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Juventus, voci dal Medio Oriente scuotono la Borsa: sul tavolo 2 miliardi per comprare il club, ma Exor non apre
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Pubblicato 21/12/2025 alle 10:17 GMT+1
SERIE A - Il titolo bianconero corre a Piazza Affari mentre tornano le indiscrezioni su un possibile assalto straniero al club. Dopo il tentativo di Tether, nuove sirene dall’Arabia Saudita parlano di un’offerta miliardaria per la Juventus. Ma dalla holding di John Elkann filtra una linea chiara: la proprietà non è in vendita.
John Elkann al compleanno della Juventus del 2025
Credit Foto Getty Images
La Juventus vive giorni di grande fermento sul mercato azionario, con il titolo protagonista di una crescita decisa che ha attirato l’attenzione degli investitori. Dietro l’impennata in Borsa, però, non ci sono solo dinamiche finanziarie, ma anche voci sempre più insistenti su un possibile interesse estero per il controllo del club.
Dopo il tentativo respinto nelle scorse settimane da parte di Tether, la società bianconera torna al centro del dibattito per indiscrezioni che arrivano direttamente dal Medio Oriente. Secondo quanto riportato da Tuttosport, ambienti vicini all’Arabia Saudita starebbero valutando un’offerta di dimensioni eccezionali per rilevare la maggioranza della Juventus. Un’ipotesi che, al momento, non sembra però scalfire le certezze di Exor.
L’ipotesi da 2 miliardi
Negli ultimi sette giorni il titolo Juventus ha registrato un balzo del 28%, salendo da 2,19 a 2,81 euro per azione e portando la capitalizzazione a quota 1,17 miliardi. In questo contesto si inseriscono le nuove voci: emissari sauditi avrebbero fatto trapelare la disponibilità a mettere sul piatto circa 2 miliardi di euro per entrare in possesso del club. Una cifra che, secondo gli analisti, rappresenterebbe il valore minimo per avviare una trattativa sulla maggioranza.
La posizione di Elkann e lo scenario futuro
Nonostante l’entità dell’ipotetica proposta, la linea della famiglia Agnelli-Elkann appare immutata. Exor non ha intenzione di cedere la Juventus e, qualora l’offerta venisse ufficializzata, verrebbe trattata allo stesso modo di quella avanzata da Tether: un rifiuto netto.
Resta però aperto il capitolo dei partner finanziari. Il gruppo legato alle criptovalute non sembra aver archiviato del tutto l’interesse per il club e non è escluso che in futuro, magari nel 2026, possa tornare alla carica con nuove strategie. Nel frattempo, la Juventus resta saldamente nelle mani di Exor, mentre il mercato continua a scommettere sul suo valore.
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