Si addensa di nuvoloni neri il cielo sopra la Vini Zabù. Dopo la comunicazione della positività all'Epo del corridore Matteo De Bonis, la società ciclistica ha ricevuto la visita dei carabinieri del Nas di Firenze che, coordinati dalla magistratura di Pistoia, hanno effettuato una serie di perquisizioni: non solo nella sede della squadra, ma anche nell'officina, nel magazzino e verso terzi, ossia alle persone (ventidue in totale), non indagate ma legate alla società. In poche parole, a tutti i corridori. Lo riporta il Corriere Fiorentino.
Tre, invece, le persone indagate: il team manager Angelo Citracca, il direttore sportivo Luca Scinto e lo stesso De Bonis. Sempre secondo il Corriere, l’indagine nasce dopo la scoperta che uno dei nominativi evidenziati negli accertamenti del Nas era già finito nei radar delle procure di Pistoia, Firenze e Massa in passato. Come emerso già dopo la notizia della positività di De Bonis, la Vini Zabù rischia seriamente di non prendere parte al prossimo Giro d'Italia (8-30 maggio), per il quale aveva ricevuto una wild card. Nel frattempo, il team ha diramato un comunicato ufficiale in cui annuncia di aver convocato De Bonis nei propri uffici di San Baronto per l'accertamento integrale della verità. Negli anni passati, la società è stata coinvolta in questioni legate al doping che avevano portato alle sospensioni di atleti come Danilo Di Luca, Mauro Santambrogio, Matteo Rabottini, Ramon Carretero, Samuele Conti e quella recente di Matteo Spreafico.
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