1) Barella è già in formato derby: Milan avvisato

In Polonia non aveva incantato, Nicolò Barella. Lo avevamo visto con la lingua un po' penzoloni, meno lucido del solito. Ma a Bergamo Barellino è tornato il solito Barellino: tignoso, elettrico, difficile da contenere, vera valvola di sfogo del centrocampo azzurro. Il che, per uno che ha il fuoco sacro dentro, è peraltro la normalità. Lo stupendo lancio per il gol di Pellegrini non è che l'episodio in risalto di una prestazione ottima. Come ottimi, ancora una volta, sono i segnali per Antonio Conte, che nonostante l'emergenza COVID sa di poter contare su di lui per il derby. Milan avvisato.

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2) Immobile e l'Italia: un rapporto di amore e odio

Non cambiamo idea: Ciro Immobile è il miglior attaccante del calcio italiano. Il capocannoniere della scorsa Serie A, la Scarpa d'Oro in carica. Però, a momenti alterni, il suo rapporto con la Nazionale si incrina, si piega fin quasi a spezzarsi. Serate da bollino nero come quella di Bergamo, in cui l'attaccante laziale si batte a vuoto sprecando palle gol colossali davanti al portiere, non sono una novità. E gli attirano le solite critiche, spesso esagerate ma inevitabili. Sta a lui trovare la giusta continuità, realizzativa ma non solo, anche in maglia azzurra.

Immobile contro Hateboer in Italia-Olanda, Nations League

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3) Pellegrini alto a sinistra: si può

Ogni volta si storce il naso alla lettura della formazione ufficiale dell'Italia, ma capita di avere torto. Lorenzo Pellegrini esterno alto a sinistra fa sensazione, per chi non è abituato a vederlo in quella fetta di campo con la maglia della Roma. Ma Mancini ha intuito le potenzialità del jolly giallorosso ed è deciso a esplorarle fino in fondo. Talvolta con buone risposte, come nella sfida del Gewiss Stadium, in cui proprio Pellegrini, autore del gol dell'1-0, è stato uno dei migliori dell'Italia. Fonseca prenderà spunto?

Lorenzo Pellegrini

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4) Jorginho va in difficoltà se pressato

Regola numero uno per rendere difficoltoso il gioco altrui: seccare la fonte di gioco. Nel caso dell'Italia, Jorginho. Il regista davanti alla difesa, l'uomo da cui passa il pallone della prima – o seconda, considerata la presenza di Bonucci – costruzione. Polonia e Olanda lo hanno capito. E il loro pressing alto e organizzato ha mandato in affanno l'italo-brasiliano del Chelsea, autore di una lunga serie di errori sia a Danzica che a Bergamo.

Jorginho in Italia-Olanda, Nations League

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5) Olanda in crescita grazie al pragmatismo di de Boer

A Bergamo si è vista tutt'altra partita rispetto a quella di settembre, dominata da un'Italia tra le più brillanti della gestione Mancini. Frank de Boer ce lo ricordiamo bene per il fallimento interista, ma intanto sta tentando, con parecchio pragmatismo e un po' di sana umiltà, di trovare il vestito giusto per una squadra di talento ma giovane. Anche a costo – orrore! – di giocare con un 3-5-2 trasformabile in 5-3-2 nella patria del 4-3-3. Il pari di Bergamo, che ha già tutt'altro sapore rispetto a quello raccolto in Bosnia, è un bel punto di partenza.

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