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Da 0 a 10: il pagellone 2017 del ciclismo
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Pubblicato 29/12/2017 alle 18:25 GMT+1
Da Dumoulin re del Centenario, ai voti dimezzati di Froome e Peter Sagan; dall'Italia che sorride con Nibali e Trentin, a Kwiatkowski Gilbert Van Avermaet e Valverde signori delle Classiche: diamo i voti ai protagonisti di una grande stagione di ciclismo dei primati... Con Alberto Contador hors catégorie: Campéon alla ricerca del tempo perduto dalla cima dell'Angliru.
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Voto 10... A Tom Dumoulin re dei cent'anni
Vincitore del Giro d'Italia con la mitica tappa di Oropa e campione del mondo a cronometro: a 27 anni, Tom Dumoulin è la massima espressione del ciclismo moderno. Incrollabile in salita e velocissmo contro il tempo, sfidare Froome sulle strade del Tour sarà la grande sfida della sua già notevole carriera.
Voto 9... Alla Quickstep corazzata delle Fiandre
Dal Fiandre di Gilbert - la più netta vittoria tra le Classiche Monumento - ai 16 successi sparsi nei grandi giri (4 Gaviria e 1 Jungels maglie lilla e bianca del Giro, 5 Kittel re veloce del Tour de France; 4 Trentin, 1 Lampaert e 1 Alaphilippe alla Vuelta), la Quick-Step Floors si conferma una squadra straordinaria, salutando Tom Boonen con la sua liturgia laica.
Voto 8... A Nibali e Trentin alfieri d'Italia
La tappa simbolo del Centenario sullo Stelvio e una pirenaica spagnola, due podi nei grandi tour (terzo al Giro, secondo alla Vuelta) e un altro Lombardia sono manna dal cielo: comincia così la seconda carriera di Nibali che, nel 2018, farà un bel cerchio rosso su Liegi, Grande Boucle e soprattutto i Mondiali "alpini" di Innsbruck. Vincenzo è il nostro fuoriclasse mentre Trentin, col suo poker veloce alla Vuelta e la Paris-Tours, passa alla Orica-Scott coi gradi di capitano delle Classiche. Forza Italia.
Voto 7... Ai classici Kwiatkowski, Van Avermaet e Valverde
C'è chi beffa Sagan e Alaphilippe nella magnifica volata della Milano-Sanremo, chi domina i pavé della Roubaix e chi, sulle Ardenne, si conferma Imbatido: Michal Kwiatkowski, Greg Van Avermaet e Alejandro Valverde (4 volte vincitore della Liegi-Bastogne-Liegi, quinta Freccia-Vallone) sono i campioni delle Classiche Monumento.
Voto 6... A Fabio Aru in cerca di consacrazione
Corre un Tour da protagonista con il Tricolore, alzando le braccia alla Planche des Belles Filles: la maglia gialla è di certo un vanto, però pensiamo che gli manchi una certa costanza per vincere un altro grande giro. Che la nuova squadra, la UAE Emirates, possa offrirgli la migliore motivazione!
Voto 5... A Froome visconte dimezzato
Gli dimezziamo il voto per questa storia del salbutamolo che, pur non trattandosi di un grave caso di doping, gli macchia la migliore stagione della vita: quella della storica doppietta Tour-Vuelta di normalità evolutiva e proprietà di squadra. Campione simbolo del ciclismo esatto, lo aspettiamo con ansia, fino a prova contraria, alla partenza del Giro per completare la Tripla Corona sulla strada del mito.
Voto 4... Per due a Peter Sagan iridato al cubo
Come sopra, è una stagione (almeno) da otto per chi vince, come nessun altro nella storia del ciclismo, 3 Mondiali consecutivi e, a 27 anni, conta già cento successi in carriera. La squalifica dal Tour grava però sulla stagione del più straordinario performer di un ciclismo che ha bisogno come l'ossigeno di Peter Sagan.
Voto 3... Ai velocisti italiani extra-Trentin
Saranno stati i problemi fisici di Nizzolo o quelli "societari" di Viviani, che comunque vince 9 corse "minori": sta di fatto che, escluso l'immenso Viviani, non restano tracce di sprinter nostrani fra le volate dei grandi giri. Non bastasse, l'Italia sfiora ancora il podio ai Mondiali di Bergen (le classi Junior invece - con 7 medaglie tra cui 2 ori di Elena Pirrone - quelle sì che meritano un bel dieci!). Nota lieta: la costante crescita di Sonny Colbrelli vincitore della Parigi-Nizza e della Freccia del Brabante.
Voto 2... A Nairo Quintana per chi non s'accontenta
Fosse uno "normale", daremmo pieni voti a chi vince Tirreno-Adriatico e la tappa del Bockhaus, secondo finale al Giro d'Italia... Invece Nairo fallisce tutti gli obiettivi stagionali con un Tour da fantasma andino che non sembra più in grado di competere, in salita, con chi fa il vuoto a cronometro. Una crisi che apre certi interrogativi e lo separa dai più attesi della prossima stagione.
Voto 1... Al Team Astana da cui "scappano" i capitani
La squadra kazaka, orfana di Nibali e già anche di Aru, sbaglia tutte le tattiche in ogni scenario di corsa, finendo con i soli successi di Aru al Tour e Lucenko-Angel Lopez alla Vuelta (occhio a questo bel talentino colombiano) in 63 grandi tappe. Urge rinnovo nei quadri di una grande World Tour.
Voto 0... Alle tragiche pagine sulle strade d'Italia
Da Scarponi a Nicky Hayden, la pagina nera del ciclismo si scrive col sangue sulle strade italiane, così tragicamente pericolose per il lavoro della bici. Loro ci mancano così tanto... E Michele che da qualche vetta lassù, dove osano le aquile, starà già sorridendo del suo veloce volo.
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