L’Inter non mi ha tradito”. Così Paulo Dybala ha chiuso la telenovela con l’Inter nel giorno della presentazione alla Roma. Sorridente, e forse sinceramente a posto con se stesso, ha rilasciato queste dichiarazioni, con le quali però non ha smentito l’interesse dei nerazzurri per lui. Che c’è stato e che ha dominato le prime pagine dell’informazione sportiva per molti giorni. La Joya è stato davvero ad un passo dai grandi rivali della sua Juventus, poi un imprevisto e tutto è sfumato. Da José Mourinho però è andato molto volentieri, e sta giocando molto bene. Nessun rimpianto per l’argentino. E per l’Inter?

DYBALA-INTER, QUASI FATTA. POI LUKAKU...

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30/09/2022 ALLE 12:17
L’interesse dell’Inter per Dybala è stato palesato su più fronti, già da prima dell’inizio dell’estate. A marzo Maurizio Arrivabene, amministratore delegato della Juventus, comunica al giocatore ed ai media la volontà della società di non rinnovare il contratto del numero 10. “E’ fuori dal progetto”, poche parole con le quali lo mettono alla porta. Immediatamente, l’ipotesi Inter, che già si vociferava, diventa molto forte. Inizialmente si parla di un ingaggio da 7 milioni e di una soluzione possibile in caso di cessione di Lautaro. A maggio esce allo scoperto Beppe Marotta, amministratore delegato del Biscione e primo sponsor del talento bianconero, confessando la sua speranza di portare la Joya a Milano. L’8 giugno è il giorno della prima offerta ufficiale, un contratto da 6 milioni più bonus. A questo punto come spalla del Toro, una coppia tutta argentina. Il giocatore sembra ben disposto ed è quasi fatta, giusto qualche dettaglio da limare. Poi l’imprevisto, e la società inizia a tentennare. Infatti, nel mentre, la volontà di Romelu Lukaku di tornare dov’era stato bene diventa una possibilità molto concreta. E per tutti, dalla dirigenza all’allenatore, il belga è troppo importante. Così, tra una pausa di riflessione e un’offerta al ribasso da 5 milioni e 1 di bonus legato alle presenze, comunque accettata da Dybala, arriva l’ufficialità di Big Rom, il 29 giugno. 8,5 milioni al belga. L’Inter si fa i conti in tasca e capisce che il trio dei sogni Lukaku-Dybala-Lautaro è veramente molto difficile. Marotta, che più di tutti ha lavorato all’affare Dybala nella conferenza stampa di inizio stagione dichiara che la squadra in attacco è al completo. Tradotto: l’argentino arriva, forse, solo se parte uno tra Dzeko e Correa, giocatori che Inzaghi ha sempre stimato, e che non avevano tanto mercato. Un cambio di posizione netto. I tifosi iniziano a sospettare che non esulteranno con la Mask. Ed infatti spunta la Roma con José Mourinho in prima fila, e la trattativa si chiude molto velocemente. Il 20 luglio è un nuovo giocatore dei giallorossi, per uno stipendio ancora minore: 4,2 milioni più bonus. La Joya viene accolto come un re, con la folla impazzita al Colosseo Quadrato.

DYBALA È TORNATO GRANDE

Le prime settimane di Paulo Dybala alla Roma sono state molto positive. L’argentino ha lanciato segnali incoraggianti già dalle amichevoli contro Tottenham e Shakhtar Donetsk, senza però trovare il gol. Per la prima rete in giallorosso ha dovuto aspettare la quarta giornata di Serie A, all’Olimpico contro il Monza. Nelle precedenti tre sfide ci è andato vicino. Un palo contro la Salernitana, alcuni tentativi falliti contro la Cremonese. Da ex all’Allianz Stadium ha messo la sua firma con un assist per Abraham. E poi appunto i due timbri ai brianzoli. Nel primo una corsa palla al piede per quasi metà campo prima di infilare Di Gregorio in diagonale, il secondo un tap-in. Ci ha riprovato a Udine, prima della goleada dei friulani. Ad Empoli la sua miglior prestazione sinora, gol da fuori area con il mancino, e un altro assist per Abraham. Infine, una rete da appena entrato contro l’HJK, e lo stop contro l’Atalanta per problema muscolare, match perso dai giallorossi. Insomma, tante cose ed è appena arrivato. Un breve racconto quindi di come Paulo Dybala sia stato rispolverato da Mourinho dopo un paio di stagioni ricche di incertezze, infortuni, sistemi nei quali non era valorizzato. Un talento così non poteva che essere messo al centro del gioco, come fonte primaria per la fase offensiva. Altroché giocatore finito o mezzo giocatore, come probabilmente la Juventus lo ha considerato in fase di discussioni sul suo futuro.

LA STAGIONE DI DYBALA

AvversariaCompetizioneGol/assistMinuti giocati
Salernitana1^g. Serie A- -88
Cremonese2^g. Serie A- -72
Juventus3^g. Serie AAssist77
Monza4^g. Serie A2 gol65
Udinese5^g. Serie A- - 90
LudogoretsEuropa League- - 90
Empoli6^g. Serie AGol e assist81
HJK HelsinkiEuropa LeagueGol45
Atalanta7^g. Serie A- - 0
Fonte: Transfermarkt

GLI ALTRI NUMERI DI DYBALA

La Joya ha ancora molto da dare al calcio italiano. E i numeri lo vedono, dopo appena 7 giornate, tra i leader del campionato. Innanzitutto, è il topscorer della sua formazione, con 3 reti. La Roma ha segnato “solo” 8 gol, avrebbe potuto farne molti di più. Nel ranking degli Expected Goals i giallorossi sono infatti al 1° posto con 14.8, hanno concretizzato quasi la metà del previsto. Non è un caso quindi che 4 giocatori di Mourinho siano nella top10 di Kickest delle big chance fallite, tra questi anche Dybala. L’argentino ha colpito 2 legni, trovandosi così 3° in questa particolare graduatoria. Secondo Fbref prova molte volte la conclusione: 3,84 tiri totali ogni 90 minuti (8°); 0.56 invece gli xG per partita (7°). Non cerca solo gioie personali, l’ex Juventus è molto importante anche per il lavoro che fa per i compagni. Negli xG assistiti ogni 90 minuti è 1° con 0.47. Un dato che si riflette anche sul numero assoluto di key passes: 19 (5°). La Roma era già senza di lui una squadra che creava tanto. La dirigenza ha aggiunto però questo tassello per aumentare la varietà delle soluzioni, come le giocate in campo aperto alle spalle di Abraham, e soprattutto per aggiungere qualità nelle assistenze e nei tentativi verso la porta. Bisogna poi considerare che Zaniolo è stato assente per 4 partite di campionato, e che Abraham e Pellegrini sono alla ricerca della miglior condizione. Dybala si è ritrovato quindi in poche settimane a dover trascinare la squadra. E lo ha fatto abbastanza bene. L’impressione è che possa essere ancora più incisivo, con il trascorrere delle settimane.

INTER, È UN RIMPIANTO

Di fronte alle prestazioni di Dybala in giallorosso, probabilmente qualcuno in viale della Liberazione a Milano si starà mangiando le mani. Per tanti motivi. In primis, il giocatore della Roma ha disputato tutte le partite, tranne l’ultima contro l’Atalanta. Probabilmente non ci avrebbe creduto nessuno mesi fa. L’Inter addirittura gli aveva proposto un contratto con bonus sul numero di presenze, come a voler far capire che in fondo non si fidavano troppo della sua tenuta fisica. Invece si è dimostrato affidabile, Mourinho lo ha anche un po’ gestito: spesso lo ha sostituito, in un match di Europa League lo ha fatto entrare dalla panchina. Adesso è alle prese con un problema muscolare, per cui ha saltato l’Atalanta e le partite della Nazionale, e per il quale rischia di non giocare il match contro l’Inter dal 1’. Dovrebbe però essere soltanto un acciacco.
Se si guarda poi al diretto confronto con Lukaku, che è stato preferito dalla dirigenza dell’Inter a Dybala, al momento i nerazzurri non possono essere soddisfatti. Il belga, arrivato per riportare la squadra a livelli altissimi, dopo un gol al Lecce e un assist contro lo Spezia, è stato impalpabile nel ko all’Olimpico contro la Lazio, e successivamente si è fermato per infortunio. Risentimento muscolare che lo ha tenuto lontano dal campo per 6 partite (Cremonese, Milan, Bayern, Torino, Viktoria Plzen, Udinese). E potrebbero diventare ancora di più, visto che è quasi esclusa la sua presenza nella gara di sabato contro la Roma ed è in forte dubbio per quella di martedì contro il Barcellona. Simone Inzaghi sta attendendo impaziente il ritorno del suo centravanti, che potrebbe essere una delle soluzioni alla crisi di risultati dell’ultimo periodo. Senza di lui, 3 vittorie e ben 3 sconfitte.
Infine, se si guarda alla formazione dell’Inter, anche contando Lukaku, resta l’impressione che Dybala avrebbe fatto comodo. Con l’addio di Perisic, questa squadra ha perso imprevedibilità e colpi di classe, ed è apparsa, almeno nelle prime giornate, un po’ monotematica ed appesa alle invenzioni di Barella e Brozovic in fase creativa. L’argentino avrebbe forse risolto alcune delle partite che si son messe sul binario sbagliato.

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