Avviso ai naviganti: il voto non viene dato solo in base al piazzamento in classifica generale. Come parametri ci sono anche le vittorie di tappa, i piazzamenti, i tentativi, lo stato di forma, la completezza della squadra ecc ecc.

Voto 10 e lode... All'outsider Richard Carapaz. È nata una nuova stella?

È stata la sorpresa di questo Giro d'Italia, ma il corridore ecuadoriano non è uscito dal nulla. Carapaz ha dimostrato grande voglia e soprattutto grande furbizia nello sfruttare alcuni momenti clou del Giro d'Italia, beffando gli altri big che si sono fatti distrarre. A Frascati è stato proprio il corridore della Movistar a vincere la tappa, conquistando terreno rispetto agli altri big che si erano 'fermati' a causa di una caduta (momento che costrinse Dumoulin al ritiro). Sempre lui a beffare tutti a Courmayeur, mentre Nibali e Roglic si marcavano a vicenda. Insomma, Carapaz c'è sempre stato e si è mantenuto lucido in ogni situazione. In salita è stato spettacolare e ha avuto un angelo custode...
Giro d'Italia
Carapaz vince il Giro d'Italia! 11° podio per Nibali, Roglic scavalca Landa al 3° posto
02/06/2019 ALLE 12:02

La classifica generale

CorridoreSquadraTempo
1. Richard CARAPAZMovistar90h01'47''
2. Vincenzo NIBALIBahrain Merida+1'05''
3. Primoz ROGLICJumbo Visma+2'30''
4. Mikel LANDAMovistar+2'38''
5. Bauke MOLLEMATrek Segafredo+5'43''
6. Rafal MAJKABora Hansgohe+6'56''
7. Miguel Ángel LÓPEZ Astana+7'26''
8. Simon YATESMitchelton Scott+7'49''
9. Pavel SIVAKOVTeam Ineos+8'56''
10. Ilnur ZAKARINKatusha Alpecin+12'14''

Carapaz, Nibali e Roglic si prendono gli applausi dell'Arena di Verona: ecco il podio del Giro

Voto 10... A Mikel Landa: il miglior gregario in assoluto per le salite

E di che possiamo parlare se non di Mikel Landa? Il miglior gregario in salita in assoluto. Non l'abbiamo scoperto di certo oggi: vi ricordate il corridore basco al fianco di Fabio Aru nel 2015 (sia al Giro che alla Vuelta)? O Landa al Tour 2017 dove accompagnò, letteralmente, Chris Froome a Parigi? Lui vuole fare il capitano, ma non ha i numeri. E alla fine della fiera, è sempre la strada a dettare le gerarchie. Detto questo, ad avercene di Landa. Anzi, probabilmente chi ha il basco in squadra, ha grandi chance di poter vincere la corsa. Imprescindibile.

Voto 9... Agli italiani di questo Giro: Masnada, Benedetti, Cataldo, Ciccone, Cima, Conti e non solo

Negli ultimi anni abbiamo un po' sofferto, ma questa volta gli italiani ci hanno fatto godere. Dalle vittorie di tappa di Masnada e Cima (uno della Androni Giocattoli Sidermec, l'altro della Nippo Vini Fantini Faizanè) a far trionfare anche squadra Professional, al trionfo di Cesare Benedetti che centra la sua prima vittoria in carriera a 31 anni dopo una vita da gregario. Che dire di Valerio Conti che non è riuscito a centrare la vittoria di tappa, ma ha tenuto la maglia rosa per 6 splendidi giorni. Vincono anche Cataldo (altro gregario di lusso) e Giulio Ciccone che nella stessa edizione del Giro si prende la briga di vincere una tappa, passare per primo sul Mortirolo e conquistare la maglia azzurra di miglior scalatore. Ma di italiani ne abbiamo visti tanti a fare ottime figure: da Mattia Cattaneo a Frapporti, da Maestri a Capecchi, da Moschetti a Brambilla. Cima ha anche vinto la classifica delle fughe (932 km all'attacco) e Masnada quella dei traguardi volanti, oltre al premio per la combattività.

Che Italia a San Giovanni Rotondo! Rivivi la vittoria di Fausto Masnada su Valerio Conti

Le vittorie degli italiani

CorridoreSuccesso
Fausto MASNADAtappa di San Giovanni Rotondo
Cesare BENEDETTItappa di Pinerolo
Dario CATALDOtappa di Como
Giulio CICCONEtappa di Ponte di Legno
Damiano CIMAtappa di Santa Maria di Sala
Giulio CICCONEMaglia azzurra (scalatori)
Fausto MASNADAClassifica traguardo volante
Fausto MASNADAPremio combattività
Damiano CIMAClassifica fuga generale

Voto 8... Al simpatico velocista: Pascal Ackermann

Viviani, Gaviria, Ewan, Démare. Di carne al fuoco ce n'era tanta per le ruote veloci, ma a mettersi in grande mostra è stato il velocista della Bora Hansgrohe, Pascal Ackermann. La Bora non ha mandato Sagan al Giro, ma il team tedesco ha saputo trovare un corridore degno di nota: Ackermann ha vinto due tappe e, dopo le salite, è andato a conquistarsi meritatamente la maglia a ciclamino. Ci hanno fatto appassionare i suoi video-diari dopo le tappe, ci ha contagiato con il suo sorriso, ma è stato soprattutto vincente. Complimenti Pascal!

Voto 7... Alla caparbietà di Nibali e Roglic

Il siciliano è arrivato 2°, ma ci ha provato fino all'ultimo a ribaltare la classifica generale. Certo, la tattica di Courmayeur è stata letale (lasciando a Carapaz la maglia rosa), ma a quasi 35 anni, è sempre un risultato prestigioso un 2° posto al Giro d'Italia. Considerando che Nibali ha conquistato l'11° podio in carriera in un Grande Giro...

Tutti i podi di Vincenzo Nibali

https://i.eurosport.com/2019/06/03/2605573.jpg
Complimenti anche a Roglic per quanto fatto: dopo il 4° posto del Tour 2018, si porta a casa un gran 3° posto al Giro d'Italia. È stato maglia rosa per 5 giorni, ha stravinto le prime due crono e ha tenuto fino alla seconda settimana. È calato, e di molto, nella settimana decisiva, tanto da crollare nella crono finale di Verona, pur riuscendo a scavalcare Landa e prendersi il podio. La sensazione è che il materiale umano per conquistare un Grande Giro ci sia, a patto che abbia una squadra competitiva al suo fianco. Oltre a prepararsi idealmente per quella specifica corsa. Dopo una primavera stellare, era ipotizzabile un calo per lo sloveno nell'ultima settimana di maggio...

Voto 6... Ai russi Zakarin e Sivakov

Anche i corridori russi sono stati protagonisti al Giro d'Italia. Zakarin continua con il suo Potrei, ma non voglio, con il corridore della Katusha che fatica a fare la generale dopo il gran 3° posto alla Vuelta 2017. Una vittoria di tappa, però, non si butta mai, soprattutto se la frazione conquistata è quella di Ceresole Reale, primo vero arrivo in salita di questo Giro d'Italia. Un corridore che promette bene, invece, è Pavel Sivakov. Era il gregario del gregario al Team Ineos (ex Team Sky), ma si è comportato benissimo, provando anche a lottare per la classifica dei giovani con Miguel Ángel López. Con un po' di esperienza in più e una preparazione diversa, si potrà puntare alla top 5 nel giro di un paio di anni.

Fuga e stoccata decisiva: Ilnur Zakarin è il Re di Ceresole, primo arrivo in salita del Giro

Voto 5... Alla 'strategia' di Miguel Ángel López

Chi ci credeva molto in questo Giro era Miguel Ángel López. Dopo il 3° posto dello scorso anno, il colombiano ambiva alla vittoria finale. Al netto dell'episodio con il 'tifoso' all'ultima tappa in linea, il Giro di López non è piaciuto. Non è mai stato regolare, con attacchi senza senso nei punti dove non avrebbe mai avuto la possibilità di fare la differenza. Non ha sviluppato un grande senso tattico, nonostante fosse fiancheggiato dagli uomini dell'Astana, che in carriera hanno vinto tanti Grandi Giri (Beppe Martinelli giusto per dirne uno). Ok la maglia bianca di miglior giovane, ma questo Giro d'Italia ci ha dimostrato che il colombiano dovrà farne ancora di strada per puntare alla vetta assoluta.

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Voto 4... Alla volate di Elia Viviani

Era il velocista favorito, ma ha deluso alla grande. Sarà stata la pressione della maglia tricolore, sarà stato l'abbassamento di qualità in casa Quick Step, ma le volate di Viviani sono da dimenticare. Lo sprinter veronese ha scelto sempre il timing sbagliato per partire ed è stato beffato da altri cacciatori di tappa. Quel che fa più male, è che tutti i big hanno conquistato almeno un successo: Ackermann (due), Démare (una), Ewan (una) e Gaviria (una). Quella di Gaviria assegnata dalla Giuria dei Commissari, inoltre, proprio per una scorrettezza di Viviani su Moschetti nella volata di Orbetello. Riprovaci al Tour!

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Voto 3... Agli uomini di classifica della Bora: Majka e Formolo

Se la Bora Hansgrohe può festeggiare per le tappe vinte da Ackermann (due più la maglia ciclamino) e Benedetti, non può di certo essere soddisfatta per come è andata la classifica generale. Il team tedesco aveva addirittura due alfieri, ma entrambi hanno deluso. Da Majka, che è giunto 6° a quasi 7 minuti di ritardo, a Formolo che si è piazzato addirittura 14°, mancando l'inserimento in top 10 come accaduto nelle ultime due stagioni. Il polacco dà ancora la dimostrazione di non essere un big (suo miglior piazzamento, un podio alla Vuelta 2015 e poi il nulla), il veronese invece fa un pericoloso passo indietro nonostante ci aspettassimo molto da lui (lo avevamo candidato per la top 5 del Giro).

Voto 2... Al 'ganassa' Simon Yates

Era venuto per completare il percorso dello scorso anno, quando perse un Giro che sembrava già nelle sue mani. Un po' facevamo il tifo anche per lui, ma il britannico si è lasciato andare a qualche dichiarazione sibillina che ha fatto indispettire molti corridori. Vedi quella ad inizio Giro: “Fossi un mio avversario me la farei sotto considerando la mia condizione”. Detto fatto: alla crono di Bologna, Yates è fa bene ma il corridore della Mitchelton Scott arrancherà nelle tappe di media difficoltà, non riuscendo più a risollevarsi per la classifica generale, mancando anche il successo di tappa. E dire che arrivava a questa corsa con una delle squadre migliori, potendo contare dei vari Chaves ed Hamilton in salita.

Nibali: "Yates? Ha detto che dobbiamo andare tutti in bagno, ci vuole rispetto!"

Voto 1... All'ammiraglia (e alla squadra) di Primoz Roglic. Imbarazzanti!

Incredibile quanto accaduto nella tappa con arrivo a Como. Non vogliamo dire che Roglic avrebbe vinto il Giro, ma lo sloveno ha perso tranquillità e sicurezza in quella frazione. Lo sloveno dovette cambiare bici sulla penultima salita, con l'aiuto di Tolhoek, per poi finire a terra in discesa, causa il sistema di freni invertito che adoperava il compagno di squadra. Ma in tutto questo, dove era finita l'ammiraglia della Jumbo Visma? A fare una pausa pipì a 20 km dall'arrivo, con Roglic che si sta giocando la vittoria del Giro d'Italia. Un errore da licenziamento, come l'ha definitivo Magrini.

Problemi per Roglic, ma l'ammiraglia se lo perde. Magrini: "Errore da licenziamento"

Voto 0... Ai 'tifosi' maldestri. Non se ne può più!

Siamo alle solite. Dopo i fatti del Tour con Nibali dell'anno scorso, i 'tifosi' continuano a combinarne di ogni a bordo strada. Tralasciando la questione fumogeni, in molti hanno rischiato di far cadere i corridori durante il percorso. C'è stato anche il pazzo, ubriaco, che ha lanciato una bici prima del passaggio dei fuggitivi, fino a quello che ha buttato giù Miguel Ángel López che ha risposto a tono. Non vogliamo dire che il colombiano avesse ragione a dargliele, ma possiamo dire che il 'tifoso' le ha meritate.

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