Mai banale Julian Alaphilippe, in corsa e nelle sue dichiarazioni. La stagione ciclistica più eccezionale di sempre si è chiusa con gli ultimi botti alla Vuelta di Spagna e tra nuovi fenomeni e conferme eccellenti, ci ha lasciato in eredità un'altra annata da ricordare per il corridore della Decenunick-Quick Step. Il 28enne francese, vincitore della prova mondiale di Imola, si è raccontato in esclusiva a Eurosport Francia, nell'ambito del programma Bistro Velo. Tanti i temi toccati: da un 2020 corso a cento all'ora ai nuovi sogni per il futuro, spendendo anche qualche parola per uno dei talenti più fulgidi della nuova generazione del pedale.

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Sul Mondiale

"Essere campione del mondo era uno degli obiettivi della mia carriera. Non per forza all'inizio, ma col passare degli anni ho pensato che fosse sempre di più nelle mie corde. Sono cresciuto, ho imparato dai miei errori. Anno dopo anno arrivavo a questa gara con ambizione e con una squadra forte al mio fianco. Realizzare un sogno è speciale! Ho imparato a dosarmi, a focalizzare il mio sforzo al momento giusto della gara. A Imola tutti i mie compagni hanno lavorato alla grande, è qualcosa che non dimenticherò mai".

Julian Alaphilippe con la maglia di campione del mondo

Credit Foto Getty Images

Sulla corsa a Imola

"Se tutto fosse andato bene, avevo pianificato di attaccare in quel punto (a 17 km dal traguardo, ndr). Arriva un momento in cui non devi farti più domande. Ho capito subito che dietro di me si erano organizzati, ma ho mantenuto quei dieci secondi fino alla fine. È stato tremendo. Quando sono tornato sul circuito li vedevo dietro di me e fino ai 300 metri dal traguardo non ero sicuro di avercela fatta. Neanche alla flamme rouge ero sicuro del successo. Non avevo informazioni nè auricolari. Ero da solo, in lotta con la fatica e con quell'obiettivo fisso nella testa".

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Sulla Liegi

"Sono arrivato alla corsa (la prima in maglia iridata, ndr) super motivato per vincere, per onorare la maglia ma anche per divertirmi. Ma la pressione del Mondiale era un po' scemata. Avevo l'impressione di essere lì, ma non lo ero per davvero. Ho corso alla grande fino allo sprint, che tutti vi ricordate...è stata una delusione, non sono stato bene dopo. Ho tagliato il traguardo, sapevo di non aver vinto. Quando ho alzato le braccia ne ero certo, poi Roglic mi ha passato all'ultimo e ho maledetto quell'esultanza. I giorni tra la Liegi e la Freccia del Brabante sono stati duri. Non ero deluso per aver perso la corsa, ma per gli errori stupidi che avevo commesso. Succede a tutti, ma quando sei il campione del Mondo il minimo errore viene pompato all'ennesima potenza. Questo mi è stato di lezione".

Alaphilippe beffato da Roglic alla Liegi

Credit Foto Eurosport

Sulla caduta al Fiandre

"Non incolpo affatto van der Poel, van Aert o la moto. E non incolpo neanche me stesso perchè non ho fatto nulla di sbagliato, anche se avete detto che stavo parlando alla radio. In realtà, in quel momento non potevo fare niente. In gara succede. Eravamo nel finale del Giro delle Fiandre e nessuno doveva avvisarmi se qualcosa o qualcuno fosse passato sulla mia traiettoria. Non ci sono scuse, bisogna reagire e basta".

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Sulla gara dei sogni e sul 2021

"Dopo aver vinto il Mondiale, vorrei sicuramente vincere il Tour de France. Sono le due corse che ho sempre sognato. Se dovessi vincere una sola gara, vorrei che fosse il Tour. Il percorso del 2021 è interessante e le prime tappe di adattano a me. Ma è ancora presto. Al momento non abbiamo un calendario, con la squadra decideremo tutto dopo le prime gare. Di sicuro vorrei tornare al Giro delle Fiandre, sarà un obiettivo della prima parte di stagione. La Parigi-Roubaix è possibile, ma forse non il prossimo anno".

Julian Alaphilippe al Tour de France 2020.

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Su Evenepoel

"Non siamo rivali, ma compagni di squadra. Abbiamo un team davvero forte e tutti ci temono, giochiamo sempre all'attacco. Remco è esploso subito tra i professionisti e migliora di anno in anno. Non siamo in competizione, bensì l'opposto. Sono contento quando lui vince delle corse e per lui è lo stesso con me. Abbiamo già corso delle gare insieme, dove lui mi ha aiutato o viceversa e ha funzionato molto bene".

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