La Superlega traballa pericolosamente. La rivoluzionaria competizione europea fondata domenica 18 aprile da dodici dei più prestigiosi club del mondo comincia a perdere dei muri portanti a meno di 48 ore dalla sua genesi. La prime notizie erano arrivate dall'Inghilterra - in particolare da Dan Roan della BBC - coinvolgendo in primis il Chelsea, che starebbe preparando i documenti per lasciare il progetto dopo la forte contestazione dei tifosi dei Blues fuori da Stamford Bridge (con l'ex portiere e oggi dirigente Petr Cech a cercare di mediare con la folla inferocita).

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Ma il club londinese è stato seguito in breve da altri dei club fondatori. Il Manchester City, ad esempio, è stato il primo club a comunicare ufficialmente la propria rinuncia, con un comunicato ufficiale sul proprio sito. E al Manchester United sarebbero arrivate le dimissioni del CEO Edward Woodward. Ma anche in Spagna la situazione è convulsa. Il presidente del Barcellona Joan Laporta ha comunicato che la sua società prenderà parte al progetto solo se verrà approvato all'assemblea dei soci. E anche l'Atletico Madrid avrebbe optato per un clamoroso dietrofront. Il rischio, per chiunque decidesse per il no, è di dover pagar ingenti penali. Intanto alle 23.30 è stata convocata una riunione d'urgenza dei 12 club.
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