La stagione di Fabio Aru si è chiusa nel peggiore dei modi. Partito al Tour de France per dare una mano a Pogacar (e poi chissà, c'era anche il sogno di vincere una tappa), il corridore sardo ha lasciato la carovana gialla già alla 9a frazione. Quando era finito davanti solo al carro scopa, lasciato solo dalla sua squadra. Lui, a un certo punto, ha mollato e ha lasciato lì la bici. Quello è stato anche il suo ultimo momento con l'UAE Emirates che a quel punto non lo ha convocato per la Vuelta e non gli ha rinnovato il contratto che era in scadenza. Dopo settimane di silenzio, ora Fabio spiega quello che sarà il suo futuro. Un futuro ancora nel mondo del ciclismo.

Aru, hai mai pensato di lasciare il ciclismo in questi mesi?

Ciclismo
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03/11/2020 A 10:40

No che non ci ho pensato. Entro fine mese dirò con quale squadra andrò. E certo che riparto, perché è la mia passione, la mia vita. Si riparte sempre. Ci sono situazioni che vorresti non vivere, come quel giorno al Tour. E se non accettano la spiegazione che ho dato, il fatto che non tutti reagiscano allo stesso modo… Ma ti pare che in tutto questo tempo, neanche una telefonata? [Fabio Aru a Bici.pro]

Che bordata ai suoi, ormai, ex datori di lavoro. Fabio Aru, infatti, ha avuto il rinnovo di contratto con l'UAE Emirates che punta, invece, a rinforzare la squadra da dare a disposizione di Tadej Poagacar. Aru dovrà quindi trovarsi una nuova squadra.

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Sei tornato in Sardegna

Dovrei andarci più spesso, ma non c’è mai tempo. O forse è un alibi. In famiglia si sta bene, serve a ritrovarsi. Basterebbero anche due giorni ogni tanto. Questa volta sono stato per un mese. Sono andato in bici con le persone che conosco. Abbiamo festeggiato il primo anno di Ginevra. Poi, come in tutti i posti, c’è chi ti vuole bene e chi ti giudica. E certe cose fanno male. Quali cose? Ognuno di noi può avere il suo pensiero, sarebbe bello se ne parlasse di persona e poi lo tenesse per sé. Ma quando leggo sui social commenti di un certo tipo di chi magari è uscito con me in bicicletta pochi giorni prima. Poi mi dicono che sparisco…

Fabio Aru - Tour de France 2020, stage 6 - Getty Images

Credit Foto Getty Images

Fabio Aru però è sparito

Il fatto del lockdown è stato una botta per tutti. Cosa pubblico? Che vado in bici? Che non vado sui rulli? Che pulisco in casa? In quel momento c’è stato un blocco. Forse avrei dovuto scrivere di più. Però onestamente, mi pesa. Il mio lavoro è un altro. Nella prima parte dell’anno, in Colombia, è stato divertente farlo. Mi veniva più facile perché stavo bene. Ho valutato anche io questa cosa. Finché non ho fatto la diretta con Lello Ferrara, sembrava che Fabio Aru fosse in un pozzo

Cercate di capirmi, io ho costruito la mia immagine andando in bici. Ho vinto. Ho perso. Tutto in bici. E questo mi ha portato ad avere 170 mila follower, che sono interessati alla mia carriera e magari aiutano le aziende che investono su di me. Ma io in quel mese non avevo voglia di parlare e semplicemente non ho risposto a nessuno. Quando leggi certe cavolate su internet, ti viene voglia di chiuderti

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StagionePiazzamenti
201342° al Giro
20143° al Giro, 5° alla Vuelta
20152° al Giro, VINCITORE alla Vuelta
201613° al Tour
20175° al Tour, 13° alla Vuelta
2018Ritirato al Giro, 23° alla Vuelta
201914° al Tour, Ritirato alla Vuelta
2020Ritirato al Tour, non convocato alla Vuelta

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Ora quale futuro per Aru?

Secondo te io non trovo un contratto? Va bene, devo abbassare le pretese. Non posso pretendere di guadagnare gli stessi soldi. Ma è lo sport. Se hai vinto una tappa al Tour, ci sono 15 team che ti cercano. Adesso ne avrò la metà, ma ho delle richieste. Voglio solo aspettare per scegliere bene, senza pressione. Il solo problema è che se chiude anche la NTT, ci saranno tanti corridori in cerca di un contratto. È il momento di fare la selezione e decidere. Siamo comunque a novembre

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Di quale tipo di ambiente ha bisogno Aru?

Un posto e persone che facciano al caso mio. Fa comodo dire che sia stata tutta colpa mia e io mi prendo le mie responsabilità, ci mancherebbe. Il giorno del Tour resta una cosa a sé, che magari andava gestita diversamente. Però sono stati fatti degli errori anche da parte di chi avevo intorno. Si potevano fare altre cose

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Che inverno sarà?

Novembre è sempre stato un mese abbastanza libero, in ogni caso a ottobre non ho mai smesso di andare in bici. In Sardegna facevo uscite di due/tre ore. Al massimo ho fatto 110 km, anche con il gusto di rivedere le mie strade. Di pedalare fino al mare. Anche in mountain bike

Qualcuno dice che riprenderai con il ciclocross

Mi piacerebbe fare qualche gara a gennaio, senza stress. Prove del Trittico Lombardo, ad esempio. C’è una gara a Villacidro, il mio paese, a dicembre. Non so se è troppo presto. Certo non andrei mai a fare le Coppe del Mondo come ha scritto chi mi voleva mettere alla Alpecin. Intanto, ho ricominciato a camminare in montagna, per due volte alla settimana. Mi piace molto. Poi da dicembre inizierò ad allenarmi, in base alle indicazioni di chi mi seguirà. Ma adesso faccio io le domande

E dopo la carriera di corridore?

Ogni tanto ci penso a cosa potrei fare quando smetterò di correre. Non credo il direttore sportivo…

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