Mercoledì 28 settembre inizierà con il primo incontro a Palazzo Marino il Dibattito Pubblico sul progetto del nuovo stadio di Milan e Inter. Un processo molto articolato che prevede cinque incontri pubblici, cinque incontri di approfondimento e due attività nel quartiere e che ha lo scopo di raccogliere osservazioni e proposte per valutare e migliorare il progetto. Il tutto è aperto ai cittadini, alle persone interessate ed è coordinato da Andrea Pillon. Sarà lui a presentare la Relazione conclusiva il 18 novembre 2022 in occasione dell’ultimo appuntamento. Alla vigilia dell’inaugurazione di questa nuova fase delle discussioni hanno preso la parola Paolo Scaroni, presidente del Milan, e Alessandro Antonello, CEO Corporate dell’Inter, in una conferenza stampa. Entrambi hanno promosso l’idea di costruire un nuovo stadio insieme.

SCARONI: "NON SI PUÒ RISTRUTTURARE SAN SIRO"

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Il presidente del Milan è stato il primo a parlare ed ha commentato l’avvio del dibattito pubblico. “Tre anni fa abbiamo iniziato questo percorso che guardiamo con ottimismo”, ha detto il numero 1 dei rossoneri, ed ha aggiunto: “Domani inizierà il dibattito pubblico che guardiamo in modo positivo. Ascolteremo quello che uscirà, è vero che è un processo che ci ha fatto perdere un altro anno, ma se riusciremo uscirne in modo positivo sarà un anno guadagnato”. Ha voluto però precisare la sua posizione su San Siro: “Io vorrei spiegare perché non si può ristrutturare San Siro. Ci sono vari motivi, ma mi limito a dire il motivo principale: come facciamo a giocare 50 partite più altre eventi con un mega cantiere in cui ogni sei giorni entrano 50 mila persone? Vi assicuro che questa cosa è impossibile e molto pericolosa. Tutte le ristrutturazioni sono avvenute dove c'era un solo club e dove c'era uno stadio vicino in cui traslocare per un certo periodo. Ogni volta che sento dire perché non ristrutturiamo San Siro penso che chi lo dice o non ha riflettuto fino in fondo oppure non vuole fare niente. Per noi è un'ipotesi impossibile. Quindi o facciamo il nuovo stadio a San Siro oppure lo facciamo da un'altra parte
Scaroni ha poi parlato della posizione di RedBird rispetto al progetto: “E' ancora più convinta di Elliott sulla necessità che al Milan serva un nuovo stadio. RedBird sanno cosa vuol dire avere uno stadio di proprietà. Mi stanno dando un grande supporto con persone che hanno costruito tanti stadi. Elliott è un fondo finanziario, mentre RedBrd ha come vocazione lo sport. La necessità di un nuovo stadio è quindi ora ancora più sentita
Infine, sulla zona del nuovo stadio ha detto: “Siamo impegnati su San Siro, pensate a quanti soldi abbiamo speso finora, oltre ovviamente a quanto lavoro abbiamo fatto. Se siamo qui è perchè crediamo al progetto San Siro. Ovviamente guardiamo anche altrove perché dobbiamo avere delle alternative e poi perché magari troviamo aree con delle caratteristiche che San Siro non ha. Non abbiamo quindi piani B, ma solo diversi piani A”.

Paolo Scaroni (presidente del Milan) e Alessandro Antonello (responsabile per le attività aziendali dell'Inter)

Credit Foto Getty Images

ANTONELLO: "INVESTIRE A MILANO E PER MILANO"

Anche Alessandro Antonello si è espresso sul progetto del nuovo stadio. “In un progetto di rigenerazione urbana, San Siro ha un distretto multifunzionale con una vocazione di natura sportiva”, ha spiegato il dirigente dell’Inter, che ha aggiunto: “Siamo a San Siro e anche nel nuovo progetto verrà valorizzato questo aspetto. Il nuovo impianto sarà un punto di arrivo e rispetto al progetto iniziale i club hanno rimodulato le volumetrie per più di un terzo, abbiamo più che raddoppiato il verde
Il CEO Corporate dell’Inter ha dato ulteriori dettagli sul progetto: “Vorrei ricordare che questa diventerà una zona a traffico limitato, forse la più grande di Milano. Riteniamo il nuovo stadio possa essere un valore aggiunto non solo per i club ma anche per i cittadini. Abbiamo risposto alle ulteriori richieste che ci sono state fatte dal Comune. Oggi siamo qui per far vedere il progetto aggiornato con le richieste fatte dall’amministrazione
Inoltre, ha parlato del legame con la città di Milano: “L’altro aspetto importante che vorrei mettere sul piatto è che Milan e Inter fanno parte della storia di questa città e hanno sempre fatto parte della parte attiva di questa città. Di conseguenza l’intenzione è che i club continuino a investire a Milano e per Milano. Per Milano si intende non solo per i tifosi ma anche per la cittadinanza. L’investimento sarà di circa 1,3 miliardi e garantirà migliaia di posti di lavoro. Gli obiettivi sono chiaramente sportivi perché lo stadio ormai è un elemento imprescindibile per migliorare. Poi ci sono obiettivi di natura ambientale, sociale e sostenibile. La sostenibilità è fondamentale in progetti come questi
Infine, sulle esigenze dei tifosi: “L’esperienza che oggi i tifosi richiedono è diversa rispetto a quella di anni fa, oggi vogliono un’esperienza immersiva, con servizi addizionali, che ci avvicinano ai più alti standard europei. L’area sarà accessibile è aperta alla comunità, il progetto rispetterà i più alti standard qualitativi. Un progetto che farà una nuova area di aggregazione sociale alla città di Milano, per rinnovare il senso di appartenenza tra Inter, Milan e la città di Milano

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