Estadio La Cartuja, Siviglia, 17 novembre 2020. Spagna-Germania di Nations League. Quando l’arbitro Ekberg fischia la fine, il mondo si rigetta su internet. È appena successo qualcosa di storico. Qualcosa di impensabile alla vigilia. In palio c'era la qualificazione alla FinalFour di Nations League - non la Coppa del Mondo, ma comunque una meta importante – e la Spagna si è presa questo traguardo con una prestazione impensabile. Un 6-0 alla Germania che ha ribaltato i classici canoni del calcio.
I tedeschi, titolare del motto “noi non ci fermiamo, il nostro modo di rispettarvi è continuare ad attaccare” visto sia contro il Brasile nel 2014 (7-1) ma anche ultimamente dal Bayern contro il Barcellona (8-2), sono stati asfaltati dalla Spagna. I maestri del palleggio insistito, quasi esasperato, sono diventati d’improvviso super cinici. Quelli del “Respeto por Italia” chiesto da Casillas nella finale di Euro2012 in vantaggio di 4 reti, hanno strappato la loro anima a forza di verticalizzazioni e fraseggio corto. Perché se i primi tre gol sono “normali” - due colpi di testa da calcio piazzato e una ribattuta di Ferran Torres dopo la traversa di Dani Olmo – quelli della ripresa sono assolutamente incocepibili. Ma non per i tedeschi, nel calcio in generale.
UEFA Nations League
Storica Spagna: 6-0 alla Germania e semifinali
17/11/2020 A 19:32
Sky Sport UK, nella propria sintesi su Youtube, ha scritto “Spain THRASH (si, in maiuscolo) Germany”. Ovvero, la Spagna batte-percuote-e-picchia la Germania di Joachim Loew. Una fotografia molto nitida, che non si discosta poi troppo dalla realtà.
I secondi 45 minuti sono sembrati il calcetto, quello di metà settimana, quando passi la mezz’ora di tempo e perdi completamente la voglia di rientrare in difesa. Le squadre si allungano e i tuoi avversari, se sono minimamente organizzati, dilagano. Guardatevi il quarto ed il sesto gol della Spagna. Quello che vi lascerà esterrefatti è la passività con cui la squadra di Loew guarda la palla e non riesca minimamente ad arrivare a prenderla. Uno, due, tre tempi di gioco indietro.
“Come può uno scoglio, arginare il mare”, cantava diceva Lucio Battisti. Ecco, ieri sera lo scoglio tedesco non è riuscito ad arginare il mar rosso di Luis Enrique. C’è stata anche una sorta di epicità nel momento in cui la Spagna, ed il suo 70% di possesso palla, arrivava in area tedesca senza affrontare il minimo problema. Le furie rosse hanno passaggiato, come gli israeliti sul mar Rosso, ed i tedeschi sono stati sommersi, come l’esercito egiziano, dopo il passaggio di Mosè.
Nemmeno le urla di un infuriato Manuel Neuer, capitano e condottiero, hanno risvegliato la svogliatezza dei teutonici. Già dopo il terzo gol, il gigante di Gelsenkirchen, aveva capito l’andazzo della serata. Lui, che di serate trionfali se ne intende (era in campo sia nel 7-1 del 2014 che nell’8-2 del 2020 citati sopra), gia al 38’ aveva fiutato di poter entrare nella storia dal lato sbagliato. Ieri sera era anche una serata da record per lui: 96 presenze con la maglia della Germania, primo all-time tra i portieri. Sicuramente ha festeggiato nel peggiore dei modi. È stata la prima volta in assoluto, tra club e nazionale, in cui ha dovuto raccogliere 6 palloni nella propria rete. Che tristezza.
E se quello di Neuer non vi basta, la Germania ieri sera ce l’ha messa tutta per aggiornare il libro dei record negativi.
Il 6-0 contro la Spagna è la peggior sconfitta dall’amichevole del 14 maggio 1931 contro l’Austria, e la seconda peggior sconfitta in trasferta dal clamoroso 9-0 contro l’Inghilterra il 13 marzo 1909.
Come capiterete da soli, le date di queste due batoste, completamente anacronistiche se parliamo di calcio moderno, rendono ancora più imbarazzante la passeggiata spagnola. Era un altro calcio, in un’altra epoca. Niente di comparabile allo sport di oggi. Qualcosa di più paragonabile è, forse, l’8-3 subito dalla grande Ungheria al Mondiale del 1954. Quella considerata la “madre di tutte le sconfitte” fu però immediatamente cancellata dalla finale di quel Mondiale, che la Germania vinse in rimonta con la doppietta di Rahn. Proprio contro l’Ungheria.
Dunque, quella contro la Spagna è stata la peggior sconfitta negli ultimi 89 anni, e la peggior sconfitta di sempre per la Germania federale.

Chi dopo Loew?

Il più bersagliato dopo ieri sera, al termine della partita, è stato il CT tedesco Joachim Loew. L’allenatore campione del mondo nel 2014 ha definito così la nottata andalusa: “Una serata buia. Niente ha funzionato: la forza atletica, l'aggressività, l'impegno nei duelli, non abbiamo visto nulla di tutto ciò sul campo. Non c'era organizzazione, nessuna comunicazione tra i giocatori e la Spagna è stata micidiale questa sera”.
Un particolare, quello della comunicazione, evidenziato anche da Bastian Schweinsteiger sul canale tedesco ARD: “Nessuno dava ordini. Sul campo si sentivano solo i giocatori spagnoli”.
Questo gioco al massacro, in cui tutti hanno voluto dire la loro, è sfociato anche nella commistione di culture. Tanto che la Germania è diventata l’Italia. I media tedeschi hanno estratto dal cilindro uno di quei capisaldi italiani che, dopo ogni sconfitta della nazionale, escono fuori dal cassetto dell’usato: il ritorno dei giocatori meno giovani. Fin dall’addio di Totti e Nesta, passando da quello di Baggio ed altri grandi giocatori della nazionale, la nostalgia dell’usato sicuro torna sempre di moda. E non ci sarebbe niente di male, se non che, in questo ambito, la Germania è sempre stata un passo avanti. Tra l’abilità nel riciclo, quella a sviluppare il ricambio generazione e il coraggio nel cambiare rapidamente i trentenni nel gruppo della selezione nazionale, la selezione tedesca ha sempre fatto tutte le cose necessarie per garantirsi un rendimento di alto livello duraturo negli anni.
Però, ieri sera Loew ha dovuto rispondere alla domanda sugli assenti, posta dall’emittente ARD e rilanciata anche da Lothar Matthaus: “Abbiamo detto che ci fidavamo dei nostri giocatori, eravamo sulla strada giusta, anche se non immaginavo di essere così lontano. Per il momento non c'è motivo di richiamare i giocatori meno giovani”. Il tutto facendo riferimento a Hummels, Boateng e Muller.
In quel momento, noi Italiani ci siamo sentiti meno sbagliati del solito.
Tuttavia, l’uragano su Loew non si è minimamente placato, e questa mattina sono usciti i nomi dei successori.
Il portale tz.de ha lanciato la mega lista di possibili nuovi CT, con nomi che vanno da Jurgen Klopp a Stefan Kuntz passando per Thomas Tuchel e Marcus Sorg. Lothar Matthaus ha criticato aspramente anche la gestione tattica di Loew, e tra le ipotesi più esotiche gira anche il nome di Mauricio Pochettino. La Bild ha rilanciato con Hansi Flick, di cui la Federcalcio ha una grossa considerazione, però il vero sogno tedesco rimane Klopp. Il contratto del tecnico campione d’Inghilterra, attualmente al Liverpool, scade nel 2024. Per quell’anno, la Germania conta di poter affondare forte sull’ex Borussia, in modo da riaprire un ciclo vincente.
In ogni caso, il 2024 è ancora lontano e, ad oggi, la posizione di Loew traballa più del solito. Dopo 14 anni di ciclo questo 6-0 potrebbe essere l’ultima presenza sulla panchina teutonica per il tecnico campione del mondo?
Poco lontano c’è Euro2021, con la prima partita contro i Campioni del Mondo francesi, per cui la federcalcio tedesca dovrà muoversi bene e molto velocemente.

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