A tutti coloro i quali pensano che la magia della FA Cup sia andata persa nel tempo, noi siamo l'esempio che le cose non stanno affatto così.
La sentenza d'esordio con cui, sul sito ufficiale del Marine AFC, si commenta l'incredibile sorteggio contro il Tottenham di José Mourinho in vista del terzo turno della Coppa Inghilterra, riassume senza se e senza ma lo spirito romantico del trofeo calcistico più affascinante e antico del mondo. Già, perché nell'era dei club ultramilionari che - in effetti - hanno fagocitato e fatto sparire una buona fetta di autenticità del calcio d'Oltremanica, ecco manifestarsi l'imponderabile: Il Marine, club di Northern Premier League West Division, l'ottava serie, ospiterà nel suo minuscolo campo sportivo (il "Rossett Park", non esattamente definibile come "stadio"), nientemeno che una delle principali pretendenti alla vittoria finale in Premier League.

Marine-Havant & Waterlooville, 2° turno di FA Cup 2020-2021 allo stadio Rossett Park di Crosby (Getty Images)

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03/12/2020 A 07:10
Un match che è già entrato nella storia della coppa della Regina, giunta alla sua 140esima edizione: si tratta infatti della partita col più alto divario di categorie. L'ottava serie, sì, ovvero una squadra della nostra Seconda Categoria (anche se, è vero, le gerarchie del calcio inglese fanno un po' storia a sè, con una "fisicità" diversa rispetto al calcio italiano) che si appresta ad affrontare una delle pretendenti per lo Scudetto. Un concetto inimmaginabile se traslato a una Coppa Italia, surrogato di un pasticcio organizzativo dietro l'altro.

Marine players celebrate winning the match after the final whistle during the Emirates FA Cup Second Round match between Marine FC and Havant and Waterloovile

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Il cammino dei "Mighty Mariners"

Un sorteggio, che il Marine si è sudato: ben sette i turni superati per arrivare al Tottenham. Partiti in estate, coi vari "extra-preliminary rounds", i "Mighty Mariners" hanno eliminato - in sequenza - Frickley, Rincorn Linnets, Nantwich, Chester, i professionisti del Colchester United (di League Two, ai rigori e pure in trasferta) e, infine, Havant e Waterlooville formazione di National League South, sesta serie: 1-0 in casa. Ma da dove arriva il Marine Association Football Club? Chi rappresenta? Qual è la sua storia e da chi è composto? Proviamo a dare una risposta a tutto.

Marine-Havant & Waterlooville, 2° turno di FA Cup 2020-2021 allo stadio Rossett Park di Crosby (Getty Images)

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Crosby, il "locus amoenus" di Ancelotti. E il bomber-eroe Cummins

Non cercate "Marine" sulla mappa dell'Inghilterra, perché non la troverete. Il club in questione, che veste l'oro e il nero, affonda la sua antica tradizione nel 1894 ed è l'espressione calcistica di Crosby, cittadina costiera del nordovest inglese da 50mila abitanti e fondata sulla pesca; siamo in pieno Merseyside, nel distretto di Sefton, all'ombra di Liverpool. Gabbiani ovunque, spiagge su cui fare lunghe passeggiate, la passione di Carlo Ancelotti da quando è diventato il tecnico dell'Everton: le sue parole al miele per questo centro salsedinoso, dall'inglese masticato, gli hanno consegnato la carica ufficiosa di assessore al Turismo.
Perché, allora, il nome "Marine"? Da un hotel sulle rive del Mersey, scelto iconicamente da un gruppo di studenti che, per l'appunto, fondò il club alla fine del diciannovesimo secolo. Il resto della storia, lo racconta in esclusiva a Eurosport Italia, bomber Niall Cummins, che con un gol al 120' ha eliminato l'Havant & Waterlooville, regalando al suo Marine il sorteggio col Tottenham. A 33 anni e con una carriera arrivata al suo apice ai tempi Curzon-Ashton, nella Greater Manchester, Cummins - come tutti gli altri in rosa - gioca a calcio di sera, per divertimento e passione: di giorno, infatti, veste i panni dell'insegnante di educazione fisica:
Un lavoro che mi appassiona, per l'interazione che ho coi miei alunni. In squadra c'è un po' di tutto, in questo senso. Siamo persone che si guadagnano la pagnotta ogni giorno...

Insegnanti, idraulici, imbianchini e operatori ecologici alla riscossa

Proprio così. Anzitutto i portieri: Bayleigh Passant, che subito dopo il finale di partita contro l'Havant e Waterlooville è uscito dal Rossett Park in divisa e ciabatte, per acquistare le birre con cui festeggiare insieme ai propri tifosi - rimasti all'esterno per via delle restrizioni Covid - lavora come assistente in un supermercato. Il secondo portiere, Germamo Mendes - della Guinea Bissau - è un venditore d'auto, il trentenne Kenny Strickland (terzino con un passato da ragazzino nel Manchester United) oggi è un imbianchino-decoratore, il pari ruolo Josh Davies lavora nella manodopera sui binari delle ferrovie. E, ancora, l'esterno destro Neil Kengni - a segno dal dischetto contro il Colchester - è un idraulico, il laterale sinistro James Joyce è un operaio, il centrocampista Danny Shaw un fisioterapista, il centrale difensivo Anthony Miley manager nel ramo telecomunicazioni e, tra gli altri, c'è anche un operatore ecologico, James Barrigam, attaccante compagno di reparto di Niall Cummins.

"Se Kane calcia alto, il pallone lo recuperano i vicini di casa"

Ebbene l'allegra "banda" di working class heroes, se la vedrà coi vari Harry Kane, Heung-Min Son, Gareth Bale, Tanguy Ndombele, Hugo Lloris, Eric Dier, Sergio Regulon, Dele Alli e chi più ne ha più ne metta. Questi ultimi scenderanno in un campo, il "Rossett Park" (389 posti a sedere), circondato da una rete di recinzione con affissi una serie di numeri pendenti. Essi corrispondono ai numeri civici delle abitazioni accanto: così, quando il pallone esce dallo "stadio", si sa a chi andare a citofonare per averlo indietro: "Tutto vero, è proprio così - prosegue con una risata Cummins -: tutta la comunità di Crosby è ancora oggi elettrizzata dal sorteggio contro gli Spurs e no igiocatori non vediamo l'ora di disputarla.Gli impedimenti da Covid sono un vero peccato". A questo proposito sono state indette importanti iniziative: la società ha aperto da mesi una raccolta fondi tra i propri sostenitori, una sorta di colletta, per pagare le spese ordinarie e non nel disastroso periodo post lockdown. In più, sempre a tal riguardo, i giocatori offriranno i palloni della gara, autografati da loro e dagli Spurs per poi metterli all'asta.

Marine-Havant & Waterlooville, 2° turno di FA Cup 2020-2021 allo stadio Rossett Park di Crosby: i numeri dei civici delle abitazioni che penzolano sulla rete di recinzione dell'impianto (Getty Images)

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"Io contro Lloris? Ogni partita parte da 0-0 e la mano agli avversari si dà sempre e solo alla fine"

E come sarà trovarsi di fronte a Mourinho? "E' impossibile anche solo da immaginare. Personalmente sono un accanito tifoso dell'Arsenal, quindi avrò un ulteriore incentivo a sfidare lui e gli Spurs. Scherzi a parte (ma neanche troppo, ndr) giocare contro campioni internazionali è il coronamento di un sogno. Sono uno che ha sempre segnato tanti gol, ma in ottava serie: a gennaio dovrò cercare di battere nientemeno che un campione del mondo come Hugo Lloris. La FA Cup non è una competizione pazzesca proprio per questo?".

"A chi chiederò la maglia tra gli Spurs? Ma io sono un tifoso dei Gunners..."

Intanto, la dirigenza del piccolo Marine già da inizio dicembre, è entrata nella mentalità e si è messa alla ricerca di nuovi sponsor per la partita della storia, davanti alle telecamere della BBC. Cummins è appeso tra il ricordo del gol all'ultimo minuto dei tempi supplementari contro l'Havant & Waterlooville e il pensiero dei duri allenamenti che hanno preceduto la partita: "All'ultimo respiro, è arrivato il mio gol di rapina, in tuffo di testa, dopo una bella azione dei miei compagni Barrigan (l'operatore ecologico, ndr) e Miley (il manager delle telecomunicazioni, ndr). Da lì, i festeggiamenti sono stati folli. Come abbiamo preparato il match con gli Spurs? Come tutti gli altri, col duro lavoro. Mister Neil Young è il nostro Mourinho e si è occupato di studiare approfonditamente alle strategie da adottare per un match così difficile. A chi chiederò la maglia al triple fischio? E' l'ultima cosa a cui penso ora. Sarà perché sono un tifoso dei Gunners, sarà perché si parte sempre dallo 0-0, ma prima penso a giocare. La mano ai nostri avversari, chiunque essi siano, la si dà sempre alla fine".

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