Potremmo definirlo un incontro titanico quello andato in scena ieri a Verona tra Tadej Pogacar e Eddy Merckx. I due campioni hanno preso parte ad un evento organizzato da DMT, l’azienda che fornisce a Pogacar le calzature da corsa, e nell’occasione si sono interfacciati con i giornalisti scambiandosi battute, impressioni e complimenti reciproci.
Il “Cannibale” non ha risparmiato elogi allo sloveno, tanto da incoronarlo come suo possibile erede:Spesso mi hanno paragonato a ciclisti di quest’epoca, ma nessuno si avvicina a me quanto Pogacar. A 23 anni ha già vinto il Tour de France due volte, io a 24 anni non l’avevo ancora conquistato. Penso che in alcune gare stia facendo meglio di me”.

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Un attestato di stima e ammirazione importante nei riguardi del giovane capitano della UAE Team Emirates, che sabato scorso ha eguagliato il suo record vincendo la seconda classica Monumento in stagione oltre ad un grande Giro, impresa riuscita al belga nel lontano 1973.Ho capito che questo ragazzo aveva qualcosa di speciale quando nel primo anno da professionista ha vinto tre tappe alla Vuelta – continua Merckx – è un corridore completo, se rimane quello che abbiamo visto finora vincerà tanti altri Tour de France e, ovviamente, anche il Giro d’Italia”.
L’ascesa di Pogacar nell’ultimo triennio è stata tanto rapida quanto straordinaria. Trenta vittorie nel professionismo per la sua giovane età sono un fatto più unico che raro, soprattutto se si pensa al calibro degli avversari che ha battuto e in quali occasioni sono arrivati i successi più prestigiosi. Le aspettative degli appassionati nei confronti dello sloveno ormai sono altissime, e il consiglio di Merckx in questo senso è quanto mai azzeccato: “Posso solo dirgli di stare con i piedi per terra perché ogni anno si riparte da zero e ogni anno dovrà dimostrare di essere il più forte. Ma questo lo sa benissimo e ha intorno una grande squadra che può aiutarlo molto, curando tutto nei minimi dettagli“.
Dal canto suo Pogacar non ha perso l’occasione di manifestare ancora una volta la grande umiltà che lo contraddistingue, definendo Merckx inarrivabile:È impossibile vincere tutto quello che ha vinto lui, Eddy è un corridore totale. Sarà difficile conquistare una Milano-Sanremo, figuriamoci sette. Sicuramente mi piace il sapore della vittoria, ma so anche accettare la sconfitta”.

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In effetti i numeri del “Cannibale” sono leggendari, quasi un miraggio: 525 vittorie in 18 anni di professionismo rappresentano un traguardo impensabile nel ciclismo di quest’epoca, così come i 19 successi nelle classiche Monumento o le 24 frazioni conquistate al Giro. Proprio la Corsa Rosa è uno degli obiettivi di Pogacar per il futuro: “Amo il Giro. È una competizione che spesso passa vicino alla mia Slovenia, la seguo da sempre. Ricordo quando Mezgec vinse in volata a Trieste, fu un vero tripudio, e da quel giorno sogno di indossare la Maglia Rosa. Non so quando ci verrò, bisogna chiederlo al mio team manager, ma prima o poi sarò al via e lo farò per vincere
Noi lo aspettiamo in trepidante attesa, perché quando c’è Pogacar al via il livello della competizione si alza e lo spettacolo non manca mai. Difficile vederlo al Giro nel 2022, ma senza dubbio sarà protagonista anche sulle nostre strade in un futuro non troppo distante, come sottolinea lo stesso Merckx: “Un giorno ci andrà di sicuro, non so se il prossimo anno o tra due. Ma è solo questione di tempo prima che vinca anche quello“. E se lo dice il grande Eddy, non facciamo certo fatica a credergli.

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