Quattro maggio duemilaventuno. Dopo due anni di "purgatorio", l'Empoli torna in Serie A, vincendo matematicamente il campionato di B a due giornate dalla fine. Un verdetto strameritato e indiscusso, almeno quanto la promozione dello scorso anno del Benevento di Filippo Inzaghi. E giunto al termine del secco 4-0 rifilato dai toscani ai danni del Cosenza.

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Serie B
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Dionisi nel solco di Spalletti e Sarri

Un successo che non ha un solo volto. Anzi, è la simbologia del collettivo, di un calcio arioso e coinvolgente. Proprio come quello proposto da Alessio Dionisi, giovane allenatore emergente, classe 1980, fino al 2018 in Serie D con il Fiorenzuola. Già all'epoca, gli addetti ai lavori avevano detto di guardare in quella direzione, prendendoci. Dionisi, ottiene allora un sorprendente terzo posto con l'Imolese nella stagione 2018-2019 e un ottimo piazzamento a metà classifica con il Venezia la scorsa annata. Quindi, la chance offertagli dall'Empoli di patron Fabrizio Corsi, da sempre creatore di talenti anche in panchina. Il tecnico - senese di Abbadia San Salvatore ed ex difensore di Voghera, Varese e Tritium - entrato nel solco dei vari Luciano Spalletti e Maurizio Sarri, è già conteso da diversi club di Serie A.

Empoli-Cosenza, Serie B 2020-2021, 4 maggio 2021: l'allenatore dell'Empoli Alessio Dionisi festeggia la conquista della Serie A insieme al centrocampista Szymon Zurkowski (Getty Images)

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La stella Bajrami e la serie positiva durata 28 giornate

La sconfitta nel turno del 1° maggio contro l'Ascoli, ha interrotto una serie di risultati utili che perdurava dalla bellezza di 28 giornate. Va da sé che è stata proprio la continuità il segreto di questa promozione, costruita sugli assist di Nedim Bajrami, partito dagli esterni e finito per rivestire il ruolo di ispiratore del gioco empolese tra le linee di centrocampo e attacco. Per lo svizzero di origini albanesi, classe 1999 portato al "Castellani" nel 2019 dal Grasshoppers Zurigo, 24 presenze e 5 reti, l'ultimo dei quali proprio contro il Cosenza. Oltre a una doppietta siglata in Coppa Italia contro il Napoli al "San Paolo-Diego Armando Maradona" Giocatore su cui si sono accesi i fari di Serie A, Premier League e Bundesliga.

Bajrami - Napoli-Empoli - Coppa Italia 2020/2021 - Getty Images

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Mancuso, il "Lewandowski della Serie B"

Si preparino i fantallenatori. Dovrebbe restare all'Empoli il super bomber Leonardo Mancuso, il "Lewandowski della Serie B", che in questa stagione è letteralmente esploso: 20 gol in campionato più 3 in Coppa Italia. Il prossimo 26 maggio compirà 29 anni: per lui, si tratta della prima volta in Serie A, solo ammirata ai tempi del settore giovanile, trascorso interamente con la maglia del Milan, senza mai esordire in prima squadra. Milanese di nascita, dal 2011 inizia la sua trafila da cannoniere di provincia con le maglie di Pizzighettone, Carrarese, Cittadella, Catanzaro, Sambenedettese, Pescara e, appunto, Empoli. Il tandem di quest'anno lo ha formato con Andrea La Mantia, ex Lecce a segno in 10 circostanze nel torneo cadetto. Trenta reti in due ma, attenzione, occorre conteggiarne altre 36: perché l'Empoli, con 66 gol realizzati, a 180' dal termine della regular season, è la squadra che ha segnato di più. Grazie, proprio, al suo collettivo, capace - sin qui - di 70 punti in 36 partite, ripartiti in 18 vittorie, 16 pareggi e appena 2 sconfitte.

Empoli-Cosenza, Serie B 2020-2021, 4 maggio 2021: Leonardo Mancuso (Getty Images)

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Collettivo perfetto: tanti gol per un calcio coinvolgente

Contro il Cosenza, Dionisi ha mandato in campo, di fatto, il suo 4-3-1-2 tipo: Brignoli (giustizioere del Milan ai tempi del Benevento) in porta; linea a quattro difensiva con Sabelli, Romagnoli, Nikolau (centrale greco classe 1998 ex Olympiacos) e Parisi; una linea di retroguardia in cui ha spesso giocato, da vero e proprio jolly, anche Nicolò Casale. A metà campo, spazio alle mezze ali Haas e Zurkowski, con mediana affidata all'ex Lecce e Venezia Leo Stulac. Bajrami, quindi a supporto di Mancuso e La Mantia. Le alternative là davanti si chiamano Ryder Matos e Marco Olivieri (di proprietà della Juventus): davvero troppa grazia per il campionato di Serie B.

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