Il Canada festeggia, ancora di rigore. Ma questa volta l’esultanza vale oro, un oro poco immaginabile all’inizio del torneo di calcio delle Olimpiadi di Tokyo. Ma le ragazze di Bev Priestman sono, sorprendentemente e meritatamente, campionesse a cinque cerchi. Perché questo titolo è arrivato dopo tre successi dal dischetto, ma battendo tre favorite per il massimo alloro: al Brasile e agli Stati Uniti si aggiunge la Svezia in finale, passata in vantaggio nel primo tempo ma che ha visto sfumare per la seconda volta consecutiva il successo (ko con la Germania nel 2016) a causa di un’ingenuità di Ilestedt.

La cronaca del match

Le svedesi, dal loro maggior tasso tecnico, si mettono subito a tessere la tela della loro partita. Tanto possesso palla cercando lo spazio giusto con pazienza, la prima occasione è per Magdalena Ericsson che spara fuori un invitante sinistro in diagonale. Il Canada ci prova con dei rapidi ribaltamenti di fronte; l’occasione più grande del loro primo tempo non viene sfruttata da Jeanine Beckie, che non crede al cross invitantissimo di Ashley Lawrence dalla sinistra. Dopo tanto predominio, le svedesi passano in vantaggio al minuto 37: Asslani scappa sulla destra, mette un cross invitante per Blackstenius che impatta di destro, sporcato anche da un tocco che beffa Labbè.
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Nel secondo tempo Bev Priestman decide di cambiare le carte in tavola, mandando subito in campo Julia Grosso e Adriana Leon al posto di Beckie e Quinn. Le svedesi sembrano avere il controllo delle operazioni, ma il match prende una svolta inaspettata attorno alla metà del secondo tempo: Amanda Ilestedt tocca in maniera ingenua Christine Sinclair, è rigore dopo una rapida revisione del Var. Come contro gli USA, è Jessie Fleming a presentarsi sul dischetto, spiazzando Lindahl. Le svedesi nel finale provano a spingere e negli ultimi dieci minuti si rendono pericolose con Rolfo e Asllani, ma si va ai supplementari.

Supplementari e Rigori

Nei trenta minuti addizionali si susseguono pericoli da una parte e dall’altra, ma in nessun caso le due squadre non riescono a mettere a segno il gol che varrebbe l’oro. Si va ai tiri dal dischetto che diventano una tragedia greca con i portieri protagonisti. Le scandinave partono in salita con il palo di Asllani, ma nel giro di pochi minuti si ribalta tutto: Lindahl para il rigore di Lawrence, poi Gilles manda il suo tiro sulla traversa. Labbe e Lindhal sono ancora insuperabili nel quarto turno, dando alla svedese Seger la chance di chiudere i conti. La centrocampista però si fa prendere dall’emozione e spara alto, e la lotteria continua. Fino al sesto rigore: Jonna Andersson si fa ipnotizzare ancora una volta da Labbe, mentre il tiro di Grosso viene solo toccato dall’estremo difensore svedese, con il pallone che finisce in rete, dando il via all’esultanza delle nordamericane che, ancora una volta, ringraziano i rigori per un trionfo davvero insperato.
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