Il pericolo, al momento, è sventato ma il futuro del calcio divide. Come spiega Fabio Licari sulla Gazzetta dello Sport, se Infantino e Ceferin firmano assieme un documento contro la Superlega vuol dire che la questione è molto seria. Se i presidenti di FIFA e UEFA, di sicuro non due amiconi, si schierano contro un nemico comune (assieme ai capi delle altre confederazioni), significa che il rischio è concreto e che i progetti di Superlega - in atto in realtà dal 1990, quando servirono per trasformare la Coppa dei Campioni in Champions League - sono tornati di strettissima attualità. La Gazzetta è entrata in possesso del progetto con tutti gli elementi che implicitamente portano a un pericolosissimo nuovo calcio per un'élite di 20 squadre: si tratta di ribaltare il sistema internazionale, riducendo la Champions a una specie di Europa League e impoverendo per sempre i campionati e le nazionali. È l'impressione che hanno avuto anche Infantino, Ceferin, gran parte dei club, le Leghe e anche l’Unione Europea: oggi qualcuno sta lavorando per una nuova trasformazione, dalla Champions alla Superlega.

Cui prodest? Real Madrid e Barcellona

Questo qualcuno ha un nome: Real Madrid e Barcellona. Sono loro i promotori del progetto. Florentino ne è il frontman perché a Barcellona hanno altri problemi per ora. L'alleanza tra due nemici storici è, però, fortissima ed è motivata dal dio denaro: il documento sulla nascita della Superlega prevede per loro, ogni anno, un pagamento di 30 milioni di euro a testa (un riconoscimento del diritto d’autore?). Naturalmente i due club più "prestigiosi" dell’era moderna non bastano. A loro si affiancano i ricchi club inglesi (Manchester United in prima fila, ma anche Liverpool). In Inghilterra si dice che i club italiani invitati siano tre, ma soltanto il Milan di Elliott è quello coinvolto e interessato. L’obiettivo è far entrare tutti i top club dei cinque grandi Paesi: Spagna, Inghilterra, Italia, Germania e Francia. In realtà, alcuni di questi, come il Bayern Monaco, si sono detti pubblicamente contrari.
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La formula: calcio stravolto

Venti squadre parteciperebbero ogni anno al torneo: 15 iscritte di diritto (le fondatrici della società "SL Co." che starebbe per nascere), altre 5 invitate a scelta ogni anno. Il torneo si svolgerebbe in due fasi. Una prima fase a gruppi: 2 gironi da 10 squadre, 18 partite di andata e ritorno, le prime 4 di ognuno qualificate alla fase successiva. Una seconda fase a eliminazione diretta: quarti, semifinali e finale. Si giocherebbe sempre a metà settimana, esclusa la finale, prevista il sabato per un minimo di 18 partite e un massimo di 23 per chi arriva in fondo. I campionati, o quel che ne resta, sarebbero confermati la domenica. Champions, Europa e Conference League sarebbero in parallelo ma, senza le grandi, verrebbero derubricate a tornei minori.

Champions League trophy

Credit Foto Getty Images

Cascate di soldi

Servono tanti soldi come sottolinea la Gazzetta dello Sport. Il documento parla di un misterioso investitore che presterebbe 3,525 miliardi di euro (tra 350 e 100 milioni per ogni club): in pratica un premio d’entrata, anche per coprire i recenti mancati ricavi da Covid. Una cifra da rimborsare in una quindicina d’anni. L’obiettivo è un ricavo annuo di 4 miliardi, dei quali 3,1 per i club (il resto sono le spese, il prestito e il resto). Di questi 3 miliardi, solo il 20% è legato ai risultati. L’altro 80% è distribuito per "diritto divino" ai 15 fondatori (con percentuali minime ai 5 invitati) tenendo conto dei valori dei mercati nazionali al momento della prima edizione che Florentino sogna nel 2022. A ogni club andrebbero da un massimo di 250 milioni a un minimo di 55 milioni all'anno. Questa Superlega, però, non dimentica il fair play finanziario. Prevede, infatti, per i club un tetto a stipendi e commissioni di agenti del 55% del fatturato (o del 27,5% del fatturato del club con più ricavi). Gli stipendi sarebbero tassati al 45%. In più ci sarebbe un organo di controllo tipo i panel UEFA: la struttura avrà un’assemblea, un board, sei comitati e un Ceo. Insomma, si è pensato proprio a tutto...

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I rischi

Ora si capisce meglio il comunicato congiunto della FIFA e delle altre confederazioni nel quale si afferma che "qualsiasi club o giocatore coinvolto resterebbe fuori da tutte le competizioni ufficiali": Mondiale, Champions, Coppa del mondo per club. Su quest'ultima FIFA e UEFA sembrano, infine, d’accordo: fase finale a 24, passando da 8 a 12 squadre europee. Manovre politiche con UEFA e FIFA che si riavvicinano. A Nyon s’accelerano i tempi per la nuova Champions dal 2024 (probabilmente a 36 club): questo è lo scenario che lascerebbe ancora il calcio a tutti. Altrimenti vedremo un altro sport che distruggerebbe tutto quello a cui siamo abituati. Ne vale la pena?

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