Il Medical Practitioners Tribunal Servive di Manchester ha sancito la condanna del dottor Richard Freeman, capo dello staff sanitario del team Sky (ora Ineos) e della nazionale britannica di ciclismo (strada e pista) dal 2009 al 2017. Il reato è quello di aver ordinato testosterone (vietato nel 2011) per un ciclista al fine di migliorare le sue prestazioni.
Annunciando il verdetto il presidente dell'MPTS, Neil Dalton, ha dichiarato:"Il tribunale aveva scoperto che lei, dottor Freeman, ha effettuato l'ordine e ha ottenuto il Testogel, sapendo o credendo che doveva essere somministrato a un atleta per migliorare le sue prestazioni atletiche". Il General Medical Council aveva sostenuto per tutta l'udienza che Freeman "ha oltrepassato il limite e ha usato una enorme quantità di bugie per coprire le tracce della sua condotta".
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Pur ammettendo di aver comprato la sostanza illecita, Freeman ha sempre negato l'accusa di averla ordinata sapendo o credendo che sarebbe stata somministrata a un corridore. Dopo aver inzialmente negato l’intera vicenda, Freeman aveva ammesso il fatto, ma anche di essere stato costretto a farlo dall'ex allenatore del British Cycling e del Team Sky Shane Sutton per curare la sua disfunzione erettile. Un’asserzione che Sutton ha sempre duramente negato. Freeman rischia anche la sospensione dall’attività medica tout court.

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