La stagione di ciclismo su strada si è conclusa con la Vuelta, con il successo di Primoz Roglic che ha messo il lucchetto alla pazza annata 2020. È in partenza, però, e quella di ciclocross. C'è qualcuno, invece, che è al lavoro ormai da un mese verso un altro obiettivo di prestigio: il record dell'ora. Parliamo di Alex Dowsett che ha terminato la sua stagione “su strada” il 25 ottobre con il Giro d'Italia. Da allora si sta preparando per centrare il suo secondo record della carriera, dopo averne un piazzato un primo il 2 maggio 2015. Appuntamento quindi a sabato 12 dicembre al National Cycling Centre di Manchester, dove Dowsett proverà a battere il record di Victor Campenaerts (55,089 km).

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Il britannico sta lavorando ormai da qualche settimana al velodromo di Manchester per tentare di stabilire il nuovo record dell'ora. In cosa consiste? Girare su un velodromo per 60 minuti, cercando di superare il record precedente in termini di km e metri percorsi. Dowsett piazzò il record dell'ora il 2 maggio 2015, con 52,937 km percorsi in 60 minuti (quello precedente era di Rohan Dennis), ma Bradley Wiggins disintegrò quel risultato solamente 36 giorni dopo, con un 54,526 km il 7 giugno 2015. Quello di Wiggins, però, non è neanche il risultato da battere: il record appartiene a Victor Campenaerts con i suoi 55,089 km del 16 aprile 2019 a Aguascalientes. Dowsett è però convinto di potercela fare...

Quando ho stabilito il record nel 2015, abbiamo calcolato tutto per battere il primato precedente, ma sapevo di averne ancora da dare e quindi voglio riprovarci. Ho intravisto un'opportunità a dicembre di quest'anno per fare un altro tentativo e ovviamente voglio provare a battere il record, voglio vedere di cosa sono capace. È un evento che amo davvero e mi sento privilegiato di avere l'opportunità di affrontarlo di nuovo. So che l'asticella è stata fissata molto in alto da Victor Campenaerts, ma penso di potercela fare. [Dowsett nella conferenza di presentazione]

  • Tutti i record dal 2000 ad oggi
CorridoreRecordData
Chris Boardman49,441 km27/10/2000
Ondřej Sosenka49,700 km19/07/2005
Jens Voigt51,115 km18/09/2014
Matthias Brändle51,852 km30/10/2014
Rohan Dennis52,491 km8/02/2015
Alex Dowsett52,937 km2/05/2015
Bradley Wiggins54,526 km7/06/2015
Victor Campenaerts55,089 km16/04/2019

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Dowsett piazzò il record nel 2015 quando vestiva la maglia della Movistar, al tempo con bici Canyon. Ora è alla Israel e dovrà fare il record con la sua Factor. L'attrezzatura è fondamentale per tentare il record dell'ora, così come il body da indossare quel giorno. Dowsett sta già lavorando a questi particolari con diverse sessioni al giorno in una galleria del vento.

Il body? È importante perché riesci a tagliare l'aria efficientemente, più facile sarà pedalare a più di 55 km all'ora. L'unica variabile fuori dal nostro controllo è la pressione atmosferica, possiamo solo sperare che il 12 dicembre ci siano condizioni ideali

In più, Dowsett ha un altro obiettivo. Il corridore britannico ha una sua associazione a cui vuole dare risalto grazie a questa vetrina. È la Little Bleeders e The Haemophilia Society, associazione che lavora a favore di tutti gli affetti di emofilia, sensibilizzando la pratica sportiva sin da bambini. Dowsett ha spiegato qual è il lavoro di tutti i giorni attraverso questa associazione.

Questo è il mio piccolo modo di cercare di sensibilizzare la comunità dell'emofilia e di ispirare una generazione di emofiliaci a riconsiderare i propri limiti e cosa è possibile fare con quella che una volta era una condizione molto debilitante. I genitori troppo spesso avvolgono i loro figli in un batuffolo di cotone quando viene diagnosticata loro questa patologia, che può causare problemi persistenti con obesità e danni alle articolazioni. Little Bleeders lavora direttamente con le famiglie, l'NHS e i medici per cambiare le convinzioni attorno a questa malattia

Dowsett che, proprio in questa stagione, è tornato a vincere qualcosa di importante, con una fantastica azione nell'8a frazione del Giro d'Italia. Parliamo della tappa Giovinazzo-Vieste, quando Dowsett se ne andò da solo, lanciato dal suo compagno Brändle, a -17,8 km dal traguardo, battendo così la concorrenza di diversi corridori andati con lui in fuga sin dai primi km. Il britannico non trionfava dal giugno dell'anno prima, con i campionati nazionali a cronometro. Dowsett che, inoltre, aveva un contratto in scadenza, ed è così riuscito a strappare un rinnovo per due anni grazie alle prestazioni degli ultimi mesi (quella di Vieste è stata per esempio la prima vittoria della Israel in un Grande Giro).

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Moser e i record dell'ora italiani

Il primo record dell'ora lo piazzò il francese Henri Desgrange (35,325 km) nel lontanissimo 1893 e da allora, ci sono stati tantissimi tentativi di migliorarsi sulla distanza dei 60 minuti. Il primo italiano ad imporsi in questa corsa incredibile fu Giuseppe Olmo che nel 1935 riuscì a completare la misura di 45,090 km in un'ora. Anche Fausto Coppi ci riuscì nel 1942 (45,798 km), poi fu la volta di Ercole Baldini nel 1956 (46,394 km). La prestazione monstre, però, fu quella di Francesco Moser che nel 1984 a Città del Messico fu il primo a superare quota 50 km. Il record precedente era quello di Eddy Merckx del 1972 con 49,431 km, Moser arrivò a 50,808 km. Non solo, era il 19 gennaio 1984; il 23 gennaio arrivò addirittura a 51,151 km. Purtroppo quelle prestazioni sono considerate dall'UCI come "migliori prestazioni umane sull'ora" e non vengono riconosciute come "record dell'ora". Perché? L'UCI non ha omologato quel tipo di risultato perché Moser nell'84 utilizzò una particolare bicicletta con le "ruote lenticolari", ovvero quelle a disco pieno che vediamo durante le cronometro e non le classiche bici con ruote a raggi.

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Fu la primissima volta che il record dell'ora venne tentato con questo accorgimento tecnologico e l'UCI decise in seguito di non omologare nessun record completato dal 1984 al 1996 (i record di Moser, Obree, Boardman, Indurain e Rominger restano migliori prestazioni umane sull'ora). Tra le donne, sono due le italiane ad aver completato il record dell'ora. La prima Maria Cressari a Città del Messico nel '72 (41,471 km), l'ultima Vittoria Bussi a Aguascalientes nel 2018 (48,007 km). 48,007 km che resta tutt'oggi il record da battere tra le donne.

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