Ciclismo

Nibali, Froome, Evenepoel a caccia di gloria: le 10 domande sulla ripresa della stagione 2020

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Vincenzo Nibali, Parigi-Nizza, Getty Images

Credit Foto Getty Images

DaLuca Stamerra
29/07/2020 A 18:00 | Aggiornato 29/07/2020 A 20:46
@StamLuca

A un mese dallo start del Tour de France 2020, ci siamo posti 10 domande sulla ripartenza del ciclismo. Dal protocollo da seguire (anche se non c'è una vera normativa per i positivi) ai corridori più in forma dopo il lockdown. Chi sarà protagonista tra Nibali, Froome, Evenepoel, Aru, Quintana e gli altri?

1) Come si riparte? Quale sarà il protocollo da osservare?

Il ciclismo è lo sport più globalizzato che esista, con corridori diversi per ciascuna squadra ad ogni corsa, provenienti da ogni parte del mondo (con una situazione sanitaria diversa da Stato a Stato). Al momento il protocollo da osservare è molto semplice. Distanziamento tra un corridore e l'altro prima della partenza - anche per corridori della stessa squadra - e controllo della temperatura al foglio firma, firma fatta rigorosamente dopo essersi puliti le mani con gel disinfettante. Ovviamente la mascherina, fino allo start ufficiale... Ma cosa succede se viene riscontrato un positivo? Intanto verranno effettuati tamponi 6 e 3 giorni prima di una corsa a cui si è iscritti e, in caso di doppia negatività, si potrà effettivamente partecipare. Per il discorso Grandi Giri, i corridori ripeteranno poi il tampone durante il giorno di riposo. In caso di positività di un corridore non c'è una regola specifica adottata dall'UCI, ma ogni caso verrà valutato a sé. Da verificare se sarà un positivo sintomatico o asintomatico e che tipo di contatti ha avuto con il resto della sua squadra e con gli altri corridori. Al momento 'verrebbe' allontanato solo il singolo corridore e non tutta la squadra, ma anche in questo caso tutto dipenderà dagli organizzatori della corsa e dalle autorità locali. Alla Vuelta a Burgos, addirittura, sono stati allontanati ben 5 corridori (di due squadre diverse) per aver avuto contatti con un positivo al di fuori della corsa, senza risultare loro stessi positivi.... Speriamo che prima dello start del Tour de France ci sia una linea guida più precisa.

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2) Chi sta meglio dopo il lockdown?

Due nomi: Mikel Landa e Vincenzo Nibali. Al momento sono solo speculazioni, ma cronache dai ritiri ci danno queste informazioni. Landa e Nibali sono due dei corridori più in forma e che si sono meglio preparati durante questi mesi di incertezza. Poi, come al solito, sarà la strada a dare il suo verdetto e siamo solo all'inizio della fase di preparazione.

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3) Come verranno preparati Tour de France e Giro d'Italia?

Chi farà il Tour per provare a vincerlo o per fare classifica generale ha un percorso ben preciso da seguire. Si parte con delle corse a tappe brevi come la Route d'Occitanie e il Tour de l'Ain, fino a partecipare al Giro del Delfinato che è la corsa per eccellenza per preparare al meglio il Tour de France. Lato Giro d'Italia, chi parteciperà alla corsa rosa sarà presente al Lombardia e, soprattutto, alla Tirreno-Adriatico. Difficile che ci possano essere corridori che, dopo aver fatto il Tour, si cimenteranno anche al Giro, ma in caso di piccoli infortuni o voglia di rivalsa non è da escludere che qualcuno voglia provare in seguito anche la corsa rosa.

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4) Caso Froome: cambierà qualcosa all'interno del Team Ineos?

È stato ufficializzato qualche settimana fa: Chris Froome non sarà più un corridore del Team Ineos per raggiungere l'Israel (al termine del 2020). Questa la scelta del corridore britannico, che non si sentiva più il capitano universale della squadra a causa dell'esplosione di Egan Bernal. Froome è così approdato in un altro team, dove immagina che possa essere costruita una squadra a sua immagine e somiglianza. Dal Team Ineos, però, dicono che non ci saranno gerarchie per il Tour de France: quindi, questa è la versione ufficiale, non si punterà dritti su Bernal che è l'ultimo vincitore della maglia gialla. Froome può raggiungere così il record di vittorie della corsa francese e, effettivamente, l'Ineos potrà puntare su questo discorso. Insomma, non verrà fatto fuori a prescindere solo perché ha detto addio in estate. Al contrario, nel caso in cui Froome non dovesse mostrare un grande stato di forma nelle prime salite, non sarà aspettato dal resto della comitiva.

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5) A cosa potrà puntare Vincenzo Nibali in questo 2020?

La nuova squadra, sicuramente più strutturata della ex Bahrain Merida, può sicuramente “allungare” le aspettative di Vincenzo Nibali. Il corridore siciliano sarà sicuramente uno dei favoriti per la conquista del Giro d'Italia, in quella che sarà una delle ultime occasioni in carriera di poter vincere un Grande Giro. Questa però è una chance particolare, soprattutto considerando lo stato di forma di Nibali descritto da tutti gli addetti ai lavori. L'altro vero obiettivo stagionale del siciliano è poi il Mondiale di Aigle-Martigny, in Svizzera, che si svolgerà a fine settembre prima del Giro d'Italia. Sarà un'edizione particolarmente adatta agli scalatori e quindi a corridori dal profilo di Vincenzo Nibali che vuole conquistare per la prima volta la maglia iridata.

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6) Dopo aver indossato la maglia gialla al Tour, quale sarà il ruolo di Ciccone?

C'è chi ha ipotizzato un Ciccone in versione classifica generale. È vero che l'anno scorso ha fatto grandissimi progressi, conquistando la maglia di miglior scalatore al Giro d'Italia e indossando per due giorni la maglia gialla al Tour... Il compito di Giulio Ciccone però sarà diverso nel 2020 e sarà di supporto, appunto, a Vincenzo Nibali. Ciccone sarà uno dei suoi ultimi uomini in salita e l'obiettivo sarà proprio quello di guidare il siciliano quando la strada si farà dura. Da questi appuntamenti si potrà poi capire la reale attitudine del corridore abruzzese e capire quelle che saranno le sue ambizioni nelle prossime stagioni.

Giulio Ciccone in maglia gialla, Getty Images

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7) Cosa ci si può aspettare da Fabio Aru in questa stagione?

Ogni anno ci chiedevamo se fosse l'anno buono per Fabio Aru. Il 2019 non è stato così positivo come credevamo e speravamo. Oggi come oggi è davvero dura vederlo lottare per la classifica generale, ma avrà un compito niente male se avrà la giusta condizione. L'Emirates in casa ha un giovane interessante e pieno di voglia, quel Pogacar che è salito sul podio all'ultima edizione della Vuelta. Il sardo potrà fungere da gregario per il giovane sloveno, in un compito che già assunse con ottimi risultati nei primi anni di carriera in favore di Nibali.

Aru Sestriere

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8) Evenepoel può davvero vincere il Giro d'Italia?

Parlando di giovani, cosa aspettarci da Remco Evenepoel? Nella seconda parte della stagione scorsa, il belga conquistò la Clásica de San Sebastián (alla prima Classica in cui ha partecipato) e il secondo posto nella prova a cronometro iridata alle spalle di Rohan Dennis. Da molti viene indicato come il corridore del futuro anche per i Grandi Giri e non solo per le corse di un giorno. Il classe 2000 sembra proprio avere la stoffa del campione, ma ad oggi è davvero dura tracciare quello che potrà essere il suo futuro nei Grandi Giri. Sarà uno degli osservati speciali, ma che possa già vincere il Giro è tutto da verificare. Noi gli facciamo comunque l'in bocca al lupo!

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9) Cosa cambierà per Elia Viviani con la nuova squadra?

Dopo aver indossato le maglie di Sky e Quick Step, il corridore italiano vivrà una nuova avventura. Il campione europeo su strada è passato al Team Cofidis, fresco di promozione nel circuito World Tour, ma la squadra francese non ha sicuramente budget e struttura paragonabile ai team precedenti. Elia Viviani resterà tra i favoriti per le volate, ma non avrà sicuramente l'apporto del treno Quick Step a suo favore. Lui ha sempre avuto grande inventiva e avrà al suo fianco Consonni e soprattutto Fabio Sabatini a tirargli le volate. Vuoi o non vuoi, ci si aspetta comunque che Viviani possa vincere una decina di corse da qui al termine della stagione.

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10) Sarà l'anno del riscatto per Nairo Quintana?

È un po' il discorso che facevamo per Fabio Aru. Il colombiano nelle ultime stagioni non è mai stato competitivo per la vittoria di un Grande Giro, ma aveva grandi ambizioni per questo Tour de France. Prima il lockdown, poi l'infortunio proprio ad inizio di stagione (quella dopo il lockdown) lo hanno un po' bloccato, ma chissà che possa ritrovare il sorriso con la nuova squadra. L'Arkéa gli dà tanta fiducia e in un contesto diverso, potremo rivedere quel Quintana spensierato ma efficace che si era apprezzato agli inizi della Movistar. Ci sarà da capire, proprio, le sue condizioni dopo l'incidente. Se starà bene, e con le giuste motivazioni, è lecito aspettarsi qualche azione da parte sua.

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