Ha giocato appena otto gare ufficiali con la maglia della Roma ma sono bastate a Paulo Dybala per diventare un elemento imprescindibile nello scacchiere tattico di Mourinho, che domenica non ha potuto averlo a sua disposizione contro l’Atalanta in una partita dominata per larghi tratti ma persa 1-0 immeritatamente. Volato a Miami per rispondere alla convocazione del ct argentino Scaloni e non perdersi la chance di giocare con la maglia dell’Albiceleste e confermare la propria voglia di far parte della rosa che parteciperà fra poco meno di due mesi, al Mondiale in Qatar. Proprio della sua condizione fisica, della sua nuova squadra, del suo rapporto con Mourinho e della sua ex squadra, la Juventus, Dybala ha parlato ai media argentini e all’emittente ESPN.
Perché ho saltato la gara con l'Atalanta? Avevo un affaticamento, sentivo che non ero al 100% e i medici lo sapevano. Era necessario saltare una partita prima che potessi saltare un mese. Lo hanno capito, per fortuna poi i risultati degli esami sono andati bene e sono felice di essere in ritiro con la Nazionale. Quando si avvicina il Mondiale, non si vuole mancare. Tutti lavoriamo per andare in Qatar, poi sarà il c.t. che farà la lista. Personalmente lavorerò nello stesso modo: dando tutto col mio club anche per far sì che il c.t. mi veda e conti su di me”.
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"Roma scelta giusta, era giunta l’ora di cambiare aria..."

A Roma sono tornato protagonista. Gli ultimi anni alla Juve non sono stati facili, cambiare aria mi ha fatto bene. Mourinho mi ha chiamato e in pochi minuti ho deciso. Lui, come anche Pinto, mi ha parlato del progetto e della voglia di continuare a vincere come hanno fatto lo scorso anno. Essere protagonista in una squadra così mi aiuta tanto. L’accoglienza dei tifosi? È stata insolita. Quando entri allo stadio sei con i compagni, lì ero da solo. Non mi era mai capitato. Il tifoso della Roma è simile a quello argentino per quanto riguarda la passione. Diverso dall’ambiente della Juve, più simile a quello argentino. Hanno una pazzia bella: sento questo affetto, per loro viene prima la Roma che la famiglia. Vivono il calcio come noi”.

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"Quando Mou si avvicino e mi disse ‘sei un fenomeno’"

Determinante nel convincere la Joya a prendere in considerazione la proposta dei giallorossi è stato ovviamente José Mourinho, che come svela lo stesso Dybala aveva iniziato a corteggiarlo già prima dell’estate, precisamente il 9 gennaio 2022 quando Dybala diede il là con una prestazione sontuosa alla vittoria dei bianconeri all'Olimpico...
A Roma con la Juve stavamo vincendo 4-3 e l’allenatore Allegri mi ha tolto. Mourinho si è avvicinato alla panchina per salutarmi e mi dice: “Sei un fenomeno”. Questo episodio mi è rimasto in testa, ma non potevo sapere poi cosa sarebbe successo con il rinnovo alla Juve. Quando poi mi ha chiamato la prima volta, lui mi ha chiesto se mi ricordavo di quel momento. E io: “Certo, come potrei scordarmene. È stato un onore”. Poi mi ha detto: “Bene, ora devi farlo per me”. Mi ha chiamato anche nei giorni successivi ed è stato facile decidere. Lavorare con lui è facile. Ci parlo di tutto, conosce tutti i giocatori, da quelli di élite alla terza categoria. Ha un gruppo di persone che lavora benissimo. Di Mourinho mi ha sorpreso l’umiltà che ha, tratta tutti allo stesso modo. Certe volte può dare un’immagine diversa per quello che si vede in campo. Poi l’ho visto anche arrabbiato... Sono molto felice alla Roma, quando uno si trova bene è più facile”.

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