Alfredo Trentalange non ci sta. L'attuale presidente dell'AIA (Associazione Italiana Arbitri) ha risposto con una lettera al suo predecessore Marcello Nicchi, che l'aveva attaccato per aver nominato al ruolo di procuratore capo della Commissione di Disciplina Nazionale arbitri Rosario D'Onofrio, accusato pochi giorni fa di traffico internazionale di stupefacenti. Questo il contenuto della missiva: "Con riferimento alla mail pervenuta in data 19 novembre u.s., prendo atto della conferma anche da parte Tua che il sig. Rosario D'Onofrio (allora O.A.) è stato nominato componente della Commissione di Disciplina Nazionale il 17 marzo 2009 "presidente Marcello Nicchi", e successivamente confermato nell'incarico. A Tuo parere, però, quanto da me affermato con i Presidenti di Sezioni e dei CRA sarebbe solo "verità parziale", in quanto avrei sottaciuto che il sig. Rosario D'Onofrio sarebbe stato proposto da me al Comitato Nazionale dell'epoca. Senza alcun intento polemico ma con lo stesso spirito con il quale mi solleciti un dovere di trasparenza verso gli associati, mi duole rammentarTi che, anche ai sensi del Regolamento AIA all'epoca vigente, la competenza di ogni proposta di nomina al Comitato Nazionale per il ruolo in argomento era prerogativa esclusiva del Presidente dell'AIA".

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"Apprendo, invece, solo oggi - continua Trentalange - che avresti proposto al CN il sig. Rosario D'Onofrio per la nomina in Commissione di Disciplina Nazionale nel marzo del 2009, nonostante fossi consapevole che lo stesso non avesse svolto, a Tuo dire, "pregresse particolari attività". Nonostante ciò, hai comunque ritenuto di proporlo per una nomina in un ruolo di rilievo nazionale non solo nel 2009, ma hai successivamente reiterato tale proposta di nomina nella medesima funzione anche quando, per effetto di modifiche regolamentari, il Responsabile del Settore Tecnico non godeva più del diritto di voto in Comitato Nazionale, consentendo così al sig. Rosario D'Onofrio una permanenza di 12 anni nei ruoli di una Commissione associativa giudicante, circostanza che gli ha permesso di veder convalidata la credibilità di un curriculum per funzioni associative pluriennali svolte nell'ambito della giustizia domestica. In questi momenti così difficili per la nostra Associazione, come tu stesso affermi di esserne ben consapevole, da un Dirigente Benemerito mi sarei aspettato non precisazioni per addossare responsabilità, ma semmai proposte per evitare in futuro ciò che in passato ha indotto in errore anche quel gruppo dirigente che, unitamente a Te, ha sottoscritto la Tua missiva e che approfitto per salutare".
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Pochi giorni fa, Nicchi aveva scritto allo stesso Trentalange una lettera pubblicata dalla Gazzetta dello Sport, in cui muoveva le accuse: "Nella riunione del marzo 2009, il nominativo di Rosario D’Onofrio, presentato come ufficiale dell’Esercito, fu da te proposto" e che "prima della tua segnalazione nessuno di noi, tranne il componente Iori, lo conosceva, ma neppure l’aveva sentito nominare per pregresse attività nell’Associazione. Iori espresse riserve sulla tua proposta, che fu decisa la nomina dell’associato D’Onofrio in posizioni non apicali. Tale decisione fu deliberata all’unanimità e quindi anche con il tuo voto".

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