Un nome un po' a sorpresa. Non perché mancasse la qualità in lui, ma perché era da un po' di tempo che Kwiatkowski non riusciva a pungere. L'ultimo successo? In una tappa al Tour de France nel 2020. L'ultima Classica vinta? Addirittura nel 2017 a San Sebastián. Non che non ci avesse provato, ma il Kwiatkowski visto negli ultimi anni non sembrava avere più lo stesso mordente. Invece è arrivato il colpo all'Amstel Gold Race. Ci sbagliavamo noi, si sbagliava la Ineos a non dargli forse le giuste opportunità, si sbagliava anche lui a non crederci come prima (adesso ci crede di nuovo). Un nuovo inizio per l'ex campione del mondo? Vedremo, ma un Kwiatkowski in forma non è mai da sottovalutare. In nessuna corsa.

Kwiatkowski, il mago delle Classiche

Amstel Gold Race
Kwiatkowski: "Posso ancora performare ad alti livelli"
10/04/2022 ALLE 23:21
Questa volta non staremo ad annoiarvi col classico pezzo, chi è Kwiatkowski? Lo sapete già. In realtà è stato per molto tempo il Mago delle Classiche perché o le vinceva o era lì lì per farlo. Si era giusto un po' spento, ma nel suo palmarès ci sono 2 Strade Bianche, 2 Amstel Gold Race, una Milano-Sanremo, una Clásica San Sebastián e il Mondiale. Ma solo per citare alcuni dei suoi successi. Il primo grande acuto ci fu nel 2014 quando, a Siena, si mise alle spalle gente come Sagan, Valverde, Cunego, Cancellara e Cadel Evans. Non era sconosciuto, ma Michal Kwiatkowski si era reso celebre per quel grande successo alla Strade Bianche. Fu solo l'inizio per il corridore della Quick Step che, al termine di quella stessa stagione, dopo aver vinto anche una tappa al Giro di Romandia e al Tour of Britain, portò a casa la maglia di Campione del mondo a Ponferrada. Un vero cacciatore di Classiche: nel 2015 la prima volta all'Amstel dove batté Valverde e Matthews, nel 2016 invece una corsa molto diversa come la E3 Harelbeke, quando riuscì ad avere la meglio di Sagan e di tutti gli altri big tra i Muri delle Fiandre. Nel 2017, forse l'anno migliore, con i successi a Strade Bianche, Milano-Sanremo (in un'epica sfida con Alaphilippe e Sagan) e Clásica San Sebastián. Senza dimenticare un altro 3° posto alla Sanremo, i due terzi posti alla Liegi (2014 e 2017), il 4° posto all'Attraverso le Fiandre, un altro secondo posto all'Amstel e un 3° posto alla Freccia Vallone. Poi cambiò modo di correre. Vinse la Tirreno-Adriatico, vinse il Giro di Polonia e fu il nuovo gregario di lusso della Ineos Grenadiers.
Le Classiche vinte da Kwiatkowski
ClassicaEdizione
Strade Bianche2014
Amstel Gold Race2015
E3 Harelbeke2016
Strade Bianche2017
Milano-Sanremo2017
Clásica San Sebastián2017
Amstel Gold Race2022

Il momento in cui Kwiatkowski scopre di aver vinto: è festa con Pidcock e van Baarle

Il podio: Kwiatkowski si gode la sua mega birra con Cosnefroy e Benoot

Gli ultimi anni: più gregario che cacciatore

Ma perché questa inversione di marcia? Non è stato il cambio di casacca a non fargli più vincere le corse. Kwiatkowski è passato al Team Sky nel 2016, quando vinse appunto la E3, e nel 2017 - come ricordato - la tripletta Strade Bianche-Milano Sanremo-Clásica San Sebastián. Tutto si può ricondurre nel tentativo di Sky e del corridore di cambiare la propria natura, per essere performante anche nelle corse a tappe e nei Grandi Giri. Tentativo legittimo, ma che non sempre è efficace. Non tutti possono diventare Bradley Wiggins che in questo senso, va ricordato, è stato un po' un unicum nel mondo del ciclismo. Kwiatkowski si è trasformato diventando uomo anche da classifiche (vinse Tirreno e Polonia), ma non riuscì ad avere continuità di rendimento. A quel punto un nuovo cambio di marcia con Kwiato che si è messo a fare il gregario a tempo pieno. Lo è stato di Froome, nel suo ultimo Tour vinto, di Geraint Thomas, di Bernal e di Carapaz, sempre con buoni risultati, lasciando un po' da parte gli interessi personali.

Decisivo il fotofinish: rivivi la volata tra Kwiatkowski e Cosnefroy

La rinascita di Kwiato: è pronto per altre Classiche?

Ora però questo exploit all'Amstel. Era voluta l'azione del polacco? Probabilmente le prime scelte della Ineos erano tutte su Pidcock e van Baarle, ma l'ex campione del mondo è tornato a fare quello che gli riusciva meglio. Usare la testa e il suo acume tattico in queste gare molto difficili da interpretare. Attaccare dopo il Cauberg, su un pezzo piatto, era quasi un suicidio. Che differenza vuoi fare? Ma se dietro si guardano, quell'attacco diventa una vera e propria azione che Kwiatkowski è riuscito a portare a termine con successo, fino alla volata vinta con Cosnefroy. È un nuovo inizio? Più una rinascita, sua personale, che un nuovo inizio. Anche perché la Ineos non finirà di spremerlo come gregario. Oggi più che mai la formazione britannica non è così organizzata come lo era il Team Sky e un Kwiatkowski in forma serve come il pane per gente come Carapaz, Daniel Martinez o Adam Yates. Questo risultato, però, potrà fare cambiare i piani della Ineos nelle Classiche. Da ora in poi, anche Kwiato potrà avere le sue chance. Alla Freccia Vallone e alla Liegi potrà provarci.

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