A meno di ventiquattro ore di distanza dal comunicato ufficiale Uefa in cui si annunciava la sospensione del procedimento disciplinare contro i tre club dissidenti nel quadro della tanto chiacchierata Superlega, emergono dei dettagli clamorosi: che l'Uefa si sia scontrata contro il veto del Tribunale di Madrid è cosa ormai nota; che i tre club indagati (Juventus, Real Madrid e Barcellona) parteciperanno alla prossima edizione di Champions League, ormai è un dato certo; ma l'indiscrezione secondo la quale il presidente dell'Uefa Ceferin avrebbe rischiato l'arresto perseverando nella caccia ai "traditori", ha dell'incredibile.
Si tratterebbe di un ennesimo danno di immagine per l'intero organismo governante del calcio europeo. A riportare questa voce è Tariq Panja giornalista dell'autorevole New York Times, la prima grande testata a svelare i propositi della Superlega e a seguire da vicino la vicenda con indiscrezioni e rivelazioni sul progetto che avrebbe rivoluzionato il calcio europeo.
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“La Uefa non se l’è sentita di infliggere sanzioni a Juventus, Real Madrid e Barcellona a causa di quanto stabilito dal Tribunale di Madrid all’indomani del progetto SuperLega”. Ha spiegato Panja, "se i club fossero stati puniti, le autorità spagnole avrebbero potuto arrestare Ceferin & co". Ecco svelato il risvolto più lugubre del braccio di ferro tesissimo tra i club e il calcio europeo. Rimarginare le ferite pare sempre di più un'impresa inarrivabile.

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