Italia-Germania, match valido per la prima giornata della Nations League 2022/2023, è terminato sul punteggio di 1-1, frutto delle reti di Pellegrini e di Kimmich. Gara arbitrata dal serbo Srdjan Jovanovic. Dopo il disgraziato passo falso contro la Macedonia, che ha spento le chance di qualificarsi al Mondiale, e il fragoroso 0-3 rimediato contro l'Argentina mercoledì scorso a Wembley, la squadra di Mancini era attesa a delle risposte che sono arrivate anche per merito delle scelte coraggiose del ct che ha cambiato 10 effettivi rispetto all'undici sceso in campo contro l'Albiceleste, ottenendo risposte importanti. Qui di seguito le 5 verità che ci ha lasciato la partita.

1) Forze fresche e atteggiamento: si è perso troppo tempo

Enzo Bearzot dopo il 1982, Marcello Lippi nel 2010, quindi Roberto Mancini. Come i suoi due grandi predecessori sulla panchina azzurra, anche il Mancio si è fatto contagiare dal morbo della riconoscenza. Rinunciando a cambiare, a sperimentare, a proporre qualche cambiamento. Anche a fronte di un'evidente perdita di spirito, anche a fronte di un gioco prevedibile e ammuffito, anche a fronte di segnali lampanti. A Bologna si è vista un'Italia nuova. Nuova nei nomi, nuova nell'atteggiamento. Completamente diverso da quello dimesso visto contro l'Argentina. E i rimpianti per quel che è accaduto negli scorsi mesi, tra i punti persi nel girone e l'inopinato ko con la Macedonia del Nord, non possono che aumentare.
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2) Gnonto è il simbolo della ricostruzione azzurra

Piano con le iperboli e piano con i paragoni, ma qui siamo di fronte a un gioiello vero. Perché non è da tutti, a 19 anni, esordire con la maglia dell'Italia – e contro la Germania... – e comportarsi come se fosse la cosa più naturale di questo mondo. Wilfried Gnonto, il ragazzino che l'Inter si è lasciata sfuggire e che lo Zurigo si è portato a casa, è l'uomo nuovo dell'Italia di Mancini. Che sui giovani ha sempre puntato, che ha fatto esordire un numero impressionante di volti nuovi, che ha trovato un nuovo semi-sconosciuto da inserire nel gruppone azzurro. Proprio come aveva già fatto qualche anno fa con Nicolò Zaniolo, ai tempi digiuno di partite in Serie A. Su Gnonto, e su quelli come lui, deve poggiare la ricostruzione. Forse c'è ancora speranza nel futuro azzurro: basta volerlo.

Wilfried Gnonto salta sopra a Lorenzo Pellegrini dopo l'assist per il gol, Italia-Germania, Getty Images

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3) Tonali si è guadagnato il posto da titolare

Altra ottima prestazione da uomo ovunque, tra recuperi e impostazione. Sandro Tonali, uno degli uomini copertina dello Scudetto appena conquistato dal Milan, non tradisce neppure in azzurro. Nemmeno in panchina contro l'Argentina, nella serata che ha convinto Roberto Mancini a “cambiare tante cose”, a Bologna il centrocampista rossonero è stato uno dei migliori dell'Italia. Gran parte della critica lo chiedeva in campo ed è stata accontentata. In tutti i sensi. E ora? E ora il buonsenso suggerisce al ct di puntare ancora su di lui. Riscaricarlo tra le riserve sarebbe un atto di lesa maestà.

Sandro Tonali, Italia-Germania, Getty Images

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4) Frattesi, da sorpresa a conferma

Deve migliorare in parecchie cose, ovvio. A volte non compie la scelta giusta, altre volte ragiona più col cuore che con la testa. Ma Davide Frattesi, all'esordio assoluto nell'Italia dei grandi dopo il percorso nelle giovanili, ha confermato di essere uno degli elementi nuovi su cui si può e si deve puntare nel prossimo futuro. Un anno fa giocava a Monza, in Serie B. Oggi sfida la Germania. E non si fa tradire dall'emozione, nonostante un inevitabile calo dopo l'intervallo. Bravo.

Davide Frattesi, Thilo Kehrer, Italia-Germania, Nations League, Getty Images

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5) Girone imprevedibile: la Nations League va onorata

Chiaro, è una competizione che non scalda il cuore. Qualcuno la definisce inutile, per molti è una seccatura e basta. Ma la Nations League è stata creata e quindi va giocata. Con l'Italia che sembra pure avere la possibilità di onorarla nel migliore dei modi: considerata una delle due vittime sacrificali del raggruppamento, specialmente dopo la figuraccia contro l'Argentina, la nazionale di Mancini ha dimostrato invece di potersela cavare. E occhio, perché in testa c'è l'Ungheria, che ha battuto l'Inghilterra. Un'altra sorpresa di un girone fin qui assolutamente imprevedibile.

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