La sosta per le Nazionali ha lasciato in eredità un grosso guaio a Simone Inzaghi: Marcelo Brozovic, infortunatosi durante Austria-Croazia, ha rimediato una lesione muscolare alla coscia sinistra che lo terrà fermo almeno un mese. Un'assenza pesante, visto che il centrocampista croato viene considerato un giocatore insostituibile per i nerazzurri. La domanda quindi è d'obbligo: cosa succede adesso? Come verrà ridisegnato il centrocampo dell'Inter?

Brozovic indisponibile: i precedenti

Nella passata stagione Brozovic aveva collezionato ben 35 presenze in campionato saltando solo 3 partite (contro Sassuolo, Torino e Fiorentina). Senza di lui l'Inter non aveva mai vinto: sconfitta contro i neroverdi e pareggi contro granata e viola. Per ovviare alla sua assenza Inzaghi aveva studiato mosse molto diverse tra loro: contro il Sassuolo aveva accentrato Barella, contro il Torino aveva dato le chiavi del centrocampo a Vecino e contro la Fiorentina si era affidato alla regia di Calhanoglu. Dopo la sosta, nel match di San Siro contro la Roma, Inzaghi avrebbe dovuto in ogni caso rinunciare a Brozovic perché squalificato: che mossa è lecito attendersi dal tecnico?
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Nicolò Barella durante Udinese-Inter - Serie A 2022-23

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Il sostituto naturale di Brozovic: Asllani

Comprato in estate proprio come vice Brozovic, Kristjan Asllani ha visto pochissimo il campo: il 20enne ex Empoli si è visto solo in due scampoli di partita contro Spezia e Cremonese, a risultato già acquisito. Eppure, per caratteristiche tecniche, è lui il sostituto naturale del croato: riuscirà a convincere Inzaghi a farlo debuttare da titolare in una partita così delicata come quella contro i giallorossi? E in caso contrario, quali sarebbero le alternative?

Da Calhanoglu a Mkhitaryan: il piano B

Qualora Asllani non dovesse invece godere della piena fiducia di Inzaghi, il ruolo di regista verrebbe molto probabilmente affidato a Calhanoglu, anche se il centrocampista turco ha ampiamente dimostrato di esprimersi al meglio quando viene schierato mezzala. Ecco quindi farsi largo un'ulteriore possibilità, la meno probabile: accentrare Mkhitaryan lasciando Barella e Calhanoglu ai suoi lati. Per l'armeno, protagonista di un difficoltoso avvio di stagione, non si tratterebbe di un ruolo inedito: era infatti già stato utilizzato da centrale di centrocampo da Mourinho la scorsa stagione nella finale di Conference League Roma-Feyenoord, anche se era stato costretto a lasciare il campo per infortunio dopo pochi minuti.

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