Brutte notizie per Vincenzo Nibali. Il capitano della Trek Segafredo ha perso una pedina importante per la terza settimana, con il ritiro dal Giro d'Italia di Giulio Ciccone. Il corridore abruzzese aveva dato una mano fino ad adesso, ma non era mai parso brillantissimo. Soprattutto se lo paragoniamo alla passata stagione quando Ciccone conquistò la maglia azzurra di miglior scalatore. Inevitabile, considerando che Ciccone è risultato positivo al Covid ad inizio settembre e si è perso ben due settimane di allenamento.

Giro d'Italia
Giro d'Italia 2020: tutte le tappe da Monreale a Milano
3 ORE FA

Il corridore della Trek ha faticato a ritrovare la condizione, ma ci ha provato. Dopo qualche giornata di aiuto, invece, il classe '94 ha mollato il colpo a causa di una fortissima bronchite. Ecco spiegato il ritardo degli ultimi due giorni, con Ciccone che non è mai arrivato insieme al suo compagno Nibali, nonostante gli altri big avessero sempre qualche compagno di squadra in più.

Con il ritiro di Ciccone, grande responsabilità per Gianluca Brambilla che diventa l'ultimo uomo di Nibali in salita. Anche Brambilla però non ha pedalato alla grande, con l'ex Quick Step che ha patito una caduta nella tappa di Vieste, riportando qualche escoriazione e contusione su gamba e avambraccio sinistro.

Cadute anche per Brambilla e Carboni: per fortuna ripartono

Giro d'Italia
Giro d'Italia 2020: ritiri, non partenti e squalificati
7 ORE FA
Giro d'Italia
L'Albo d'oro del Giro: tutti i vincitori dal 1909 al 2019
21/10/2020 A 23:13