano dai fiocchi azzurri di Manuel Locatelli e Moise Kean. Tutto il resto, lotteria.
Luciano Spalletti ha pure lui i suoi problemi - da Alex Meret a Diego Demme, da Stanislav Lobotka a Piotr Zielinski - ma gli hanno graziato Victor Osimhen, centravanti di sfondamento e aggiramento, pedina cruciale. Il "nuovo" Napoli ha liquidato il Venezia in casa (2-0) e, soffrendo, il Genoa a Marassi (2-1). Non ha trovato macerie, il concittadino di Boccaccio. Non è escluso il debutto di André Anguissa, stampella di muscoli. Sulla carta, pesati i pro e i contro, si fa preferire il Napoli. Spalletti lavora già su una traccia, Allegri non ancora.

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Milan-Lazio show a San Siro

Se Napoli-Juventus dà l’idea di un laboratorio pensante e fumante, Milan-Lazio sa di luna park, di sfida aperta a tutto (e a tutti i "segni"). Viene, il Milan, dai successi con Sampdoria (1-0) e Cagliari (4-1). Persa una colonna per Covid (Olivier Giroud), Stefano Pioli ne recupera due, Zlatan Ibrahimovic e Franck Kessié. La Under ha ribadito il crescendo di Sandro Tonali. E’ un Diavolo che gioca a memoria, qualsiasi copione debba recitare. Brahim Diaz "dieci" funziona e Junior Messias, 30 anni di "solitudine", ha fame e, come posate, usa un dribbling affilato, gioioso. Non è un mago: è una gavetta che ha fatto carriera. C’è curiosità attorno al primo Ibra di stagione.
Così come c’è effervescenza attorno alla Lazio che Maurizio Sarri sta spalancando alle bollicine del suo champagne, 3-1 a Empoli, 6-1 allo Spezia. Se la fase difensiva ancora scricchiola, né potrebbe essere diversamente, la manovra d’attacco conta già prigionieri estasiati. Tanto è vero che, a proposito di Ciro Immobile, si parla di una versione laziale, brillante, e di una copia nazionale, opaca. Nei piani di "C’era Guevara" - e di Inzaghino, fino allo strappo interista - Ciro è più centrale; con Roberto Mancini, più gregario. In bilico Manuel Lazzari, potrebbe esordire Mattia Zaccagni, un altro dalla finta facile. E poi quel triangolo di metà campo: Lucas Leiva, Sergej Milinkovic-Savic, Luis Alberto. Non che il reparto del Milan sia da meno, ma siamo su picchi d’alta scuola. Gli arsenali scacciano lo 0-0, mi rifugio nella tripla.
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