Napoli canta e sogna, anche se Domenichini, il vice di Spalletti, ha spento sul nascere i discorsi Scudetto dopo il successo contro il Milan, nascondendo le reali aspettative dietro ad un pacato “si vive alla giornata”. Difficile, però, restare calmi dopo una partenza del genere, con 17 punti in 7 giornate di campionato e le vittorie contro Liverpool e Rangers nelle prime due sfide della fase a gironi di Champions League. Numeri impressionanti, che in pochi si aspettavano dopo le partenze di Koulibaly, Fabian Ruiz, Insigne, Mertens e Ospina. Al loro posto in terra partenopea sono sbarcati volti sconosciuti come Kim e Kvaratskhelia, che abbiamo imparato a conoscere più velocemente del previsto, altri già noti come Raspadori e Simeone che però sono alla prima esperienza in una grande squadra. Poi è stato chiesto ad alcuni che già c’erano di prendere definitivamente i gradi di titolare come Lobotka, e ad altri di prendere in mano la squadra come Di Lorenzo, Rrahmani, Anguissa e Zielinski. Tutti hanno dato grandi risposte, come singoli e come collettivo. Anche chi parte come riserva. Se è una sorpresa che questo Napoli sia in vetta con l’Atalanta, con punti di vantaggio su Milan, Inter, Roma e Juventus, non è tuttavia nuova una partenza a razzo di una formazione allenata da Luciano Spalletti. Un anno fa, gli azzurri con lui erano primi in solitaria dopo 7 giornate, con il bottino pieno (7 vittorie, 21 punti) e riuscirono a mantenere l’imbattibilità fino alla 13^ quando persero in casa dell’Inter per 3 a 2. Un altro avvio roboante con il tecnico di Certaldo in panchina, risale alla stagione 2017/18, lui era alla guida dell’Inter: 19 punti in 7 giornate, 2° a -2 dal Napoli, imbattuto fino alla 17^ (Inter-Udinese, 1-3). Il tocco magico di Spalletti non sortì invece gli effetti nel 2018/19 (Inter) e nel 2016/17 (Roma), annate nelle quali l’inizio fu più spento.

LE SQUADRE DI SPALLETTI DOPO 7 GIORNATE

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SquadraPuntiGol fattiGol subiti
Napoli (22/23)17 (1°)155
Napoli (21/22)21 (1°)183
Inter (18/19)13 (3°)105
Inter (17/18)19 (2°)143
Roma (16/17)13 (7°)169

L'AVVIO DEL NAPOLI 2022/23 IN NUMERI

Il campionato del Napoli si è aperto con due vittorie schiaccianti a Verona (2-5) e in casa contro il Monza (4-0). Sono bastati questi 180 minuti per trasformare il nome di Kvaratskhelia in “Kvaradona”, anche se non sono sembrati test davvero probanti. Lo 0-0 al Franchi, con 2 tiri in porta, ha così alimentato dei dubbi sul valore della formazione, che sono stati ingigantiti dal pareggio casalingo (1-1) contro il Lecce, dove è emersa tanta imprecisione sottoporta. Il primo match da “prova del nove” è stata la trasferta all’Olimpico contro la Lazio, ed i partenopei non hanno fallito, vincendo in rimonta (1-2) con la firma di KK, non più Koulibaly ma Kim e Kvara. Un successo che ha dato fiducia, che ha fatto sorgere una consapevolezza nuova, con il quale gli azzurri hanno poi calpestato il Liverpool vice-campione d’Europa (4-1) e inanellato altre vittorie contro Spezia (1-0), Rangers (0-3) e Milan (1-2), anche senza Osimhen, infortunatosi contro i Reds. Nelle ultime tre prove si è visto un grande carattere e la capacità di rimanere in partita e soffrire. Contro lo Spezia è arrivato il gol di Raspadori al minuto 89 di una partita diventata sempre più complicata ad ogni giro d’orologio. A San Siro i rossoneri hanno approcciato meglio la gara, hanno avuto più occasioni nitide, eppure il Napoli non era quello spento visto in Napoli-Milan dello scorso 6 marzo, ed ha trovato il primo gol con il guizzo di Kvara da cui è nato il rigore. C’è stato poi il pareggio di Giroud ma gli uomini di Spalletti non sono crollati e hanno sfruttato un buco difensivo per riportare la sfida sui binari preferiti. E’ stato importante il contributo dei subentrati (Simeone in primis) e anche dei nuovi, non solo di Kvara ma anche di Kim, che dopo aver sofferto il duello con Giroud durante il match, ha “parato” con la gamba il colpo di testa di Brahim allo scadere.
Ci sono alcuni dati che meglio di altri raccontano il momento del Napoli. Gli azzurri sono la seconda squadra che per Expected Goals: 13.34 e con 15 gol fatti, di cui 9 nei secondi tempi, vantano il migliore attacco. Da notare che il numero di reti realizzate è persino maggiore di quelle attese (+1.66). Dunque, gli uomini di Spalletti sono stati anche bravi sin qui a sfruttare le chances avute. Il protagonista è sicuramente Kvaratskhelia con 4 gol e 2 assist, anche se chi è andato più volte vicino a segnare è Osimhen (4.73 Expected Goals, 1° in Serie A). Saldo negativo per il nigeriano, che spesso non è stato lucido. Di questa squadra si può dire però che sono diversi gli attori non protagonisti, 9 giocatori sono infatti andati a segno. Solo l’Udinese come il Napoli, e nessuna formazione conta più elementi nella classifica marcatori.
Non è di secondaria importanza la solidità difensiva. Meret, che dopo tutto il caos in estate si è ritrovato titolare, ha risposto presente con parate importanti. Kim e Rrahmani non stanno facendo rimpiangere Koulibaly, Di Lorenzo e Mario Rui alimentano la produzione offensiva ma sono molto attenti anche in copertura. A ciò si aggiunge la partecipazione dei centrocampisti. Anche dai numeri si può capire che il Napoli è difficile da sorprendere. Per Expected Goals Against (quindi i gol subiti previsti) si trova al secondo posto con 5.87, e sono 5 i gol subiti: seconda miglior difesa della Serie A insieme a Lazio e Juventus. Kim è primo nei duelli aerei vinti (24), come lui solo Henry del Verona. Il coreano, ad esempio, ha numeri migliori di De Vrij, Baschirotto, Giroud, Demiral e Bremer. Ma non è l’unica individualità a brillare. Come anticipato, è importante l’apporto della mediana. Lobotka è quello che in Serie A ha vinto più duelli in percentuale in questo avvio di stagione (considerando solo chi ha partecipato ad almeno 20 duelli).

I CALI DI SPALLETTI

StagioneSquadraGiornatePunti
21/22Napoli15^-21^8
17/18Inter16^-23^6
Le squadre di Spalletti si sono trovate anche in passato a sognare in grande. E, attenzione, anche lo stesso Napoli, che era imbattuto dopo 7 giornate già nel 2013/14 con Rafael Benitez e nel 2017/18 con Maurizio Sarri, oltre alla passata stagione con il tecnico di Certaldo. Quest’ultimo si è costruito, involontariamente sia chiaro, l’immagine di uno che vive dei passaggi a vuoto, soprattutto tra novembre e febbraio. Nelle due annate prima citate, nelle quali era partito bene, la sua formazione si è infatti spenta in quel periodo a metà, nei passaggi tra girone d’andata e girone di ritorno. Nel 2021/22, sulla panchina del Napoli, ha visto complicarsi la corsa Scudetto con 8 punti in 7 giornate, tra la 15^ e la 21^. Particolarmente pesanti le tre sconfitte in casa contro Atalanta, Empoli e Spezia. Nel 2017/18, invece, all’Inter, c’è stato un blackout tra la 16^ e la 23^, 8 partite senza vittoria e solamente 5 gol fatti.

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I MONDIALI E LA PANCHINA LUNGA

E’ presto per i discorsi Scudetto. Due fattori però fanno pensare che il Napoli quest’anno possa migliorare il risultato della passata stagione, e che quindi possa raggiungere l’ultima giornata senza lunghi passaggi a vuoto. Il primo è sicuramente il Mondiale in Qatar. Si tiene infatti nel periodo in cui le formazioni di Spalletti negli anni scorsi hanno rallentato, e, aldilà di questa coincidenza, molti giocatori potranno rifiatare e l’allenatore avrà l’occasione di lavorare duramente su quanto non funziona o potrebbe funzionare meglio. Potrà contare su una rosa quasi al completo. In Qatar andranno Zielinski, Lozano, Anguissa, Kim e forse Olivera. Da capire chi sarà convocato nelle amichevoli che l’Italia, giocherà a novembre contro Albania e Austria.

Raspadori esulta con Simeone e Zielinski, Serie A

Credit Foto Getty Images

L’altro elemento che fa ben sperare è la panchina lunga. Quest’anno il Napoli ha molte rotazioni, può contare su tanti giocatori che sono potenziali titolari. Come si è già visto in Champions e contro il Milan, chi subentra mantiene alto il ritmo, porta nuova linfa, magari altre caratteristiche, e risulta molto spesso utile. Raspadori e Simeone stanno sostituendo alla grande Osimhen, Olivera è una buona alternativa a Mario Rui, Ndombele si sta ambientando, nelle ultime sfide ha giocato meglio, e può aumentare la fisicità sostituendo Zielinski o far rifiatare Anguissa. Elmas ha già dimostrato nelle passate stagioni di essere un buon jolly. Politano e Lozano sono in due per il posto in alto a destra e sono entrambi affidabili. Infine, anche i più giovani Gaetano e Zerbin quando utilizzati non hanno sfigurato.

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