Sarri dopo Lazio-Fiorentina sul mercato: "Raktov non lo conosco, Guendouzi l'avrei tenuto", la replica di Lotito: "Lui è l'allenatore, il mercato..."

SERIE A - Botta e risposta a distanza nel post partita di Lazio-Fiorentina fra Maurizio Sarri e Claudio Lotito sul mercato e i nuovi rinforzi e la cessione di Guendouzi: "Ratkov, non lo conosco, non faccio lo scout e non conosco il campionato austriaco. Guendouzi ero convinto fosse uno di quelli su cui costruire il futuro". Lotito: "Sarri fa l'allenatore, i giocatori li sceglie la società".

Lazio, è arrivato il primo acquisto! Ratkov atterrato a Fiumicino

Video credit: Eurosport

Dopo Valentin Castellanos la Lazio al termine del 2-2 riacciuffato nei minuti di recupero contro la Fiorentina ha salutato anche un altro titolarissimo Mateo Guendouzi, che contro i Viola ha giocato la sua ultima partita con la maglia biancoceleste, salutato sotto la curva Nord i tifosi laziali e nelle prossime ore diventerà a tutti gli effetti un nuovo centrocampista del Fenerbahce. In meno di una settimana dallo start del mercato di gennaio, Maurizio Sarri ha già perso due giocatori più talentuosi in rosa e per sostituirli riceverà giocatori giovani provenienti da campionati esteri tutti da forgiare e da scoprire come il centravanti classe 2003 Petar Ratkov del Salisburgo. Un bel problema per il tecnico toscano – che nell’intervista post partita ai microfoni di DAZN – con grande onestà ha dichiarato cosa pensa del primo rinforzo arrivato dal campionato austriaco, della cessione di Guendouzi e posto l’accento anche per la frustrazione della squadra per il nuovo torto arbitrale subito (la netta trattenuta di Pongracic su Gila in area nel primo tempo che né l’arbitro Sozza negli addetti al VAR hanno considerato da rigore). Di seguito ecco il pensiero espresso dal tecnico biancoceleste.
"I ragazzi sono comprensibilmente frustrati, e anche io ho un po' di giramento per l'arbitraggio. Il rigore non assegnato nel primo tempo, secondo me, grida vendetta. Pensavo di aver visto tutto nel calcio, vista l’età, ma alcune cose continuano a sorprendermi. Anche nello spogliatoio la sensazione è la stessa dei tifosi, se la situazione si riducesse ai due episodi di stasera si penserebbe a una serata storta. Gli episodi non sono 2, 3 o 4. È difficile spiegarlo ai giocatori che poi possono andare in nervosismo, purtroppo la situazione è questa. Detto ciò, non possiamo influire su certi episodi, quindi è inutile sprecare energie. Dobbiamo concentrarci su noi stessi e migliorare la squadra dal punto di vista tecnico, qualitativo e soprattutto realizzativo, perché anche stasera abbiamo creato tanto".

"Su Guendouzi avrei costruito la Lazio del futuro, Ratkov non so chi sia"

"Se mi attendevo l’addio di Guendouzi dopo quello di Castellanos? Guendouzi ero convinto fosse uno dei sette-otto giocatori su cui costruire il futuro. Ma quando arrivano offerte di quelle dimensioni, per una realtà come la nostra diventa complicato trattenere certi profili, e lo capisco. Per quanto riguarda Ratkov, non lo conosco ancora: non so cosa dire, dovrò imparare a osservarlo, capire pregi e difetti e come inserirlo. Probabilmente la società lo ha seguito più di me. Non faccio lo scout, non conosco Ratkov e non seguo il campionato austriaco. Poi vedremo pregi e difetti, sarà forte sicuramente perché la società lo ha preso".
In conferenza stampa il tecnico ha anche ammesso di aver sentito Raspadori nelle scorse settimane ma di non aver fatto un vero e proprio tentativo per portarlo alla corte del club di Lotito.
"Con Giacomo (Raspadori, ndr) ho parlato tempo fa, così come ci avevo parlato in tante altre occasioni dicendogli solo quello che gli ho detto anche in altre occasioni. Per me è un centravanti e deve giocare centravanti, lo pensa anche lui ma lasciamo perdere perché non mi sono messo a fare una trattativa con lui. Se resto? A inizio stagione ho detto che sarei rimasto qui a tutti i costi e che avrei sopportato tutto. È successo più di quanto immaginassi. L’unica cosa che mi fa male è pensare al nostro popolo meraviglioso: mi pesa sapere che sarà difficile dargli le soddisfazioni che merita. Ho dato la mia parola al popolo laziale, quindi sì, penso proprio di restare"

La replica di Lotito: "Sarri non conosce Ratkov? Lui fa l’allenatore, il mercato lo fa il club..."

Dopo essere intervenuto nel prepartita ai microfoni di DAZN, il patron laziale Claudio Lotito ha parlato anche in conferenza stampa in un intervento fiume in cui ha replicato alle parole di Sarri su Ratkov e il mercato, annunciando l’arrivo del centrocampista Taylor dall’Ajax e anche svelando di essersi lamentato con la Lega per i torti arbitrali subiti con una lettera ufficiale a cui però l’organo non ha mai risposto.
"Sarri fa l'allenatore, mica conosce tutti i giocatori. I giocatori da che mondo è mondo li sceglie la società e lui li deve allenare. Io pure non conosco i giocatori, a differenza delle altre società ho messo su una sala scouting di otto persone che lavora continuamente e segue calciatori in tutto il mondo. Taylor farà parte della Lazio. L'interesse della società è rinforzare la squadra, ringiovanirla e renderla più affamata, con giocatori che vengano con orgoglio a indossare la nostra maglia. Castellanos e Guendouzi sono due ragazzi bravi. Sono il presidente più longevo nella storia del calcio italiano. L'esperienza mi dice che i calciatori che non vogliono restare non devono essere trattenuti. Castellanos voleva andar via, così come Guendouzi per questo li abbiamo lasciati andare e loro sono stati correttissimi nei loro comportamenti. Ogni giocatore che esce verrà rimpiazzato, se esce Guendouzi entrerà Taylor, un numero 10 dell'Ajax. È già certo, ma il mercato non finisce qua. Se hai un giocatore di 28-29 anni e lo vendi per prenderne uno di 23-24 anni è un miglioramento o no? Abbiamo preso giocatori che vedono la Lazio come un punto di arrivo e non di partenza. Ratkov lo monitoravamo già da diverso tempo, abbiamo mandato un osservatore a Bologna-Salisburgo. io già so i giocatori che devo prendere. Non c'è da fare i nomi, voglio farvi capire che l'interesse della società è migliorare la squadra e renderla più affamata. Io ho una squadra da salvaguardare, i ragazzi nello spogliatoio non possono essere mortificati, stanno dando tutto, dimostrando di tenere alla squadra e non posso mortificarli cambiando tutti".

Sugli arbitraggi e la lettera inviata alla Lega senza risposta

"Sono abituato a non pensare male in tutte le cose, ma penso a risolvere i problemi. Non facciamo la corsa contro qualcuno. Ho fatto un comunicato stampa per dire che il processo di crescita doveva essere accompagnato. Nel momento in cui si verificano tutta una serie di episodi che non sono dettati solo dalla casualità, ho fatto una lettera. Non è di lamentela, ho preservato la credibilità del sistema. Ho fatto una lettera ufficiale alla Lega, che è il mio referente. Non mi hanno risposto. Ho posto un problema che riguarda tutte le società e la credibilità del campionato. 8-10 punti sono determinanti in tutti gli obiettivi, ha anche una valenza di carattere economico. La Lazio è quotata in borsa, l'ho fatto a tutela di tutti gli altri pochi azionisti che ci stanno rispetto alla mia splendida quota. Ci rivolgeremo in altre sedi, punto. Tifosi mortificati da questi arbitraggi? Secondo voi, io sto a guarda' le farfalle? Devo prendere una mitragliatrice e sparare sulla classe arbitrale? Ho fatto una lettera... Uomo avvisato mezzo salvato, se la gente non capisce... Ritengo di aver fatto una cosa giusta, corretta da presidente. Se questi problemi non vengono risolti mi rivolgerò in altre sedi. Già so quello che devo fare, io lavoro con la testa, non con la pancia".
Più di 3 milioni di utenti stanno già utilizzando l'app
Resta sempre aggiornato con le ultime notizie, risultati ed eventi live
Scaricala
Cosa ne pensi?
Condividi questo articolo
Pubblicità
Pubblicità