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Vis Pesaro nella bufera dopo l'inchiesta de Le Iene su Salvatore Bagni e lo scouting: sospeso il ds Michele Menga. Il club: "Noi estranei ai fatti"
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Pubblicato 14/05/2025 alle 20:20 GMT+2
SERIE C - Giocatori che pagano in nero per entrare in squadre professionistiche? L'inchiesta de "Le Iene" che coinvolge l'ex calciatore di Serie A Salvatore Bagni (ora talent scout) travolge nella bufera la Vis Pesaro, impegnata ai playoff: la società si dichiara estranea ai fatti e sospende Michele Menga dall'incarico di direttore sportivo.
Salvatore Bagni e nel riquadro il direttore sportivo della Vis Pesaro Nicola Menga, due dei personaggi citati nel servizio de Le Iene sul sistema di scouting a pagamento nel calcio professionistico italiano
Credit Foto Getty Images
Tutto parte da un servizio de Le Iene andato in onda negli scorsi giorni su Italia 1. L'inviato si finge fratello di un giocatore in cerca di una squadra e incontra Salvatore Bagni, ex gloria della Serie A negli anni Ottanta e ora gestore di un'agenzia di scouting. Così viene smascherato un "giro di affari" in nero che permette a calciatori di poco talento di poter essere inseriti all'interno di squadre Primavera di club professionistici in cambio di soldi. "Quelli che noi andiamo a cercare noi li paghiamo perché li cerco io, li scelgo io. Ma tutti quelli che non cerchiamo noi, ci facciamo pagare, ovviamente perché il ragazzo non ti fa guadagnare niente" racconta Bagni davanti alle telecamere. E ancora: "Noi meno di 30mila non facciamo con nessuno. La Serie C non è un problema. Chiamo, chiedo un favore...".
L'inchiesta svolta sul campo porta poi al nome di Michele Menga, direttore sportivo della Vis Pesaro, con cui avviene un incontro nel parcheggio dello stadio. Con un "affare" da 50mila euro contanti in tutto - 20mila andrebbero al ds e 30mila a Bagni - il presunto calciatore sarebbe pronto per venire tesserato all'interno di una società di Serie C. Ma "non c'è niente di male, perché lo fanno giocatori di serie C, Serie D, Serie B e Serie A" dichiara il ds Menga.
Un enorme danno di immagine per la società marchigiana, che proprio in questi giorni si sta giocando i playoff di Serie C e nella serata di mercoledì 14 maggio è impegnata nel match di ritorno contro il Rimini. Così a diverse ore dal fischio d'inizio è arrivata la "risposta" del club sui social, che ha preso in pugno la situazione una volta trovatasi travolta nella bufera: "La società si dichiara totalmente estranea ai fatti riportati nel corso del servizio televisivo e respinge con fermezza ogni tentativo di accostare il proprio nome a vicende di cui è completamente estranea". Nel comunicato inoltre la Vis Pesaro annuncia di aver sospeso il direttore sportivo Menga dal proprio incarico in attesa di ricevere accertamenti riguardo l'inchiesta, che potrebbero portare a ulteriori conseguenze.
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