Test antidoping a sorpresa a Zingonia a meno di un mese dall'inizio del campionato e clamoroso colpo di scena: un giocatore dell'Atalanta trovato positivo ai controlli. Si tratta del difensore José Luis Palomino, il quale ha fallito il controllo effettuato da Nado Italia. La sostanza proibita è il Clostebol Metabolita, uno steroide anabolizzante derivante dal testosterone.
Palomino, all'Atalanta da luglio 2017 e in contratto fino alla prossima stagione - con la Dea vanta 202 presenze e otto gol, di cui 155 apparizioni in Serie A - è stato immediatamente sospeso in via cautelare dal Tribunale Nazionale Antidoping. Brutto stop per il 32enne argentino e una pedina importante della retroguardia persa al momento dalla formazione di Gasperini nel pieno della preparazione alla Serie A 2022/2023. Il difensore di recente era finito al centro del mercato, nel mirino di un paio di club italiani (Lazio e Napoli), ma anche all'estero (i francesi del Rennes). Ora invece rischia una squalifica pesante.
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Il comunicato del Tribunale Nazionale Antidoping

Così si legge dalla nota del Tribunale Nazionale Antidoping: "In accoglimento dell'istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare l'atleta Josè Luis Palomino (Figc) per violazione degli artt. 2.1 e 2.2. Il controllo è stato disposto da Nado Italia". In un comunicato responsabile delle violazioni delle normative antidoping l'esito del test: "positivo alla sostanza Clostebol Metabolita".

José Luis Palomino e Moussa Diaby durante Bayer Leverkusen-Atalanta - Europa League 2021-22

Credit Foto Getty Images

Clostebol Metabolita: cos'è e cosa rischia Palomino

Numerosi atleti nella storia dello sport sono rimasti "incastrati" alla sostanza del Clostebol Metabolita, uno steroide anabolizzante utilizzato nella maggior parte dei casi per la rigenerazione del tessuto cutaneo dopo ferite, abrasioni o ulcere cutanee, con l'obiettivo di velocizzarne la cicatrizzazione. Tuttavia, questa sostanza è proibita dalla WADA, dato che può provocare effetti sulla prestazione atletica simili al testosterone. Tra i recenti casi più noti (ma anche controversi) è quello del cestista azzurro Riccardo Moraschini, squalificato di un anno e tagliato fuori dall'Olimpia Milano (solo questa estate ha ritrovato un posto tra i professionisti, alla Reyer Venezia, con cui potrà rigiocare dal prossimo ottobre) nonostante abbia sempre sostenuto di non averne fatto uso ed essere stato contaminato in maniera indiretta. Stessa pena a cui fu sottoposto l'ex giocatore del Benevento Fabio Lucioni nel 2017, uno degli ultimissimi casi di doping al Clostebol Metabolita in Serie A. Appare molto probabile dunque che, se confermata la positività, venga stabilita una sospensione di dodici mesi anche a Palomino; tuttavia, se viene dimostrata l'intenzionalità del giocatore, il difensore argentino rischia un raddoppio della pena o addirittura fino a quattro anni di squalifica, come capitato a Viktoria Orsi Toth nel beach volley alla vigilia delle Olimpiadi di Rio 2016.

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