A 13 giorni esatti di pausa dalla vittoria del Napoli in casa del Milan, il campionato di Serie A torna con tanti temi. Dalla crisi della Juventus agli infortuni importanti in casa Inter e Milan. Dalle ambizioni di Roma e Lazio a quelle delle sorprese della primissima parte Atalanta e Udinese, fino ai sogni del Napoli e al tema caldo delle performance dei bomber. Sette domande alla ripresa del campionato. Qui di seguito, tema per tema.
La Juve di un Allegri ancora in sella, col rientro di qualche infortunato, saprà svoltare la propria stagione?
Non è una questione d'infortuni, è una questione d'identità. Basti guardare al cammino di Milan e Napoli nella passata stagione, che nonostante infinite assenze si attestarono fin da subito come squadre con una chiara identità di gioco e idee da sviluppare in campo a prescindere dagli interpreti. Alla Juventus non esiste niente di tutto questo. Certo, recuperare Pogba o Chiesa non potrà che essere d'aiuto al gruppo – ammesso che verranno recuperati sul serio. Ai bianconeri tutto ciò porterà probabilmente qualche beneficio, con la giocata in più del campione che magari leverà qualche volta le castagne dal fuoco. Ma sotto il tappeto di Allegri ormai c’è tanta di quella polvere che non si può più nascondere nulla. Difficile pensare che all’improvviso la Juventus si riscopra una bella squadra di calcio. Anche perché di singoli in casa Juventus si è parlato fin troppo. Sarebbe l'ora che qualcuno spostasse un po' più in là il mirino...
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Massimiliano Allegri

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L’Inter senza Brozovic affonderà o risponderà presente?
Lo scorso anno nelle 3 partite di campionato senza Brozovic i nerazzurri inanellarono il non straordinario bottino di 0 vittorie – 2 pareggi e una sconfitta. Il croato è un punto fermo ma anche in questo caso si deve andare al di là del singolo. L’Inter è chiamata a reagire più che altro come collettivo. E’ una sterzata generale quella di cui hanno bisogno all’Inter, anche a livello emotivo, dove il gruppo squadra è sembrato un po’ assente. Riuscirci con un Brozovic in meno non sarà semplice. Anche l’Inter, come la Juventus, è attesa da un periodo tutt’altro che banale.

Marcelo Brozovic

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Il Milan senza Theo Hernandez e Maignan sarà più vulnerabile o non subirà contraccolpi?
Anche qui è il tema di squadra quello di fondo. Nella scorsa stagione il Milan seppe reagire alla grande alle tantissime assenze legate agli infortuni. Non vediamo crepe in squadra affinché non si possa sopperire anche quest’anno. Certo è che Maignan e Theo rappresentano forse i due giocatori più forti dell’intera rosa dei rossoneri – o per lo meno quelli che lo scorso anno alla lunga sono stati decisivi. Un leggero contraccolpo insomma al Milan potrebbe anche esserci, ma sembrano più le situazioni di Juventus e Inter quelle di cui preoccuparsi anziché quelle di casa Milan.

Mike Maignan insieme a Theo Hernandez, Milan, Getty Images

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Il Napoli continuerà a macinare risultati o subirà la ripresa dopo la sosta?
Il Napoli gioca bene e soprattutto ha dimostrato di avere alternative valide in panchina, cosa che probabilmente era mancata nella passata stagione. Certo la vittoria a San Siro contro il Milan ha cambiato definitivamente le prospettive, rilanciando quelle ambizioni che sembravano essere sopite dopo le partenze estive. E’ paradossalmente questo ciò a cui il Napoli e Napoli devono prestare particolare attenzione: l’eccessivo entusiasmo. Quell’effetto che spesso in passato ha avuto esiti di auto-sabotaggio. Spalletti deve continuare a fare il pompiere fino a novembre. Poi la pausa del Mondiale contribuirà da se a rallentare qualsiasi eventuale entusiasmo eccessivo.

Luciano Spalletti

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Atalanta o Udinese alla ripresa: quali di queste due squadre ha sovraperformato e chi continuerà invece a macinare risultati?
In termini di ‘overperforming’, per dirla alla britannica, entrambe. L’Atalanta ha prodotto meno calcio brillante di quanto avesse fatto in passato eppure ha portato via tanti punti. Anche la questione degli expected goals (xG), per chi crede alle masturbazioni statistico/matematiche applicate al calcio, sembra indicarlo piuttosto chiaramente quando di parla di Dea. L’Udinese invece è una squadra brillante e che gioca molto bene, ma è difficile pensare che alla distanza possa tenere questo ritmo. Ciò non significa che crolleranno entrambe, ma certamente sul lungo potrebbero un po’ risentirne di una partenza davvero forte. La curiosità comunque c’è davvero per entrambe le squadre: vedere dove arriveranno sarà un tema di questa stagione.

L'esultanza dei giocatori dell'Udinese dopo il gol di Beto - Udinese-Fiorentina - Serie A 2022-23

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Lazio e Roma troveranno continuità di risultati?
E’ la domanda corretta per le due romane e una risposta difficile da dare, in quanto impossibile da pronosticare. Fin qui entrambe hanno fatto buone cose, ma senza inanellare quel filotto necessario per mettersi davanti a tutte e farsi vere e assolute protagoniste. La Roma probabilmente segna un po’ troppo poco e subisce un po’ troppo, statistica che alla lunga non ha mai premiato nessuno. La Lazio invece al contrario ha buonissimi numeri: secondo miglior attacco dopo il Napoli e seconda miglior difesa dopo l’Atalanta. Sarri al secondo anno è un soggetto da tenere sempre sott’occhio e in grande considerazione. Spezia, Fiorentina, Udinese e Atalanta sono match tosti. Ottobre ci dirà qualcosa in più delle ambizioni dei biancocelesti.

Maurizio Sarri, Lazio, Serie A 2022-23

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Vlahovic, Jovic, Abraham, Lautaro: quale bomber arrivato appannato alla sosta tornerà protagonista?
Vlahovic non è appannato, a Vlahovic non arriva un pallone buono, che è diverso. Jovic invece ha avuto qualche difficoltà di ambientamento, frutto anche di una condizione fisica che non è parsa brillantissima. Abraham ha lavorato e continua a lavorare molto per la squadra, il suo apporto credo vada valutato al di là del banale numero di gol complessivi messi a segno. Lautaro non si può dire certo che sia partito male: 3 gol e un assist in 7 presenze non sono numeri terribili; è l’Inter, casomai, a non aver trovato risultati nonostante il regolare apporto dell’argentino. Dei quattro citati qui dentro il più deludente forse è stato proprio Jovic, da cui ci si aspettava qualcosa in più. Che possa arrivare adesso?

Come cambia la Fiorentina con Luka Jovic

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