Filippo Ganna sta cercando di risollevarsi dopo la brutta crono di domenica in Australia ma, già nella staffetta mista, avrà l'occasione di dimenticare tutto e portare un'importante medaglia all'Italia. Dopo la mixed relay, il Mondiale di Ganna sarà concluso e il corridore della Ineos Grenadiers farà subito ritorno in Italia per preparare il... Record dell'ora. Dario David Cioni, uno dei direttori sportivi di Ganna, ha comunicato alcuni dettagli di questa preparazione al portale BiciPro. Cioni ha anche risposto alle accuse che ci sono state negli ultimi giorni per la scelta della data, che collima con il Giro di Lombardia, ma non si poteva fare altrimenti vista la trasferta precedente in Australia e gli imminenti Mondiali su pista.

Quando nasce il progetto record dell'ora?

È stato la conseguenza del fatto che da pistard si è trasformato in un cronoman. Per cui abbiamo pensato che il record dell'ora fosse una sorta di Olimpo in cui potrebbe trovare posto. Provarlo dopo un Grande Giro? L’idea era di attaccarlo dopo il Tour de France. Però va preparato in un certo modo anche a livello tecnico e non avevamo il tempo di fare tutto. Se vuoi curare tutto per bene, lo devi comunque studiare e a fine luglio abbiamo capito che non ci sarebbe stato lo spazio per i test necessari. [Dario David Cioni a BiciPro]
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Il record di Bigham è stato funzionale al tentativo di Ganna?

Bigham ha fatto un lavoro di test. Fa parte del team del record di Filippo, però è solo un componente come ce ne sono molti altri. Lui si è occupato del materiale della bici. Il fatto che poi abbia provato e centrato il record è stata una cosa sua. Lo avrebbe fatto indipendentemente da Filippo, tant’è vero che mentre noi pensavamo a una data, lui è rimasto nella sua. Alla fine lui aveva solo questo, mentre con Ganna si sta provando a incastrare il record dell’ora fra la stagione estiva e quella della pista

Perché l’8 ottobre?

Per avere il tempo di fare i test e salvare i Mondiali su pista. Una parte di prove le abbiamo già fatte dopo il Tour a Montichiari, una parte la faremo dopo. Alcuni materiali li avevamo già provati a maggio in galleria. La bici non era pronta, perciò ci abbiamo lavorato nell’ultimo mese. E c’è una parte invece dedicata ad alcune prove e alcune definizioni tecniche che verranno fatte nell’arco dei 10 giorni precedenti

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Sembra tutto molto compresso…

Se il Mondiale non fosse stato fuori dall’Europa, potevamo anche andare su una data diversa. A dire la verità, avevamo anche valutato di farlo in Australia. Avevamo trovato una pista, ma le condizioni meteo del periodo non sarebbero state ideali. Poi abbiamo pensato anche a Tokyo, però il discorso è rientrato perché sarebbe stato difficile fare un test pre-evento, se non nell’immediato. Ci abbiamo pensato molto a Tokyo, però alla fine abbiamo dovuto mollare la presa. Quindi l’unica opzione rimasta era tornare in Europa. E perché Grenchen? È la pista più veloce che abbiamo in Europa. Il problema è che non si può fare durante la settimana, perché c’è il Mondiale in vista e in quella pista si allena la Nazionale svizzera. Ecco perché siamo arrivati al sabato. La domenica sarebbe troppo avanti, perché con la qualificazione del quartetto il mercoledì successivo, non ci sarebbe abbastanza recupero

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Dispiace che sia stata vista in modo negativo e non potenzialmente come un grande evento anche per l’Italia. Comunque si correrà a un orario diverso e Filippo in ogni caso non avrebbe fatto il Lombardia

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Quale sarà il suo programma dopo la staffetta?

Prima c’è da recuperare dal viaggio, arrivando a casa venerdì. Dovrà riprendere il fuso italiano, quindi i primi giorni saranno più un mini break mentale. Poi da lunedì prossimo iniziamo a lavorare, abbiamo due settimane finalizzate sul record dell'ora, con alcuni lavori mirati invece ai Mondiali di pista

A livello di grandi appuntamenti, Pippo sia un po’ troppo sollecitato?

Il problema di Pippo è che ha vinto così tanto, che se non vince è già un risultato mediocre e se non fa podio è un disastro, senza andare a vedere che dietro ci possono essere altri motivi. Però questo è Pippo. Gli piace, ci tiene alla maglia della Nazionale, è sempre orgoglioso di portarla. Dà sempre il massimo, magari a volte dovrebbe essere un pochino più egoista, ma non sarebbe più lui. Quindi è chiaro che sarebbe facile puntare a un appuntamento solo, ma lo troverebbe limitante. La pista è dove è nato. La pista è comunque funzionale a ciò che deve raggiungere. Magari fra qualche anno si cambierà obiettivi e non sarà più così utile, però al momento la pista è centrale anche a livello di allenamento

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Non vedi un eccesso di attività di alto livello?

Prendiamo gli Europei dell’anno scorso, che sulla carta si potevano evitare. In realtà sono stati un passo di avvicinamento al mondiale, perché erano una settimana prima. Potevamo fare solo la crono, però alla fine si decise di fare anche il Team Relay perché erano ravvicinati e formavano un bel blocco di lavoro in vista del Mondiale della pista

Bigham ha detto che l’aerodinamica è cruciale e ha fatto il record senza troppi watt. Pippo ha il motore, si può immaginare un record sensazionale?

Bisogna vedere che cosa si intende per sensazionale. Se pensano 60 km, allora no. Se parliamo di misure meno esagerate, allora sì. Abbiamo una tabella di cui parleremo poi, ma non proveremmo se non pensassimo di poterlo battere

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Come ci arriva Ganna in vista della condizione?

La condizione c’è e secondo me la crono di domenica scorsa è stata una giornata storta. Lo capiremo con il Team Relay. E se fosse qualcosa di diverso da una giornata storta, bisognerà capire cosa non ha funzionato. Però personalmente sarebbe una grossa sorpresa

La bici sarà la stessa di Bigham o sarà già in carbonio?

Sarà ugualmente in alluminio e non so se sarà la base per una in carbonio. E poi la presenteranno più avanti, meglio non dire cose. Il resto dei materiali è simile, ma non identico. Il body di Pippo sarà diverso, perché in un’ottica di personalizzazione, quello che è andato bene a Bigham non va bene per Ganna. Quello che userà in pista è in linea con quello che già usa su strada. Il casco sarà quello che usa già. Ci saranno i copertoncini, le stesse ruote di Bigham perché erano un progetto unico. Diciamo che Bigham è stato il tester del materiale sviluppato per Filippo. E invece a livello suo, il materiale che userà era stato pensato per il record dell’ora, ma l’ha usato anche al Tour

Il rapporto è stato scelto?

No, abbiamo due possibilità e bisognerà verificare la possibilità di montarlo. Diciamo una con il 14 e una con il 15. Davanti il 60 o il 63? Molto di più…

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