I presidenti di Serie A? "Dei delinquenti veri". La Lega Calcio? "Come ha detto Greco (Francesco, ex procuratore capo di Milano, ndr) è un'organizzazione di diritto privato, perché altrimenti li arrestavano tutti perché li avevano trovati colpevoli di corruzione sei anni fa con noi". "Preziosi? Un vero pregiudicato". Il presidente della Lazio, Claudio Lotito? Il capo. "E i nostri amici, Juventus e Roma, sono colpevoli quanto lui. Perché alla fine o per un motivo o per un altro, hanno rinunciato a lottare o lo hanno assecondato e sono diventato complici delle sue avventure". A pronunciare queste frasi, secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, è il presidente del Coni Giovanni Malagò il cui telefono è stato intercettato nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta tangente pagata per l'assegnazione dei diritti televisivi. Le telefonate trascritte dalla Guardia di Finanza - come precisato da Repubblica - "sono quelle utili al procedimento", ovvero "quelle con Massimo Bochicchio, il broker che ha truffato mezza Italia dello sport, morto in un incidente stradale alla vigilia del suo processo quest'estate. e quelle con i dirigenti televisivi e sportivi con i quali Malagò parlava, appunto, dell'assegnazione dei diritti".
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La telefonata del 2 giugno 2020

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Repubblica riporta inoltre il contenuto una telefonata tra Malagò e un manager di Sky che, all'epoca, non aveva alcun incarico operativo in Italia. Tutto nasce da una notizia riportata quella mattina dai giornali secondo la quale la Procura di Milano ha indagato Malagò per falso: "Il numero uno del Coni era presidente-commissario dell'assemblea della Lega Calcio di Serie A con la quale il 19 marzo 2018 le 20 squadre elessero neopresidente per acclamazione il numero 1 di Banca Imi, Gaetano Micciché. E, secondo l'impostazione della Procura, aveva falsificato i verbali".
Malagò ritiene che l'accusa sia del tutto ingiusta e si sfoga al telefono. "È ridicolo - gli fa notare il manager di Sky - dopo quello che avevi cercato tu di dare ordine a questi sciammanati". "Infatti - dice Malagò - è quello che mi rinfacciano: uno statuto, una governance, gli avevo trovato una persona di livello... Questi sono delinquenti veri".

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