L’elezione di Cordiano Dagnoni alla guida della Federciclismo potrebbe cambiare un po’ i tasselli del nostro movimento, ma il neo-eletto Presidente ha chiarito che fino alle Olimpiadi di Tokyo non si toccherà nulla. Il CT Davide Cassani è stato altrettanto trasparente in un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport: “Io sono a disposizione, sono un uomo squadra, amo quello che faccio e se posso essere utile… sono qui. I risultati stanno dimostrando che il lavoro che è stato fatto anche nella gestione precedente è stato buono. Con Dagnoni, una persona che conosce molto bene l’ambiente, abbiamo già avuto qualche colloquio e siamo a buon punto per proseguire nel segno della continuità, anche se c’è tempo per ragionarci“.
Una dichiarazioni balza subito all’occhio: “Sono convinto che tra un po’ ci sarà anche un’italiana tra le squadre World Tour: sarebbe un bel segnale“. Il tecnico ha puntualizzato: “Il Covid ha creato molte difficoltà, ma un dato di fatto è lampante: il ciclismo italiano è appetibile. Siamo l’unica Nazione che ha almeno un corridore nelle squadre World Tour e più della metà dei tecnici di queste formazioni sono italiani: qualcosa vorrà pure dire“.
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I risultati degli ultimi giorni sono stati ottimi per il nostro ciclismo: Davide Ballerini ha vinto l’Omloop, Andrea Bagioli si è imposto in Francia, Filippo Ganna ha conquistato la cronometro dell’UAE Tour: “Abbiamo vinto a crono, in volata, in fuga: i ragazzi sono stati strepitosi. Per restare agli ultimi giorni: Ballerini ha fatto un bel salto di qualità in una squadra perfetta per leui e in Bagioli ho sempre creduto, l’ho portato al Mondiale a 21 anni. Lo dico da parecchio che ci vuole pazienza e serve tempo: con il lavoro i risultati arrivano e noi abbiamo lavorato bene“.
Davide Cassani parla anche dell’assenza di un uomo di punta per le corse a tappe in grado di essere l’erede di Vincenzo Nibali: “Abbiamo perso 3-4 anni preziosi quando è stato cancellato il Giro d’Italia dilettanti, dal 2013 al 2016, e la base è entrata in difficoltà: per quella categoria a disposizione c’era solo il Giro della Valle d’Aosta. [Per ovviare al problema] il calendario delle categorie inferiori è stato arricchito e il ritorno del Giro dilettanti è stato molto importante. Noi con le Nazionali abbiamo aiutato tanti ragazzi, per vedere i frutti del lavoro serve tempo“.

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