Inter-Juventus, 34esima edizione della Supercoppa Italiana, si è conclusa con il punteggio di 1-1. A decidere le gara i gol di Mckennie nel primo tempo, poi il pareggio di Lautaro su rigore e infine... Qui di seguito i voti a tutti i protagonisti della partita con le pagelle complete del match.

Le pagelle dell'Inter

Samir HANDANOVIC 6 – E’ sostanzialmente inoperoso per tutta la partita. La Juventus, oltre al gol, non fa nulla.
Serie A
Inter-Sampdoria 3-0, pagelle: Perisic trascinatore, Correa ritrovato
5 ORE FA
Milan SKRINIAR 6,5 – Preciso negli anticipi, carico nel corpo a corpo.
Stefan DE VRIJ 6 – Meno brillante del solito. Qualche sbavatura non da lui.
Alessandro BASTONI 6,5 – Difensore a tutto tondo ormai. Eccellente nelle due fasi, lucido nelle scelte.
Denzel DUMFRIES 6,5 – A destra crea più di un grattacapo a un Alex Sandro piuttosto timido. Sfiora anche il gol, di testa, impegnando Perin. Dall’89’ Matteo DARMIAN 7 – Ha il guizzo giusto all’ultimo minuto, quando intuisce la stupidaggine di Alex Sandro e gli si butta addosso come una rincorsa di un bambino per il primo tuffo, al mare, dopo un anno di attesa.
Nicolò BARELLA 6,5 – Detta un buon ritmo in mezzo. La sua intensità sulle riaggressioni e nel buttarsi dentro contribuisce in maniera attiva a rendere la partita molto vivace. Promosso. Come lo è quasi sempre, del resto. Dall’89’ Arturo VIDAL 6,5 – Entra con il piglio giusto, con la consueta grinta di chi di fronte all’ex vuole sempre dimostrare qualcosa.
Marcelo BROZOVIC 6,5 – Guida bene la sua Inter, giostrando la manovra, girando i palloni, imponendo il ritmo.
Hakan CALHANOGLU 6 – Meno brillante del solito. Prova qualche soluzione da fuori, ma non fa male. Tra le linee non crea tutti questi pericoli alla Juventus.
Ivan PERISIC 7 – Uno dei più attivi dell’Inter. Nel primo tempo manda letteralmente ‘ai matti’ De Sciglio. Cala leggermente alla distanza, ma è dal suo lato a sinistra che spesso l’Inter ha creato i principali pericoli. Dal 100’ Federico DIMARCO 6,5 – E’ suo il cross finale da cui parte tutto. Certo, ora, dovrà anche recapitare un omaggio ad Alex Sandro. Ma quello è un altro discorso.
Lautaro MARTINEZ 6,5 – Trasforma con freddezza dagli undici metri, finalmente, per i tifosi nerazzurri. Svaria tanto, prova a muoversi, ma per il resto la difesa bianconera tutto sommato lo contiene bene. Dal 75’ Joaquin CORREA 5,5 – Ingresso un po’ molle in partita. Non incide.
Edin DZEKO 6 – Un po’ lento. Forse un po’ troppo. Ha il merito di conquistarsi il rigore con malizia su De Sciglio. Ma per il resto combina poco. Dal 75’ Alexis SANCHEZ 7,5 – Un gol all’ultimo minuto che regala una coppa vale automaticamente il titolo di uomo partita. Non serve altro.
All. Simone INZAGHI 6 – La sua Inter domina, in sostanza, l’intero match. Per vincere però ha bisogno dell’ultimo minuto ai supplementari. Dopo una fase iniziale molto convincente infatti cade un po’ nel trappolone di Allegri, abbassando il ritmo e accettando di giocare al gioco della Juventus. Il senso insomma è questo: vince, merita di vincerla, ma avrebbe potuto, forse, vista anche l’emergenza della Juventus, vincerla prima.

Le pagelle della Juventus

Mattia PERIN 6,5 – Più di un intervento importante: da Dumfries a tante uscita tempestive.
Mattia DE SCIGLIO 5 – Ha salvato la Juventus domenica con la Roma, la condanna con un intervento troppo ingenuo su Dzeko, che era lì ad aspettare il contatto come si aspetta il tram.
Daniele RUGANI 5,5 – Troppe, troppe indecisioni, davvero. Malintesi con Perin, scelte rivedibili in più di un’occasione. La Juventus alla fine regge a lungo, ma non si può certo dire dia sicurezza al reparto.
Giorgio CHIELLINI 7 – L’eterna certezza della Juventus. Specie in queste partite qui, dove c’è bisogno di attributi e malizia. Fa sentire i tacchetti, quando deve. Esce spesso vincitore dagli uno contro uno.
Alex SANDRO 2 – L’uomo degli ultimi minuti... Sciagurati. A Madrid, qualche anno fa, in un noto 0-3 che avrebbe portato la Juventus ai supplementari, si dimenticò come fare il fuorigioco. Questa sera, sull’ultimo cross, prova un appoggio di petto completamente senza senso, senza percezione del luogo, del momento, del pericolo. Darmian ringrazia. L’Inter fa gol. Che voto dovremmo dare a una cosa del genere?
Federico BERNARDESCHI 7 – Uno dei migliori della Juventus. Tanta, tantissima dedizione alla causa dal punto di vista difensivo e qualche bella ripartenza. Sfiora anche il gol a inizio ripresa. Dal 79’ ARTHUR 6 – Il suo ingresso contribuisce a far abbassare i ritmi, in dei supplementari dove la Juve soffre meno di quanto avesse fatto per un’oretta buona. A volte però questa calma è fin troppo eccessiva. E si fa sfilare qualche pallone di troppo.
Manuel LOCATELLI 6 – Una partita di sacrificio, anche per lui. In fase di costruzione trova poco a cui affidarsi. E allora si mette lì, a far legna, a fare da schermo alla difesa. Non è il suo, ma alla Juventus stasera va bene così. Dal 91’ Rodrigo BENTANCUR 6 – Un supplementare sicuramente buono, con un paio di rotture in ripartenza – materiale solitamente che non appartiene a lui – che aiutano i bianconeri.
Adrien RABIOT 6 – Offensivamente siamo al nulla, lo zero cosmico assoluto. Come tutto il reparto della Juventus però è encomiabile dal punto di vista difensivo.
Weston MCKENNIE 7 – Energia vera, il texano. Al di là del gol – che comunque pesa come un macigno – si fa vedere in entrambi le fasi con una continuità fuori dal comune.
Dejan KULUSEVSKI 6 – Una partita di sacrificio quella dello svedese, come buona parte dell’intero – presunto – settore offensivo dei bianconeri. C’è però il suo zampino nell’azione che porta al gol di Mckennie. Dal 74’ Paulo DYBALA 5 – Ingresso molle. Senza spunti, senza giocate, senza grinta.
Alvaro MORATA 6,5 – Gioca una partita quasi da eremita, isolato, là davanti, nella speranza di una ripartenza. E così va valutato per ciò che gli arriva, ovvero poco. In quel poco si inventa la giocata che porta al gol di Mckennie. Che doveva fare di più? Dall’88’ Moise KEAN 5 – Qualche rincorsa a vuoto al pallone. Fine.
All. Massimiliano ALLEGRI 6 – Mette su il consueto piano partita speculativo. E questa sera non si può chiedergli di più. Con l’emergenza dietro, senza Chiesa davanti, i bianconeri provano l’idea della ‘compattezza e sperare’. L’Inter a un certo punto gli dà persino una mano. Gli va male. Ma quasi la porta ai rigori. Il problema, casomai, è che questa ora è la dimensione della Juventus. Ma in fondo è un discorso che esula questa partita.

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