Tom Dumoulin è tornato a correre dopo diversi mesi di pausa. Il ciclista della Jumbo-Visma lo scorso mese di gennaio aveva annunciato che si sarebbe fermato per un periodo, senza quantificare lo stesso. Ieri nella cronometro Giro di Svizzera 202 il rientro in gara che ha lasciato al neerlandese buone sensazioni, come lo stesso ciclista ha raccontato in un’intervista rilasciata a Het Nieuwsblad.
Il problema degli ultimi tre anni è stato che avevo perso il piacere di lavorare e di correre. Avevo dimenticato cosa mi piaceva e cosa non mi piaceva. Ora lo so di nuovo. Quel periodo senza gare è stato molto istruttivo per me. So di nuovo che tipo di corridore è Tom Dumoulin. Cosa succederà dopo Tokyo, non lo so ancora. Forse tornerò a fare classifica nei Grandi Giri. Forse voglio pormi altri obiettivi, o forse non voglio più essere un corridore.
Sul Giro di Svizzera il neerlandese ha le idee chiare: “La classifica non è sicuramente un obiettivo, ma lo sono le due crono. Queste prove contro il tempo mi renderanno un po’ più sicuro. Anche se non puoi confrontare queste prove con quelle di Tokyo. Non importa, vedo queste prove a cronometro soprattutto come un test per capire quali sono i miei punti di forza“.
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I fari della stagione di Dumoulin sono chiaramente puntati sulla manifestazione a cinque cerchi: “Il mio piano è di essere bravo a Tokyo come lo ero prima. Credo che sia possibile, altrimenti non avrei iniziato questo piano. Ovviamente tutto dovrà andare al posto giusto e ci si può chiedere se avrò abbastanza tempo per arrivare al mio livello migliore, ma sono fiducioso che funzionerà. Devo dire che sono rimasto scioccato quando sono tornato in sella per la prima volta dopo alcuni mesi senza allenamento. Dopo due settimane, ho fatto un test e sono rimasto sorpreso dal risultato. Il talento non è certo scomparso. Questo è anche il motivo per cui ho fatto delle Olimpiadi di Tokyo un obiettivo”.

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